Maria Laudando, neo rettrice de L'Orientale: «Punterò sul senso di comunità dell'ateneo»
Maria Laudando: «La nostra ricchezza? Pluralità e differenze»
Trovato il tesoro della droga di Messina Denaro: sequestri per 200 milioni di euro
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Maria Laudando, neo rettrice de L'Orientale: «Punterò sul senso di comunità dell'ateneo»
di Angelo LomonacoMaria Laudando: «La nostra ricchezza? Pluralità e differenze»
«Sono convinta che in questo tempo segnato dalle incertezze l’Orientale possa contare su inesplorate potenzialità». Maria Laudando, ordinaria di letteratura inglese, direttrice del dipartimento di Studi letterari, linguistici e comparati dal 2020 al 2023, delegata di ateneo per la ricerca dal 2024, candidata unica per la successione a Roberto Tottoli al rettorato, è una persona decisa e ottimista. «In vista del tricentenario - sostiene - il futuro della comunità dell’Orientale va costruito su tre assi: cura, comunicazione, condivisione».
Professoressa Laudando, lei è un’occidentalista che si avvia a subentrare a un orientalista: le divisioni che nell’Orientale in passato hanno causato scontri e polemiche sono definitivamente superate?
«L’Orientale è caratterizzato dalla pluralità e dalle differenze. La nostra ricchezza è l’apertura al mondo, alla base della capacità comunicativa e della mediazione culturale. In quest’apertura non c’è spazio per conflitti tra orientalisti e occidentalisti, oppure tra l’area di scienze politiche e quella di scienze economiche e umane: l’ateneo ha la sua forza proprio nella sua vivacità e in queste differenze, che ci sono e si devono fare sentire, ma insieme in una visione strategica».
Ha già pensato a una squadra?
«In termini di incarichi, è assolutamente prematuro. Per il momento ho messo a punto un programma ma sto ancora raccogliendo sollecitazioni, devo ancora incontrare gli studenti, le rappresentanze sindacali e completare tutti gli uffici. Punto molto sul senso di comunità, la squadra dev’essere tutto l’Orientale. Anche perché dobbiamo affrontare lo snodo delicato e importante della revisione dello Statuto, il cui iter è rimasto incompleto perché sembrava imminente una riforma che poi non c’è stata».
Lei sarà la terza rettrice, un record dell’Orientale. Nel 2014 Elda Morlicchio, appena eletta al vertice dopo Lida Viganoni, dichiarò scherzosamente che in ateneo avrebbe istituito le «quote azzurre»...
«Non è questione di quote, ma la verità è che costituiamo un esempio virtuoso. All’Orientale abbiamo una prevalenza del genere femminile, ma una leadership femminile non è scontata neanche in questo contesto. In questi tempi prevale l’idea della leadership non solo unica ma anche al maschile, che sembra avere un’aura di maggiore autorevolezza. Noi abbiamo una lunga tradizione di attenzione a questi aspetti, e gli studi linguistici si traducono in cura delle parole».
A proposito di scelta delle parole, ogni tanto si discute se sia meglio dire rettrice o rettora. Lei cosa ne pensa?
«Dico solo che se esiste un termine femminile si può usare quello, senza ricorrere a quello maschile. Io sono stata “direttrice” di dipartimento, quindi rettrice. Soprattutto va ribaltata l’idea che l’autorità maschile possa essere associata a capacità di fermezza mentre quella femminile debba essere automaticamente più debole. Comunque in tempi incerti può sembrare comodo avere chi decide al proprio posto, ma è una semplificazione che toglie il riconoscimento fondamentale dell’altro».
Considerato che il voto è fissato per il 24 giugno e l’entrata in carica per novembre, c’è tempo per discutere sulle grandi priorità. Ma quale sarà il suo primo gesto da rettrice, magari piccolo ma significativo?
«Cercherò di allargare a tutte le componenti il confronto sul nuovo Piano strategico di ateneo, quello in corso che scade quest’anno. Però vorrei dare subito un segnale per comunicare un senso di appartenenza: ci sono tante piccole cose che si possono fare per dare l’idea di cura e di benessere, quindi insisterò perché tali azioni, già pianificate, siano realizzate. A cominciare dal rifacimento dei servizi igienici e dalla ristrutturazione delle terrazze. Noi abbiamo bellissime terrazze nei nostri palazzi, che però devono essere messe in sicurezza e possono essere rese fruibili e abbellite, in modo da sviluppare momenti aggregativi. Poi lancerò l’idea di una web radio, che contribuisca a dare subito il segnale che la comunicazione e la partecipazione devono diventare il modo di fare dell’Ateneo».
Vai a tutte le notizie di Napoli
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania
28 maggio 2026 ( modifica il 28 maggio 2026 | 11:31)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lecce, sorpresi a rubare in una villetta a Merine
In due rischiano il linciaggio
Hai una storia da segnalare sul tuo territorio?
ScriviciIscriviti alla newsletterCorriere del Mezzogiorno
Le news principali sul Mezzogiorno
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione