Il mistero di San Procolo, il santo in altalena: nella chiesetta di Naturno dove gli affreschi religiosi sembrano fumetti
In Alto Adige una chiesa paleocristiana custodisce un curioso ciclo pittorico caratterizzato da un'espressività molto diversa dal rigore dell'epoca
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Il mistero di San Procolo, il santo in altalena: nella chiesetta di Naturno dove gli affreschi religiosi sembrano fumetti
di Enzo CocoIn Alto Adige una chiesa paleocristiana custodisce un curioso ciclo pittorico caratterizzato da un'espressività molto diversa dal rigore dell'epoca
La data della sua edificazione si perde nella notte dei tempi, ma è arrivata fino a noi e da anni è meta di turisti che vogliono vederla. È la chiesetta di San Procolo a Naturno che da vent’anni è affiancata anche da un visitatissimo museo. La chiesetta è tra le più antiche chiese paleocristiane dell'Alto Adige. Sorse già tra il 630 e il 650 d. C. sul sito di una casa romana e fu dedicata a San Procolo. La chiesa custodisce quelli che sono probabilmente gli affreschi più antichi conservati in area tedesca, oltre ad alcuni affreschi gotici del XIV secolo. Sulla loro precisa datazione a lungo gli studiosi non sono stati concordi. Il ciclo pittorico interno è di epoca pre-carolingia (circa l'800 d.C.) e gli esperti rilevano che ciò che stupisce è lo stile: molto lontano dal rigore bizantino e invece vicino a un'espressività quasi «fumettistica» con volti tesi ed emozionati dei seguaci del santo che hanno espressioni vivide, rarissime per l'arte di quel periodo.
Santi e mandrie
Il soggetto più noto e bizzarro raffigura un uomo che sembra dondolarsi su una corda a mo’ di altalena, probabilmente proprio San Procolo di Bologna in persona, il santo dei pastori considerato anche il protettore del bestiame, tanto che su una delle pareti esterne, affrescata nel XIV secolo, è raffigurata una inusuale mandria di bovini con un cane. Per secoli il nome del santo a cui era dedicata la chiesa era andato perduto; fu ritrovato solo intorno al 1400 grazie a un'iscrizione su un affresco esterno. È un luogo che emana un'energia particolare, perfetto per chi ama la storia dell'arte «pura» e un po' misteriosa. Misteriosa perché non tutto è stato svelato sulla datazione e sugli autori degli affreschi che chiesa e museo conservano.
Il museo
Gli affreschi gotici, staccati dalle pareti della chiesa, si possono ammirare nel vicino Museo di Procolo, realizzato in sotterranea. Il museo presenta millecinquecento anni di storia della regione di Naturno centro di riferimento degli abitanti della bassa Val Venosta a 14 chilometri da Merano. In quattro sale tematiche si trovano reperti delle epoche della tarda antichità, del medioevo e del primo periodo moderno con gli affreschi gotici, che avevano coperto gli affreschi preromanici della chiesetta. Una parte della mostra è dedicata al tifo esantematico, piaga che nel XVII secolo, più precisamente nel 1636, colpì la zona devastando intere regioni. Per comprendere meglio gli effetti dell'epidemia, sono state analizzate le ossa degli abitanti del luogo deceduti a causa della malattia e qui sepolti in fosse comuni.
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25 maggio 2026 ( modifica il 25 maggio 2026 | 15:43)
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