Storia di Teresa, novizia per sfuggire ai suoi fantasmi. L'esordio di Maria La Tela
Corriere della Sera - Cultura

Storia di Teresa, novizia per sfuggire ai suoi fantasmi. L'esordio di Maria La Tela

Martedì 26 maggio 2026
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«Nel nome tuo», un romanzo di legami familiari tormentati e di un orizzonte asfittico dal quale due sorelle cercano di evadere

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Storia di Teresa, novizia per sfuggire ai suoi fantasmi. L'esordio di Maria La Tela

di Mirella Armiero

«Nel nome tuo», un romanzo di legami familiari tormentati e di un orizzonte asfittico dal quale due sorelle cercano di evadere

La copertina del libro

Un romanzo d’esordio più che convincente, quello di Maria La Tela. «Nel nome tuo» (edito da Ventanas, finalista al premio Calvino) racconta la storia di Teresa, anima tormentata e dolente, con ritmo serrato e un notevole scavo psicologico. Siamo in un paesino del Sud, il tempo è quello a cavallo della seconda guerra mondiale, l’orizzonte assai ristretto. E asfittica è l’atmosfera a casa di Teresa, presto orfana della madre che muore nel dare alla luce sua sorella Amalia. 
Il dramma forgia il carattere di Teresa, dà origine al suo scontento, al malessere che si trascinerà molto a lungo come la sua essenza più intima. Amalia, secondo uno schema classico, è il suo opposto: bella, solare, vitale. E di questo contrasto la scrittrice fa la leva per il procedere della narrazione. Il tormento che si porta dentro spinge Teresa verso la chiesa, la preghiera, il noviziato, anche se pratica la religione a suo modo, secondo il proprio bisogno e con una sorta di cupezza che non l’abbandona mai e che in qualche modo la rende erede diretta della scandalosa Modesta ne «L’arte della gioia» di Goliarda Sapienza. «Amalia prova una profonda tristezza per la sorella, per la sua figura sciupata che avvolta in uno scialle attraversa di corsa il cancello per consegnare alla confessione tutte le sue angosce». 
È un universo piccolo quello di Teresa e Amalia eppure si allarga a rappresentare tutte le passioni umane e proprio per questo il racconto è appassionante e vivo. Tanto più perché la scrittrice non utilizza mai toni didascalici, non «spiega», ma mostra l’evoluzione delle due ragazze attraverso le loro azioni, i comportamenti, gli scarni dialoghi. E vivi sono anche i numerosi personaggi di contorno, dalla nonna al padre, dalle amiche ai paesani, sebbene qualcuno sia tratteggiato più frettolosamente, come il marito di Amalia. Personaggi che cercano di portare avanti esistenze stentate e dure, mentre sono spesso vittime di retaggi antichi e di nuove paure, ma che comunque aspirano a trovare un loro – sia pure piccolo – posto nel mondo. 

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