Andrea Moccia, da venditore di pop corn e gelati a re dei divulgatori su YouTube: il fenomeno Geopop
Corriere della Sera - Cultura

Andrea Moccia, da venditore di pop corn e gelati a re dei divulgatori su YouTube: il fenomeno Geopop

Mercoledì 27 maggio 2026
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A colloquio con l'«inventore» della start up di divulgazione scientifica più amata e seguita dai giovani: «Sono un geologo ma a un certo punto ho deciso di fare editoria»

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Andrea Moccia, da venditore di pop corn e gelati a re dei divulgatori su YouTube: il fenomeno Geopop

di Giuliano Delli Paoli

A colloquio con l'«inventore» della start up di divulgazione scientifica più amata e seguita dai giovani: «Sono un geologo ma a un certo punto ho deciso di fare editoria»

È il canale YouTube più amato (e seguito) dai giovani, con oltre quattordici milioni di follower su tutte le piattaforme social, due miliardi di visualizzazioni racimolate soltanto lo scorso anno e video che superano in media un milione di clic. Sono le cifre impressionati di Geopop, la startup di divulgazione scientifica, ora anche musicale, fondata dal geologo napoletano Andrea Moccia, che nella mattina di mercoledì 27 maggio a Città della Scienza incontrerà gli studenti del triennio delle scuole superiori di Napoli e provincia in occasione della Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione.  

Un evento sui generis promosso da Ciaopeople con Valore D e rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori di Napoli e provincia per orientarli verso i percorsi universitari Stem (acronimo di Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, ndr). E che ricorda a tutti gli effetti le epideixis, gli show scientifici che si tenevano nella Magna Grecia. Intitolato «Incontra Geopop: School Edition, Stem e Parità di Genere per la Gen Z» e promosso dal Comune di Napoli, con il supporto del sindaco Gaetano Manfredi e dell’assessora alle Politiche Giovanili e al Lavoro Chiara Marciani, il talk è pensato come uno spettacolo interattivo fatto di racconti, quiz, sfide e momenti di confronto nei quali la scienza diventa pop anche con l’obiettivo di ridurre il divario di genere. 

Quarantenne, dopo essersi pagato gli studi universitari vendendo pop-corn e gelati nelle sale di un Cinema napoletano, Andrea Moccia per dieci anni ha girato il mondo come geologo e team manager, prima di fondare nel 2018 Geopop, una realtà internettiana che oggi conta ben venticinque dipendenti full-time.

Dal servire pop corn all’incontrare Giorgio Moroder e i suoi synth: si sente un miracolato?
«Più che un miracolo Geopop per me è stato ed è tutt’ora semplicemente un regalo enorme, perché mi consente di vivere delle esperienze che altrimenti non avrei mai vissuto, come appunto conoscere e intervistare una leggenda mondiale come Moroder, che mi ha colpito sia per la semplicità e l’umiltà, sia per il modo con cui racconta e maneggia gli strumenti grazie ai quali ha rivoluzionato la musica pop ed elettronica». 

Racconterà anche questo agli studenti napoletani?
«Non solo, visto che sarà un evento che coinvolgerà tutto il team di divulgatori di Geopop. Più che un talk sarà soprattutto un vero e proprio spettacolo, anche molto dinamico, con quiz e aneddoti che raccontano molto chi siamo, nello specifico quasi tutti ex scienziati, ma anche giovani ex professori, ex dirigenti aziendali, tutti comunque stregati dal mondo della divulgazione scientifica». 

Dunque uno show che elogia anche la flessibilità del lavoro.
«Noi italiani storicamente e culturalmente siamo molto legati all'unicità della strada, ovvero a diciotto anni devi decidere quella che poi sarà la tua unica via, e secondo me questo concetto è umanamente difficile da portare avanti. Per fortuna le nuove generazioni questa cosa l'hanno capita molto meglio dei quarantenni e dei loro genitori e nonni». 

Il tanto celebrato posto fisso, elogiato anche da Checco Zalone e Lino Banfi nel film “Quo vado?", è quindi un mito del passato?
«Posso solo dire che ho vissuto tanti anni in Francia, dove vige la cultura del “changement de carrière”, cioè il cambio di carriera, che è una pratica prevista dallo Stato, quindi nel momento in cui decidi, dopo una certa anzianità, di cambiare carriera, le istituzioni preposte ti sovvenzionano, finanziando la nuova formazione, sostenendo così la passione, l’entusiasmo. Noi, in fondo, non siamo fatti per il mono, siamo molto più stereo, e il cambiamento fa parte della nostra indole. Negli ultimi anni poi questo approccio sta venendo fuori e non dobbiamo vederlo come un evento negativo. Insomma chi l'ha detto che è sbagliato? I cambiamenti portano solo linfa vitale. Un esempio? Sono un geologo, ma a un certo punto ho deciso di fare editoria. E visti i risultati non credo di aver fatto una scelta errata». 

Perché a Napoli gli show scientifici sono rarissimi mentre abbondano mostre e concerti?
«L'arte in generale è storicamente anche uno strumento di aggregazione, a differenza della scienza, che di base serve per capire le cose. Vedere però oggi tante persone, in particolare i più giovani, percepire la scienza come una cosa tutt’altro che noiosa mi dà speranza. E credo nei prossimi anni ci sarà un'ondata di eventi e spettacoli legati alla divulgazione scientifica, un cambiamento impensabile fino a qualche anno fa e possibile grazie anche ai social e a tanti divulgatori coraggiosi».

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