A Torino la festa della scuola di Bobbio, Levi e Agnelli: il ritrovo degli ex allievi del D’Azeglio per i primi 75 anni dell’associazione
Il classico da cui è passato tutto il mondo intellettuale di Torino. Riconoscimenti sono stati assegnati a Oggero, Bianucci, Caponetti e Deaglio
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A Torino la festa della scuola di Bobbio, Levi e Agnelli: il ritrovo degli ex allievi del D’Azeglio per i primi 75 anni dell’associazione
di Lorenzo NicolaoIl classico da cui è passato tutto il mondo intellettuale di Torino. Riconoscimenti sono stati assegnati a Oggero, Bianucci, Caponetti e Deaglio
Prima edizione di un riconoscimento che riflette 75 anni di storia. Quella degli studenti che si sono succeduti tra i banchi del Massimo D’Azeglio e dell’associazione che li riunisce. Nata nel maggio del 1951, è stata voluta dagli allievi Norberto Bobbio, Gianni Agnelli e Franco Antonicelli ed è guidata oggi dal presidente Carlo Buffa di Perrero. Una comunità intorno al liceo classico torinese dove studiarono anche Piero Angela, per il quale è stato espresso un ricordo alla memoria, Primo Levi e un Premio Nobel per la Medicina come Salvatore Luria.
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Gli allievi «d'acciaio», da Oggero a Deaglio
Il «d’Azeglino d’Acciaio» è stato consegnato ieri ad altri ex allievi (Piero Bianucci, Giorgio Caponetti, Mario Deaglio, Margherita Oggero e Giacomo Zunino), che frequentarono l’istituto tra gli anni Cinquanta e Sessanta. All’interno dell’Aula Magna hanno ascoltato le loro biografie, mentre erano seduti tra gli studenti che frequentano oggi l’illustre scuola torinese. Questi ultimi potevano essere i loro nipoti, ma con il premio si vuole rimarcare una «tradizione culturale» e tracciare così un fil rouge che ispirare le nuove generazioni. Si commuove Buffa di Perrero, con la voce rotta al microfono, mentre accanto al dirigente scolastico Franco Francavilla legge l’intento del riconoscimento. Sono stati poi una maturanda e quattro studenti della terza a ricordare i percorsi scolastici e accademici dei premiati.
«Uno studio che non è mero compimento, ma una scelta consapevole — ricorda il presidente dell’associazione degli ex allievi —. Perseguimento di un fine che, legando coscienza e responsabilità, si può consolidare solo attraverso un impegno quotidiano».
La stessa attenzione che vogliono mantenere la consigliera regionale Alessandra Binzoni e la consigliera comunale Caterina Greco, presenti alla cerimonia di ieri. Definiscono il d’Azeglio «tempio della cultura» e rinnovano l’impegno della città metropolitana nel migliorare le strutture scolastiche e monitorare sulla qualità dell’insegnamento.
Oggero: « Investire nell'istruzione»
Il margine di miglioramento però non manca, come racconta Oggero dopo la consegna delle medaglie. Da premiata, la scrittrice e docente ricorda una scuola molto diversa, «quando oggi non si investe abbastanza nell’istruzione». Osserva «che oggi gli insegnanti sono troppo spesso chiamati a svolgere per i ragazzi anche un ruolo genitoriale, quando non dovrebbero». Tornando indietro negli anni, ricorda «quando preferiva insegnare a ragazzi degli istituti tecnici, rispetto a quelli del liceo, anche per trasmettere la letteratura e far conoscere il teatro ad alunni che altrimenti non li avrebbero mai conosciuti». Tra gli ex allievi del d’Azeglio rivolge un pensiero d’affetto a Bobbio, suo docente universitario che, pur dalla sua posizione, «sapeva ascoltare gli studenti senza l’atteggiamento distaccato di altri colleghi». Sono solo alcuni dei tanti ricordi che si sono mescolati ieri e che hanno avuto, grazie all’associazione, l’opportunità di farsi ascoltare tra chi siede oggi sugli stessi banchi di quegli ex allievi.
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30 maggio 2026 ( modifica il 30 maggio 2026 | 12:37)
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