Arriva Rockin'1000, parla l'ideatore Zaffagnini: «Come ci si prepara al live? Con l'app che permette di capire se il musicista amatoriale sta studiando o meno»
Corriere della Sera - Cultura

Arriva Rockin'1000, parla l'ideatore Zaffagnini: «Come ci si prepara al live? Con l'app che permette di capire se il musicista amatoriale sta studiando o meno»

Sabato 30 maggio 2026
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All’Allianz (30 maggio) il concerto della mega-band rock ideata da Fabio Zaffagnini. «I musicisti partecipano gratis. A Torino anche una piccola sezione d’archi». Ospiti della serata Elio e le Storie Tese e Nitro

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Arriva Rockin'1000, parla l'ideatore Zaffagnini: «Come ci si prepara al live? Con l'app che permette di capire se il musicista amatoriale sta studiando o meno»

di Luca Castelli

All’Allianz (30 maggio) il concerto della mega-band rock ideata da Fabio Zaffagnini. «I musicisti partecipano gratis. A Torino anche una piccola sezione d’archi». Ospiti della serata Elio e le Storie Tese e Nitro

La rumorosa favola dei Rockin’1000 arriva il 30 maggio a Torino. Formatasi nel luglio del 2015 con il raduno di un migliaio di musicisti per lo più amatoriali nel parco dell’ippodromo di Cesena, per suonare Learn To Fly dei Foo Fighters e convincere Dave Grohl a esibirsi nella città romagnola con il gruppo americano (desiderio esaudito quattro mesi dopo), «la più grande rock band del mondo» non si è più fermata, passando da Firenze, Milano (con i Subsonica), Parigi, San Paolo, New Orleans. Questa sera tocca all’Allianz Stadium, con Elio e le Storie Tese, il rapper Nitro e la conduttrice Lodovica Comello.

Si aspettava un simile percorso, quel giorno di undici anni fa a Cesena?
«Assolutamente no, visto che tutto partì come un gioco», racconta l’ideatore Fabio Zaffagnini. «Dopo siamo stati bravi ad aumentare la scala del progetto e renderlo sostenibile. Ormai nel nostro database abbiamo oltre centomila iscritti».

Torino l’avevate già assaggiata nel 2022.
«Con una performance in piazza San Carlo per Eurovision, un’accoglienza stupenda e tanta gente che si era fermata a guardarci. Ma eravamo in formato ridotto: cinquecento musicisti e un paio di brani registrati in video. Stasera saremo a ranghi completi, in uno stadio magnifico, per il nostro concerto più importante dell’anno in Italia».

Come funziona il reclutamento dei «mille»?
«Attraverso il nostro sito. Chi vuole iscriversi deve mandarci il link a un video che ci permetta di valutare se possiede le capacità minime per partecipare. L’asticella non è alta, non cerchiamo dei professionisti. Superata la prima audizione, il musicista entra nella band e può iscriversi alle nostre iniziative, dai concerti negli stadi come a Torino alle periodiche jam session in giro per il mondo».

Come ci si prepara per il concerto?
«Allenandosi a casa. Abbiamo una app che ci permette di capire se il musicista sta studiando o va sollecitato. Poi facciamo due giorni di prove collettive, dalla mattina alla sera, nel luogo del live».
C’è un cachet o un rimborso spese per i viaggi?
«No, i musicisti partecipano a titolo gratuito e devono coprire le spese per vivere il sogno di suonare davanti a decine di migliaia di persone».
Ci sono corsie preferenziali per i musicisti locali?
«Corsie preferenziali no, ma riserviamo sempre qualche posto per i nuovi arrivati dalla zona del concerto. Stasera avremo musicisti da 31 Paesi del mondo, di cui 667 dall’Italia, 135 dal Piemonte, 112 dalla provincia di Torino e 73 dalla città».
Quali sono le caselline di strumenti più difficili da riempire?
«Ormai abbiamo liste d’attesa lunghissime per ogni strumento. Di solito però c’è qualche difficoltà in più per i cantanti maschi, i tastieristi, i fiati e in generale le donne musiciste. Siamo partiti da una configurazione rock — chitarre, bassi, voci e batterie — per poi aumentare le tastiere e aggiungere i fiati. Questo fa sì che il repertorio sia molto vario: suoniamo sempre Learn To Fly, ma abbiamo aggiunto brani soul come Proud Mary nella versione di Tina Turner e a Torino ci sarà anche una piccola sezione d’archi per Stairway to Heaven dei Led Zeppelin».

Farete qualcosa degli Elio e le Storie Tese, ospiti della serata con il rapper Nitro?
«Li seguivamo da tempo ed è bello che l’incontro avvenga in coincidenza con i trent’anni della loro La terra dei cachi. Vedremo come verrà fuori suonata da mille musicisti. Il loro chitarrista Cesareo però ci conosce già bene: ha partecipato come appassionato a molti nostri concerti».
Porterete uno sfegatato nerazzurro come Elio nella tana della Juventus.
«Vero, ma porteremo tifosi di tutte le squadre: interisti, milanisti, romanisti, oltre naturalmente agli juventini».

E quanti direttori per la mega-orchestra?
«Due, Daniel Plentz e Rodrigo d’Erasmo, più diversi responsabili di strumento».

Tra i «mille» ci sarà anche lei?
«Se la serata filerà liscia, senza problemi particolari, cercherò di infilarmi tra i chitarristi».

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30 maggio 2026 ( modifica il 30 maggio 2026 | 08:18)

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