Accordo, un’armonia cercata col cuore (toccando le corde giuste)
Termine antico e prezioso ci aiuta a dare il giusto significato alla sintonia dei sentimenti, alla perfetta combinazione armonica delle note ed è utile nel diritto e perfino nella grammatica
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Accordo, un’armonia cercata col cuore (toccando le corde giuste)
di Paolo FallaiTermine antico e prezioso ci aiuta a dare il giusto significato alla sintonia dei sentimenti, alla perfetta combinazione armonica delle note ed è utile nel diritto e perfino nella grammatica
Illustrazione di Doriano Solinas
Spesso ci accontentiamo della superficie di parole che usiamo normalmente nel nostro linguaggio di base. Conosciamo il loro significato immediato e ci fermiamo alla comodità del momento. Conoscerne l’origine spesso vuol dire rivelare il loro sentimento più autentico e scoprire una profondità sconosciuta. È il caso della parola accordo che non merita di essere usata solo come sinonimo di intesa.
Una origine complessa. Il termine accordo deriva dal latino medievale accordare, a sua volta originato dall'espressione ad cordare (portare allo stesso cuore), che unisce il prefisso ad- e il sostantivo cor, ovvero “cuore”. Ma non è l’unica radice che compare in questa parola preziosa. Troviamo infatti anche corda e ci spiega come le corde degli strumenti che vibrano insieme abbiano portato all’evoluzione di uno dei suoi significati.
Un riepilogo necessario. Nel mondo antico e medievale, il cuore era considerato la sede delle emozioni, del sentimento, dell'anima e dell'intelligenza. La "fortuna" moderna della parola accordo è quella di unire mondi apparentemente distanti in campi diversi. Nei sentimenti indica l'intesa, la concordia e l'armonia tra le persone. Nella musica è l'insieme di più note suonate simultaneamente che creano una combinazione armonica. Nel diritto è l'incontro di due o più volontà per dare vita a un rapporto giuridico o un contratto (Treccani). Infine nella grammatica è la concordanza tra le forme del soggetto e del predicato. In sintesi, la parola accordo ha avuto la fortuna di evolversi da un'immagine poetica di "cuori e corde" fino a diventare il pilastro di relazioni, contratti e persino della musica che ascoltiamo.
Locuzioni amichevoli e conflitti. Accordo è presente in numerose locuzioni che segnalano una riconquistata armonia. La più nota è “d’accordo” che indica con valore affermativo o conclusivo, consenso o approvazione; e in generale trovarsi d’accordo con qualcuno., avere la stessa opinione; mettersi d’accordo, trovare un’intesa. Ma fanno parte di questo pantheon bene augurante andare “d’amore e d’accordo”, “andare d’accordo”, “di comune accordo” e così via. E dobbiamo rendere omaggio anche all’importanza del disaccordo. Quando l’armonia non c’è ed è necessario un contrasto per andare avanti e trovare una soluzione.
Il caso del superlativo. Nell’aprile del 2023, nella rubrica che ospita il consueto colloquio con i lettori, l’Accademia della Crusca ha affidato al linguista Franz Ranier i dubbi di molti sull’uso (e spesso l’abuso) del superlativo d’accordissimo. Scrive Ranier: «L’uso del superlativo con d’accordo, oggi comunissimo per lo meno nel linguaggio familiare, la Crusca difficilmente lo potrebbe sconsigliare, dato che è stata la quarta impressione del Vocabolario degli Accademici della Crusca del 1729-1738 (vol. II 1731) a introdurlo nella lessicografia italiana, con una citazione tratta dalla commedia Il Negromante di Ludovico Ariosto, data alle stampe nel 1535». E aggiunge: «Per quanto riguarda l’ortografia, non solo l’etimologia ma anche l’uso maggioritario rispecchiato nei dizionari richiede l’apostrofo: d’accordissimo, come d’accordo. La forma senza apostrofo, che s’incontra occasionalmente, soprattutto in testi meno sorvegliati della rete, è dovuta a un cambiamento linguistico in atto».
Nel contesto storico.Vedendosi lo imperadore assalire da tante parti, per avere meno nimici, cominciò ora con i Vandali, ora con i Franchi a fare accordi. Questo testo, tratto dalle Istorie fiorentine di Niccolò Machiavelli (Libro I), descrive la strategia pragmatica e di ripiegamento dell'Imperatore romano d'Occidente durante la fase finale dell’Impero. L'Impero Romano è sotto la pressione costante delle invasioni barbariche su più fronti. Non potendo combattere contemporaneamente tutti gli invasori, il sovrano adotta la tattica del divide et impera (dividi e conquista) alla rovescia, neutralizzando i nemici uno alla volta tramite la diplomazia.
La diplomazia in Ariosto.Mentre Ruggiero e Mandricardo / e Rodomonte son tutti sozzopra, / ch’ognun vuol dimostrarsi più gagliardo / et ai compagni rimaner di sopra, / ... / Marfisa, che volea porgli d’accordo, / dicea: - Signori, udite il mio consiglio: / differire ogni lite è buon ricordo / fin ch’Agramante sia fuor di periglio. Il brano del Canto XXVII dell'Orlando Furioso mostra Marfisa nel ruolo inusuale di mediatrice, intenta a calmare la lite tra Ruggiero, Mandricardo e Rodomonte. La guerriera evidenzia l'irrazionalità dei cavalieri pagani, istigati dalla Discordia per distrarli dall’attaccare Re Carlo assediato a Parigi, scena descritta ironicamente da Ariosto.
Una suggestione inglese. Abbiamo visto in questa breve ricerca sulla parola italiana accordo, come il cuore e l’armonia rappresentino il nucleo centrale e appassionato dei suoi significati. Cercando le sue traduzioni nelle lingue europee lo ritroviamo quasi intatto nel francese accord e nello spagnolo acuerdo. In inglese agreement mantiene la radice latina gratus, ma la sorpresa (almeno per me che non conosco bene quella lingua) è stato scoprire che "apprendere a memoria" (o "imparare a memoria") si dice principalmente “to learn by heart” che tradotta letteralmente significa “imparare con il cuore”.
L’ennesimo invito alla prudenza. Come ci è capitato di sottolineare alcuni anni fa, esaminando la parola compromesso certe parole che usiamo spesso è sempre utile conoscerle meglio. Compromesso è stata relegata a modi di dire fin troppo sbrigativi e ha perso tracce di una antica e semplice solennità, di un impegno per un fine comune: come una stretta di mano. Proprio come accordo, compromesso è una parola bellissima, meriterebbe che ci compromettessimo per difenderla.
26 maggio 2026
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