Südtirol Festival Merano, arrivano le stelle della musica classica: ventisei concerti
Corriere della Sera - Cultura

Südtirol Festival Merano, arrivano le stelle della musica classica: ventisei concerti

Sabato 30 maggio 2026
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Dal 20 agosto fino al 22 settembre la rassegna intreccia i grandi monumenti sinfonici con il jazz, il pop, la musica vocale e le sperimentazioni contemporanee

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Südtirol Festival Merano, arrivano le stelle della musica classica: ventisei concerti

di Silvia M.C. Senette

Dal 20 agosto fino al 22 settembre la rassegna intreccia i grandi monumenti sinfonici con il jazz, il pop, la musica vocale e le sperimentazioni contemporanee

La 41esima stagione del «Südtirol Festival Merano» si presenta con un cartellone di 26 concerti declinati in otto formati differenti, pronti a invadere l’elegante Kursaal liberty del Kurhaus, i teatri e le più suggestive chiese e residenze storiche della città termale e dei suoi dintorni. Dal prossimo 20 agosto fino al 22 settembre la rassegna intreccia i grandi monumenti sinfonici con il jazz, il pop, la musica vocale e le sperimentazioni contemporanee, in una mappa sonora tesa tra classicismo e audaci contaminazioni in cui la passione muove le note e le restituisce al pubblico.

Il concerto inaugurale

Il sipario si apre il 20 agosto al Kursaal con un debutto storico, la direttrice d’orchestra Bar Avni (nella foto). Avni sarà la prima donna a dirigere il concerto inaugurale del festival, guidando la Kammerorchester Base, solista il pianista Fazıl Say tra l’ouverture della «Finta giardiniera» di Mozart e il Secondo Concerto di Shostakovich. Da qui si innesca una sfilata di compagini internazionali: la Pittsburgh Symphony Orchestra diretta da Manfred Honeck affronta la Quinta di Shostakovich il 26 agosto, mentre la Seoul Philharmonic Orchestra guidata da Jaap van Zweden accosta il brano «Inferno» del sudcoreano Jaeil Jung ai celebri «Pini di Roma» di Respighi, il 28 agosto. Il 31 agosto sarà Sir John Eliot Gardiner a salire sul podio dei londinesi Constellation Orchestra & Choir per un dialogo sacro tra il «Canto del destino» di Brahms e il «Lobgesang» di Mendelssohn.

A settembre

Il mese di settembre apre a nuove geometrie. Il pianista Alexander Gadjiev propone un recital solistico, il 3 settembre, incentrato sui «Quadri di un’esposizione» di Mussorgsky, seguito il 7 settembre dalla Mahler Chamber Orchestra con Yuja Wang alla tastiera per i complessi spartiti di Barber e Prokofiev. La prestigiosa Staatskapelle di Dresda, affidata alla bacchetta di Daniele Gatti con la pianista Beatrice Rana, si confronta il 10 settembre con il «Quarto Concerto» di Beethoven e la «Seconda Sinfonia» di Brahms. Pochi giorni dopo, il 15 settembre, la Bergen Philharmonic Orchestra esegue la «Quinta» di Sibelius, cedendo il passo il 17 settembre alla Camerata Salzburg, che accompagna i fratelli Arthur e Lucas Jussen nel monumentale «Concerto per due pianoforti» di Mendelssohn. Il sigillo finale, il 22 settembre, spetta alla Baltic Sea Philharmonic diretta da Robert Treviño, che porta in scena la giovanissima violoncellista Charlotte Melkonian.

Un percorso tutto femminile e i territori alternativi

Le «matinée classique» del sabato al Pavillon des Fleurs disegnano invece un percorso interamente al femminile con il Quatuor Zaïde e la pianista Claire Huangci, riscoprendo i lavori di compositrici legate storicamente ai soggiorni in Alto Adige, come Clara Schumann o Fanny Mendelssohn. Il festival esplora anche territori alternativi: la rassegna «vox humana» indaga la purezza a cappella nel monumentale scenario della parrocchiale di Lana di Sotto, mentre «colours of music» abbatte i confini di genere portando il jazz del pianista Bill Laurance il 2 settembre, le radici irlandesi di Daniel Hope il 16 settembre e la travolgente fusione tra Bach e la samba brasiliana dell’Orquestra Johann Sebastian Rio il 27 agosto.

30 maggio 2026

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