Concerto a sorpresa in un aereo di linea, il flash mob dell'orchestra sopra l'Atlantico: «Passeggeri entusiasti»
L'iniziativa dell'orchestra del Conservatorio di Torino guidata dal Bellunese Luca Poletti in un volo di ritorno dal Messico: «Alcuni strumenti li abbiamo portati a bordo prenotando posti aggiuntivi»
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Concerto a sorpresa in un aereo di linea, il flash mob dell'orchestra sopra l'Atlantico: «Passeggeri entusiasti»
di Dimitri CanelloL'iniziativa dell'orchestra del Conservatorio di Torino guidata dal Bellunese Luca Poletti in un volo di ritorno dal Messico: «Alcuni strumenti li abbiamo portati a bordo prenotando posti aggiuntivi»
«Un applauso tra le nuvole, a diecimila metri d’altezza». Non è stata una scena da film, ma quanto è accaduto a bordo di un volo intercontinentale Lufthansa in rientro dal Messico, dove i passeggeri si sono ritrovati spettatori inattesi di un vero e proprio flash mob jazz firmato dall’orchestra del Conservatorio di Torino, guidata dal maestro e compositore lamonese (Belluno) Luca Poletti.
Il rientro dal Messico
Dopo una tournée di tre concerti in Messico — al Teatro de la Ciudad Esperanza Iris, all’Auditorio Blas Galindo del Centro Nacional de las Artes e al Festival El Aleph — il viaggio di ritorno si è trasformato in un palcoscenico sospeso sopra l’Atlantico. Grazie alla disponibilità della compagnia aerea, che ha accolto con entusiasmo l’idea, l’ensemble ha regalato ai passeggeri un’esibizione del tutto fuori programma sul volo da Città del Messico a Francoforte: «Avevamo fatto richiesta di poterci esibire – spiega Poletti – e ci aspettavamo un no secco. Con nostra grande sorpresa ci è stato detto che sarebbe stata molto gradita una nostra esibizione, perché avrebbe rotto la routine consueta di ogni volo intercontinentale, che di solito è lunga e noiosa».
L'orchestra suona a sorpresa nell'areo di linea: «Esperienza bellissima»
Il concerto jazz
A circa tre quarti del tragitto, quindi, tra lo stupore generale, i musicisti hanno aperto le custodie sistemate accanto ai loro sedili e, sotto la direzione di Poletti, hanno dato vita a una performance ad alta quota: trombe, tromboni e sassofoni hanno riempito la cabina di ritmo e sonorità funky, accompagnando l’ultima parte del viaggio in un’atmosfera di festa: «Era da anni che sognavo di fondare un’orchestra e poter vivere un’esperienza come questa», racconta Poletti. «Siamo stati dieci giorni in Messico, suonando in teatri splendidi. Al ritorno ci è venuta l’idea del flash mob: una volta ottenuta l'ok, Lufthansa ci ho consentito di prepararci quando eravamo sopra l'oceano». Il maestro spiega anche la complessa logistica dell’operazione: «Gli strumenti più ingombranti li abbiamo noleggiati in Messico, ma quattro trombe, tre tromboni e cinque sassofoni li abbiamo portati con posti aggiuntivi riservati. È stato qualcosa di davvero coinvolgente».
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I passeggeri
L’effetto sui passeggeri è stato immediato. «Le persone erano sorprese, entusiaste, incuriosite. Abbiamo suonato alcuni brani funky che riproporremo venerdì 29 nel concerto al Conservatorio, con ospite il celebre trombettista Flavio Boltro». Tra gli episodi più curiosi, Poletti ricorda anche l’incontro con una famiglia diretta proprio a Torino: «C’erano mamma, papà e una bambina piccola. Quando abbiamo finito, la signora, in spagnolo, ci ha chiesto quando avremmo suonato in città perché vogliono venire al concerto. Qualcun altro ha iniziato a seguirmi sui social. È stata una cosa stranissima, incredibile. Tutti erano lì con i telefoni a riprendere».
«Un'esperienza bellissima»
L’orchestra, una big band di venticinque elementi, è composta dagli studenti dei bienni superiori e da alcuni allievi dell’ultimo anno del triennio. Il progetto è nato con Miles Davis 100: viaggio nel jazz, concerto dedicato al centenario della nascita del grande trombettista americano, attraversandone i diversi periodi artistici con arrangiamenti originali curati dallo stesso Poletti, che al Conservatorio di Torino insegna composizione jazz e dirige la big band. «L’accoglienza in Messico è stata straordinaria», conclude il maestro. «A quanto pare il jazz è molto seguito a Città del Messico. È stata un’esperienza bellissima e preziosa da portare a casa, penso che lo rifaremo ancora, se ci verrà data l'opportunità».
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26 maggio 2026
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