Le scorie, lato debole del futuro nucleare
Voglio parlare delle scorie di cui i nuclearisti non parlano mai, perché questo è il punto debole di qualsiasi progetto che riguardi il futuro nucleare. A meno che non si arrivi al nucleare pulito, ma per il momento siamo lontani.
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Le scorie, lato debole del futuro nucleare
Dacia Maraini | 25 maggio 2026Voglio parlare delle scorie di cui i nuclearisti non parlano mai, perché questo è il punto debole di qualsiasi progetto che riguardi il futuro nucleare. A meno che non si arrivi al nucleare pulito, ma per il momento siamo lontani.
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La democrazia vuole che il cittadino si interessi alle scelte pubbliche e prenda posizione non affidandosi solo ai politici. Da non esperta in materia voglio dichiarare la mia preoccupazione per un problema che ci riguarda tutti.
Mi pare chiaro che la dipendenza da lontani e non democratici Paesi ricchi di petrolio ci metta in una situazione a dir poco di dipendenza e soggezione. Quale il rimedio? Molti sostengono la ripresa della energia nucleare. Dicono che le nuove centrali sono sicure. E non ne dubitiamo, nessuno però risponde alla importante domanda: ma cosa ne farete delle scorie che restano radioattive per migliaia di anni? Come pensate di procedere per l’enorme quantità di residui che una centrale nucleare produce, e che vengono per il momento seppellite nel sottosuolo e velenosamente affidate alle prossime generazioni? Se un terremoto le farà uscire dalle botti dobbiamo aspettarci una risposta del tipo: che si arrangino? Qui non intendo parlare dei tempi di costruzione di una centrale nucleare che gli esperti dicono non prenderà meno di dieci anni. Per non parlare dei costi enormi e della scelta dei luoghi di installazione che nessuno vuole avere vicino. Voglio parlare delle scorie di cui i nuclearisti non parlano mai, perché questo è il punto debole di qualsiasi progetto che riguardi il futuro nucleare. A meno che non si arrivi al nucleare pulito, ma per il momento siamo lontani. Non si capisce perché non si voglia puntare sulle nostre grandi ricchezze che potrebbero darci energia pulita a costo minimo: sole, acqua, vento. La vulgata vuole che l’energia alternativa non basterebbe per le nostre esigenze. Ma pure ci sono Paesi che già si stanno liberando dalla dipendenza altrui attraverso le energie naturali, per esempio la Spagna che investendo sulle rinnovabili ha potuto ridurre di molto il prezzo dell’energia e ora si avvia verso l’indipendenza totale.
Qualcuno sostiene che le pale eoliche e i pannelli solari rovinerebbero la bellezza delle nostre campagne. Ma non sono peggio i cordoni infiniti di fili elettrici ad alta tensione che pendono da tutte le parti? Sinceramente trovo più gradevoli le pale eoliche dei torrioni che deturpano il paesaggio collegando migliaia di fili che attraversano i nostri paesaggi. Mi chiedo se il sospetto di forti interessi che mirano a investire sul nucleare anziché sulle energie alternative non sia da escludere. Vorrei che se ne parlasse di più.
25 maggio 2026
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