Donizetti, Shakespeare fa da cornice alla stagione. In cartellone Orsini, Ambra Angiolini, Popolizio e il ritorno di «Amleto»
Corriere della Sera - Cultura

Donizetti, Shakespeare fa da cornice alla stagione. In cartellone Orsini, Ambra Angiolini, Popolizio e il ritorno di «Amleto»

Venerdì 29 maggio 2026
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Il programma, 14 titoli equamente distribuiti tra le sezioni Prosa (al Donizetti) e Altri Percorsi (al Sociale), è raffinato e sottile

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Donizetti, Shakespeare fa da cornice alla stagione. In cartellone Orsini, Ambra Angiolini, Popolizio e il ritorno di «Amleto»

di Federico Fumagalli

Il programma, 14 titoli equamente distribuiti tra le sezioni Prosa (al Donizetti) e Altri Percorsi (al Sociale), è raffinato e sottile

Francesco Pannofino, Paolo Sassanelli e Francesco Acquaroli

Da Amleto («Rosencrantz e Guildenstern sono morti», di Tom Stoppard, 12-20 dicembre 2026) ad «Amleto» (regia di Leonardo Lidi, maggio 2027). La benedizione arriva dal principe di Danimarca, chiamato in causa sia in testa sia in coda alla prossima stagione di prosa di Fondazione Teatro Donizetti. Attingere all’universo shakespeariano scongiura ogni dubbio, amletico e non. Eppure, l’annata 26/27 confezionata dalla direttrice artistica Maria Grazia Panigada («ogni sera ci ritroveremo, insieme, in un luogo altro in cui immergerci») non gioca sul facile. Il programma, 14 titoli equamente distribuiti tra le sezioni Prosa (al Donizetti) e Altri Percorsi (al Sociale), è raffinato e sottile.

Il testo di Stoppard mette al centro Rosencrantz e Guildenstern, personaggi secondari nell’«Amleto». Oggi si chiamerebbe spin-off. Un concetto chiaro ad attori cui la serialità tv è cara, come Francesco Pannofino, Paolo Sassanelli e Francesco Acquaroli. Il debutto della Prosa è affidato a loro.
L’opera di Shakespeare ha alimentato la vita scenica Umberto Orsini. La memorabile carriera del grande attore 92enne, viene riassunta nell’autobiografia «Prima del temporale» (gennaio). Regista-notaio del testamento artistico, è Massimo Popolizio.

Un incontro tra generazioni è quello Ambra Angiolini—Ivana Monti, figlia e madre disfunzionali in «La reginetta di Leenane» (febbraio).
Il confronto con loro maestà Elizabeth Taylor e Katharine Hepburn se lo accollano, rispettivamente, Laura Marinoni e Vittoria Belvedere. La prima è protagonista di «Improvvisamente l’estate scorsa» (marzo) di Tennessee Williams, per cui Taylor fu interprete ideale al cinema. Belvedere tiene con Cesare Bocci le redini della commedia interrazziale «Indovina chi viene a cena?» (febbraio), che Hollywood affidò al terzetto Hepburn-Poitier-Tracy.
Elisabetta Pozzi, al Donizetti è già stata regina «Maria Stuarda». Ad aprile, insieme a Gigio Alberti seppellirà i cadaveri dei soldati («portati in braccio dalla corrente»). Dalla tragedia della guerra, De André traeva poesia. Ci riesce bene anche Ariel Dorfman, autore di «The Other Side» (aprile).
La chiusura della stagione di Prosa si vedrà tra 12 mesi. Sarà classica, ma non troppo. Lidi colora letteralmente il suo «Amleto», con i toni accesi del rosso e del bianco.

In bianco e nero era il cinema di Buster Keaton, omaggiato da «Lebensraum». Quello di Jakop Ahlbom è l’unico spettacolo di Altri Percorsi ospitato al Donizetti (febbraio). Tutti gli altri trovano casa al Sociale. Ci sono i maestri (Marco Baliani con «L’ombra perduta di Peter Schlemihl», a gennaio; Emma Dante con «L’angelo del focolare», aprile; la comica Maria Cassi, a marzo, con Leonardo Brizzi in «Recital»). I forti temi di discussione coinvolgono anche un pubblico giovane. Alternano l’ecologia («Green Days» di Campo Teatrale, maggio 2027), la giustizia («Eumenidi» di ATIR, da Eschilo, aprile), il potere della cultura («Il fuoco era la cura» di Sotterraneo, da Bradbury, febbraio). 

«Avviciniamo i giovani al teatro e alla cultura in generale», sottolinea Giorgio Berta presidente della Fondazione, che ringrazia «tutti i nostri partner, pubblici e privati». Secondo il vicesindaco Sergio Gandi «si tratta di scelte artistiche di assoluta qualità. La Stagione di Prosa e Altri Percorsi rappresenta un cardine dell’offerta culturale di Bergamo».
A seguito della trionfale stagione appena trascorsa (oltre 51mila presenze), per ciascun titolo della sezione Prosa sono confermate otto repliche: «Senza peccare di presunzione, sono dati che oggi pochi altri teatri annoverano», conclude il direttore generale Massimo Boffelli.

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29 maggio 2026

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