Premio Italo Calvino, chi sono Mattia Brienza e Niccolò Lepori, i due toscani finalisti
Il pratese Mattia Brienza con «Pigliavento» e il garfagnino Niccolò Lepori con «Perla» sono due dei nove finalisti selezionati tra i 1073 manoscritti
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Premio Italo Calvino, chi sono Mattia Brienza e Niccolò Lepori, i due toscani finalisti
di Simone InnocentiIl pratese Mattia Brienza con «Pigliavento» e il garfagnino Niccolò Lepori con «Perla» sono due dei nove finalisti selezionati tra i 1073 manoscritti
Ci sono due toscani tra i nove finalisti del Premio Italo Calvino: i loro romanzi sono stati selezionati dal comitato di lettura del Premio tra i 1073 manoscritti che sono arrivati al bando e poi sottoposte al giudizio della giuria composta che, quest’anno, è composta da Maria Grazia Calandrone, Sebastiano Mondadori, Francesco Pacifico, Piergiorgio Paterlini e Nicoletta Verna.
I due toscani che sono arrivati nella rosa dei finalisti sono il pratese Mattia Brienza con «Pigliavento» e il garfagnino Niccolò Lepori che ha scritto «Perla». Gli altri esti inediti di autori esordienti sono «Il sogno di un altro» di Filippo Canoro, «Il notturnista» di Annalisa Maniscalco, «Supernova» di Emilia Mazzacurati, «La linea opaca» di Alessandro Metlica, «Nessuna primavera» di Tommaso Santi, «Adènt» di Daniela Tallini, «Keiro» di Giorgia Testa.
La cerimonia di premiazione si svolgerà a Torino il 9 giugno 2026, a partire dalle 17, presso il Circolo dei lettori e delle lettrici, alla presenza dei finalisti, dei giurati e del direttivo del Premio, composto da Mario Marchetti, Franca Cavagnoli, Anna Chiarloni, Laura Mollea, Carla Sacchi Ferrero.
«Pigliavento» di Mattia Brienza si presenta come una parabola di degrado di un’individualità incerta, una parabola anche sull’attrazione esercitata dal fascismo su un borghese ideologicamente confuso, tra valori epidermicamente liberali, nazionalismo, estetismo, timore e disprezzo del bolscevismo mentre «Perla» di Niccolò Lepori è strutturato su una peculiare costellazione famigliare: una madre, un figlio adolescente, una figlia undicenne, la Perla del titolo, sullo sfondo di un’inedita Livorno popolare.
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