La lettera segreta che cambiò l’Italia: così Sella e Giulio rivoluzionarono ferrovie e scienza
Corriere della Sera - Cultura

La lettera segreta che cambiò l’Italia: così Sella e Giulio rivoluzionarono ferrovie e scienza

Martedì 26 maggio 2026
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Dalle ferrovie ai laboratori scientifici, il carteggio tra Carlo Ignazio Giulio e Quintino Sella racconta la nascita dell’innovazione italiana nel cuore del Regno di Sardegna

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La lettera segreta che cambiò l’Italia: così Sella e Giulio rivoluzionarono ferrovie e scienza

di Carla Piro Mander

Dalle ferrovie ai laboratori scientifici, il carteggio tra Carlo Ignazio Giulio e Quintino Sella racconta la nascita dell’innovazione italiana nel cuore del Regno di Sardegna

«Caro Professore Sella, lasciando da parte ogni preambolo vengo a ciò che è scopo di questa lettera. Secondo la Convenzione del 28 di marzo 1854, stipulato tra le Finanze dello Stato ed i signori Grattoni e compagni, rimase stabilito che: “…tostocché l’apparecchio sarà compiuto e pronto ad agire se ne constaterà autenticamente l’efficacia per mezzo di una Commissione composta di cinque membri, di cui due saranno designati dal governo, due dagli ingegneri prefetti, ed il quinto che la presiederà è sin d’ora nominato d’accordo nella persona del signor Carlo Giulio”».

È l’8 maggio 1855 e, da Torino, Carlo Ignazio Giulio, professore di Meccanica razionale all’Università, scrive al suo allievo migliore, poi suo collega in ateneo e al Regio Istituto tecnico, Quintino Sella. Quello che deve dirgli è importante, per i tempi una rivoluzione. Anche il Parlamento se n’è occupato, approvando il 28 marzo del 1854, una convenzione tra «le finanze dello Stato e gli ingegneri Severino Grattoni, Sebastiano Grandis e Germano Sommeiller, in ordine all’applicazione e alla sperimentazione del sistema di propulsione idropneamatica al piano inclinato dei Giovi — lungo la linea storica tra Genova e Arquata Scrivia, caratterizzata da forte pendenza — e autorizzando la spesa di lire 90 mila da stanziarsi sul bilancio passivo del Ministero dei lavori pubblici per l’esercizio 1854».

Lo stesso Giulio farà parte della Commissione ministeriale che valuterà la bontà del «sistema idropneumatico», il progetto che nella mente degli ideatori è destinato a rivoluzionare l’ingegneria ferroviaria. «Ora — scrive ancora Giulio a Sella — Grattoni annuncia che fra pochissimo tempo egli sarà in grado di eseguire presso ai Molini di Collegno uno sperimento 
atto a comprovare l’efficacia del suo sistema.  Il Ministro de’ Lavori pubblici vuol nominare quanto prima i due Commissarii di cui tocca la scelta al Governo [..] uno francese, l’altro inglese o tedesco. [..]. Egli vorrebbe ch’io gli designassi le persone atte e disposte ad assumere l’uffizio di Commissarii. E Io desidererei, ch’Ella mi volesse con la solita sua gentilezza aiutare in questo negozio».

Sella si è laureato col professor Giulio, e nel 1847 è stato mandato a perfezionarsi a Parigi, all’École des Mines. Rientrato a Torino ha preso a collaborare con lui, nel 1855 entrambi sono inviati a Parigi all’Esposizione universale come commissari per il Regno di Sardegna, Giulio per il settore della meccanica e Sella per la mineralogia.

Il giovane allievo diviene presto — scrive Chiara Pizzarelli che per UniTo ha raccolto nel 2017 il carteggio epistolare fra i due — il consulente per le relazioni con le imprese straniere, per gli acquisti di strumenti scientifici per il neonato Regio istituto tecnico di Torino e per i brevetti dell’Accademia delle Scienze. Insieme, l’anno dopo, lavorano al progetto di aprire il primo Gabinetto mineralogico presso il Regio istituto tecnico di Torino.

«Caro Professore, gli esemplari che erano stati inviati all’esposizione di Parigi sono ora collocati a sito, e gli scaffali esistenti nel Gabinetto mineralogico sono ora quasi affatto ripieni. Il numero di esemplari esistenti è tale, che i fatti scaffali non sono sufficienti a contenerli tutti [..].
Essendo però ultimato l’ordinamento della collezione di studio di 43 Provincie, pare al medesimo che non si debba tardare oltre a rendere il Gabinetto mineralogico di pubblica ragione. Suo, Quintino Sella».

Insieme, Giulio e Sella, rivoluzionano le discipline scientifiche del tempo, Introducono nuovi capitoli ai libri di testo scolastici.
Sella a Giulio, giugno del 1856:
«Illustre Maestro mio!
Io vi ho più d’una volta inteso a commentare i disegni axonometrici, che ornano i recenti libri di Meccanica, e di Tecnologia, che si pubblicano nelle più colte capitali d’Europa.
Mi chiedeste un riassunto, il più popolare possibile, della teoria di questo disegno, onde tentare di introdurlo nelle nostre scuole.
Vengo ora a darvi conto dell’esperimento che ho fatto sugli allievi di Geometria dell’Istituto tecnico di Torino, le cui nozioni sono tanto limitate che non è forse esagerato l’asserire che, se essi riuscirono ad imparare il disegno axonometrico, vi riuscirà pure ogni studioso di Geometria» (con buona pace dei Geometri del regno).

E l’anno successivo, nel maggio 1857:
«A momenti perduti mi sto tormentando colla Geometria applicata alla Cristallografia: ho quasi voglia di cedere al di Lei consiglio, e di annunciare il proposito nel memoriale che sto stampando sul Boro, ove trovo posto per una dimostrazione geometrica di una nuova proposizione cristallografica piuttosto complicata sui geminati. Farei bene?
Mi abbia intanto e sempre per di Lei affezionatissimo allievo Quintino Sella».
La creazione di modelli geometrici, l’idropneumatica per il traforo del Moncenisio, la ricerca di minerali sconosciuti sono tra i temi ricorrenti della corrispondenza fra i due che pur tuttavia indugia anche sulle scelte dei docenti e degli assistenti.

Giulio a Sella, nel luglio del 1858:
«Collega ed amico egregio, stamattina sono stato dal nostro Ministro [Giovanni Lanza] e gli ho tenuto lungo discorso sui diversi argomenti che mi conducevano a lui.
Gli ho parlato in primo del corso de’ Misuratori: su di ciò egli mi domandò se convenisse per l’anno prossimo ritenere il medesimo ordine di studj, o se fosse tempo di fare ad essi importanti aggiunte e mutazioni [..].
Venni poi alla relazione stesa da Lei sulla riforma degli studj matematici ]..]; infine sul terzo punto, quello che più personalmente riguarda la S.V. egli ammette la opportunità dell’insegnamento proposto, ammette la convenienza di non affidarlo ad A. S. (probabilmente Ascanio Sobrero, inventore della nitroglicerina), e l’opportunità di render fruttuoso il Gabinetto dell’Istituto. Si maraviglia ch’Ella, conosciuta com’ è da tutti, e salita in sì alto grado e stima, possa temere di dar luogo a sospetti di sordido egoismo o di puerile ambizione. Riceverà con piacere ogni comunicazione a lei piaccia fargli su questo argomento».

Nel 1860 Quintino Sella viene eletto deputato e già due anni dopo è chiamato a guidare il Ministero delle Finanze. È l’inizio di una attività politica che lo vedrà impegnato per oltre un ventennio, fino alla morte.

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