Sabba rende omaggio agli Showmen: il soul napoletano ritrova la sua voce
Per «Non si può leggere nel cuore» duetto con Enzo Gragnaniello, il regista Francesco Castiglione ha anche realizzato un video
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Sabba rende omaggio agli Showmen: il soul napoletano ritrova la sua voce
di Ca. Ay.Per «Non si può leggere nel cuore» duetto con Enzo Gragnaniello, il regista Francesco Castiglione ha anche realizzato un video
Non è un’operazione nostalgia e nemmeno un semplice disco di cover. “Sabba – A Tribute to The Showmen” nasce come un progetto musicale costruito con rigore e consapevolezza, capace di riaprire una delle stagioni più importanti della musica italiana: quella del soul partenopeo nato tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta attorno all’esperienza degli Showmen.
La presentazione ufficiale del vinile è in programma giovedì 28 maggio presso gli studi RR Sound di Agnano, mentre il debutto live arriverà il 1° luglio nel Cortile di Palazzo Reale, in un concerto organizzato da DROP Eventi preceduto da un dj set dedicato agli Showmen, agli Showmen 2, ai Napoli Centrale e alla lunga traiettoria artistica di James Senese.
Sabba, nome d’arte di Salvatore Lampitelli, affronta questo repertorio con rispetto e maturità interpretativa. La sua voce, ruvida e soul, si muove naturalmente dentro quel patrimonio sonoro che gli Showmen seppero costruire fondendo tradizione partenopea e black music americana. Non è un caso che il cantante napoletano, già noto al grande pubblico dopo la vittoria nel talent The Winner Is nel 2017 e il duetto televisivo con Fausto Leali, abbia scelto proprio questo materiale per un disco che appare, prima ancora che artistico, profondamente identitario.
Gli Showmen rappresentano infatti una pagina fondamentale della musica italiana. Nati alla fine degli anni Sessanta, con figure centrali come James Senese, Mario Musella, Franco Del Prete, Elio D’Anna, Luciano Maglioccola e Geppino Botta, furono tra i primi a introdurre nel linguaggio musicale italiano una sintesi credibile tra soul, jazz-rock e sensibilità mediterranea. La voce tormentata e intensa di Mario Musella e il sax viscerale di James Senese crearono un’estetica sonora ancora oggi inimitabile.
Il disco di Sabba ripercorre alcuni dei momenti più alti di quel repertorio. “Un’ora sola ti vorrei” si arricchisce del sax di Daniele Sepe, mentre “Mi sei entrata nel cuore” e “Basta che mi vuoi” conservano intatta la tensione emotiva originale. In “Gloria, ricchezza e te” compaiono Marcello Colasurdo e Franco Del Prete, presenza preziosa che lega direttamente il progetto alla storia autentica della band.
Tra gli episodi più significativi emerge “Non si può leggere nel cuore” con Enzo Gragnaniello (il regista Francesco Castiglione ha anche realizzato un video), artista che da sempre custodisce la dimensione più popolare e poetica della canzone napoletana contemporanea. In “Credi, credi, credi in me” intervengono invece Tony Esposito e Alfredo D’Ecclesiis, mentre “Poesia” ospita la partecipazione straordinaria di James Senese, vera anima spirituale di questa tradizione musicale.
Particolarmente intensa anche la rilettura di “Georgia on My Mind”, il classico di Hoagy Carmichael e Stuart Gorrell che Mario Musella trasformò negli anni Settanta in un brano simbolo della sua sensibilità interpretativa. Sabba sceglie di non imitare, ma di evocare quello spirito, mantenendo viva la malinconia soul che rese storica quella versione.
L’aspetto più convincente del progetto è probabilmente il lavoro sugli arrangiamenti. Curati da Sabba insieme a Franco Del Prete, Sasà Mendoza, Lino Pariota e Antonio Farabella, evitano qualsiasi operazione museale. Il disco conserva il groove, il respiro jazz e l’eleganza melodica degli originali, ma introduce una produzione moderna, calibrata, capace di parlare anche a un pubblico contemporaneo senza tradire l’anima delle composizioni.
Registrato e mixato negli RR Sound Studios da Piero De Asmundis, con la produzione artistica di Peppe Ponti e quella esecutiva di Claudio Niola e Renato De Santis, “Sabba – A Tribute to The Showmen” si presenta come un lavoro di grande consapevolezza culturale oltre che musicale.
Più che un semplice tributo, il disco appare come un passaggio di testimone: il riconoscimento di un’eredità che continua a influenzare intere generazioni di musicisti napoletani. Perché gli Showmen non furono soltanto una band, ma un modo nuovo di intendere la musica del Sud: libera, contaminata, internazionale e profondamente popolare. E Sabba, con questo progetto, dimostra che quella voce non ha mai smesso davvero di cantare.
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