La cultura e il ruolo del pubblico
Corriere della Sera - Cultura

La cultura e il ruolo del pubblico

Venerdì 29 maggio 2026
3 visualizzazioni

Il caso dei musei di Genova e l'affidamento della gestione. Il «pubblico» non dovrebbe mai rinunciare alle sue prerogative di scelta e di indirizzo in un comparto strategico per la vita di una comunità

Guerra Ucraina-Russia, le notizie in diretta | Drone russo colpisce un edificio in Romania, due feriti. Condanna della Nato

La cultura e il ruolo del pubblico

Vincenzo Trione | 29 maggio 2026

Il caso dei musei di Genova e l'affidamento della gestione. Il «pubblico» non dovrebbe mai rinunciare alle sue prerogative di scelta e di indirizzo in un comparto strategico per la vita di una comunità

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Da qualche settimana è in atto un duro scontro sul futuro dei Musei civici di Genova. Il tema: l’affidamento di questo articolato sistema ai privati per i prossimi nove anni. Da una parte, la Rappresentanza sindacale, che denuncia una «ritirata senza precedenti» e parla di «svendita» del patrimonio: secondo i lavoratori, la Giunta ha deciso di delegare a soggetti esterni non solo i servizi, ma anche l’anima di quei siti storici. Dall’altra parte, l’assessore alla Cultura, che difende questo progetto come un esempio innovativo di partenariato pubblico-privato, pensato per rafforzare la rete museale e per tutelare il personale.
È un episodio rivelatore. Innanzitutto, per «scoprire» l’idea di politica della cultura cara al sindaco Silvia Salis, immaginata da tanti come possibile candidato della colazione di centro-sinistra alle prossime elezioni. Ma anche per interrogarsi sui rischi insiti nel modello adottato a Genova non senza una certa disinvoltura liberista.

Siamo dinanzi a un’intenzione pilatesca. Che fotografa un fenomeno diffuso. Sempre più spesso, coloro che rivestono ruoli di responsabilità pubblica e amministrativa tendono a consegnare a società for profit non solo i servizi aggiuntivi (biglietteria, bookshop, caffè), ma anche le funzioni strettamente scientifiche.
Sorrette da evidenti interessi speculativi, asservite alle regole del marketing, sovente impegnate in eventi effimeri, occasionali, di modesta qualità, privi di rigore museografico, queste società si trovano così a svolgere un ruolo di supplenza. Fino a farsi carico di precise responsabilità critiche: come conservare, gestire e valorizzare una collezione, quale mostra organizzare, quale artista proporre, quale curatore nominare, quale allestimento progettare.
Che fare, dunque? C’è una sola via possibile. Riaffermare con forza la centralità delle istituzioni. Il «pubblico» non dovrebbe mai rinunciare alle sue prerogative di scelta e di indirizzo in un comparto strategico per la vita di una comunità. Certo, in dialogo con il «privato». Ma da una posizione non ancillare né marginale.

29 maggio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Editoriali e commenti di oggi di Vincenzo Trione

La cultura e il ruolo del pubblico

Venerdì 29 maggio 2026 di Paolo Lepri

Il voto anti-sindaco che scuote la Polonia

Venerdì 29 maggio 2026 di Elena Beccalli

Tecnologia, un mezzo non un fine

Venerdì 29 maggio 2026 di Daniele Manca

L'AI può far decollare l'Italia

Venerdì 29 maggio 2026 di Antonio Polito

Le divisioni dietro alle assenze

Giovedì 28 maggio 2026 di Massimo Gaggi

Giovani americani contro l’AI perché ruba loro il futuro

Giovedì 28 maggio 2026 LEGGI TUTTI Vincenzo Trione
    LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI

    Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione

    Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.

    Iscriviti

    Condividi questo articolo