Capri, apre per la prima volta al pubblico la villa dove Augusto villeggiava. E il sarcofago di Crispina arriva nel museo
In località Gradola, era una dimora di lusso con terrazze panoramiche. La residenza ufficiale dell'imperatore era invece a Palazzo a Mare
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Capri, apre per la prima volta al pubblico la villa dove Augusto villeggiava. E il sarcofago di Crispina arriva nel museo
di Mirella ArmieroIn località Gradola, era una dimora di lusso con terrazze panoramiche. La residenza ufficiale dell'imperatore era invece a Palazzo a Mare
Un’altra villa imperiale, una delle mitiche dodici residenze capresi di cui riferiscono Tacito e Svetonio, probabilmente di età augustea. È Villa Gradola, sullo sperone occidentale dell’isola; il suo ninfeo era nella magica Grotta Azzurra, suggestivamente ricostruita nel Museo Archeologico di Capri, nella Certosa di San Giacomo, che da oggi apre due nuove piccole ma preziose sale, in particolare quella che accoglie il sarcofago di Crispina.
Ma prima di parlare dell’ampliamento del museo, torniamo un momento a Villa Gradola: la bella notizia è che lo scavo in corso è a buon punto e che il sito sarà fruibile dal prossimo anno. Lo ha annunciato Luca Di Franco, direttore del museo e dei parchi archeologici isolani, illustrando l’avanzamento dei lavori e il nuovo allestimento del museo, alla presenza del direttore generale del Mic Massimo Osanna e del sindaco Paolo Falco. Con i venti milioni di euro stanziati per il polo caprese ci sono diversi progetti in ballo, tra cui il restauro di Villa Jovis (cinque milioni) e di alcuni ambienti della Certosa, tra cui il Chiostro piccolo, la Chiesa e le sale dedicate a Diefenbach (due milioni).
Sempre nella Certosa sarà inaugurata a breve la biblioteca dedicata a Carlo Knight, scrittore e saggista, illustre collaboratore del «Corriere del Mezzogiorno», che prima di morire destinò a Capri il suo patrimonio librario.
Ma, a proposito di Gradola, che tipo di dimora era questa Villa ancora sconosciuta al pubblico? Quello che sappiamo, spiega B, docente di Archeologia Classica alla Federico II e tra i relatori della presentazione di ieri alla Certosa di San Giacomo, è che aveva «un’estensione ampia e articolata, con terrazze e ambienti panoramici». Una residenza di lusso quindi? «Certamente, ma ricordiamo che il lusso augusteo derivava soprattutto dal rapporto con il panorama, con il paesaggio. Non c’era invece il lusso sfrenato che riscontriamo nei materiali presenti a Villa Jovis». Quindi Augusto era più sobrio di Tiberio? «In un certo senso sì, ma queste opposizioni non sono appropriate perché il gusto nel tempo era cambiato».
A Gradola, spiega ancora la professoressa, si veniva «in villeggiatura»: era una di quelle ville in cui il sovrano si recava periodicamente, mentre le residenze più grandi e importanti, quelle dove c’era la corte, dove si faceva politica e si praticavano le arti diplomatiche, furono quella di Palazzo a Mare per Augusto e Villa Jovis per Tiberio. Gradola, invece, dopo l’eruzione del 79 d.C. fu abbandonata e la zona divenne agricola, come accadde a un’altra villa imperiale poco distante, quella di Damecuta, dove pure stanno proseguendo i lavori.
Del resto Osanna lo sottolinea durante la presentazione: il polo di Capri, con il suo direttore che peraltro è caprese lui stesso e quindi «gioca in casa», è particolarmente dinamico. E dal momento che Di Franco si è insediato in forma ufficiale da appena due mesi (mentre prima ricopriva l’incarico ad interim) si prospetta una buona stagione per questi siti così importanti, che caratterizzano l’isola e le restituiscono la sua identità culturale, a volte appannata dal turismo più invadente e chiassoso.
Invece, come ha ben detto Capaldi, Capri è un luogo dell’anima e in quanto tale va difeso. Intanto, il visitatore che entra nel piccolo panoramicissimo museo archeologico nella Certosa può finalmente ammirare il sarcofago di Crispina. Questo giornale se ne è occupato più volte, perché si trovava da molti decenni sul terrazzo di una proprietà privata della famiglia Ruocco, una volta hotel Grotte Bleue. Di Franco ha ringraziato i proprietari per aver concesso un comodato d’uso perenne e così il prezioso reperto ritrovato in zona San Costanzo può essere esposto nelle sale del museo, affiancato da alcuni oggetti che provengono dalla stessa zona.
Forse la dimensione del sarcofago avrebbe richiesto una sala più grande e una maggiore valorizzazione, ma è anche vero che gli spazi monastici della Certosa non sono facili da gestire. Di sicuro il percorso museale ha un suo grande fascino e i visitatori di ieri hanno apprezzato e applaudito, nonostante la lunga attesa e il ritardo nell’inizio della presentazione. Ma Capri, si sa, val bene qualche sacrificio.
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29 maggio 2026 ( modifica il 29 maggio 2026 | 08:18)
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