Al Sud un adolescente su quattro non legge un libro in un anno
Rispetto ai coetanei del Nord stringono più amicizia sui social ma praticano poco sport. Il 55% ha visitato almeno una volta un museo o una mostra, il 45% non fa vita sociale
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Al Sud un adolescente su quattro non legge un libro in un anno
di Claudio MazzoneRispetto ai coetanei del Nord stringono più amicizia sui social ma praticano poco sport. Il 55% ha visitato almeno una volta un museo o una mostra, il 45% non fa vita sociale
Gli adolescenti meridionali, rispetto ai coetanei del Nord, hanno più tempo libero, si frequentano di più, stringono con maggior facilità amicizia su internet, ma partecipano in maniera marginale alla vita sociale della comunità, leggono meno e praticano poco sport. L’Istat, con l’indagine «Bambini e Ragazzi» ha provato, attraverso la raccolta e l’osservazione dei dati della popolazione italiana tra gli 11 e 19 anni, a capire le abitudini e le preferenze di una generazione ancora tutta da scoprire.
Ma se i giovanissimi, anche nei dati, restano lontani e non riducibili alle definizioni sociologiche esistenti, dal report emerge, invece, come il divario tra Nord e Sud si possa leggere anche nell’utilizzo che i ragazzi fanno del tempo libero. Se ci si concentra sui tassi di partecipazione sociale si rileva che nelle regioni settentrionali oltre il 61% degli adolescenti partecipa a movimenti per la tutela di diritti umani, dell’ambiente, degli animali o a club nei quali si coltivano hobby specifici. Nel Mezzogiorno i ragazzi impegnati in queste organizzazioni sono solo il 55%, pur avendo una maggiore propensione alla socializzazione che si esprime in percentuali più alte di chi dichiara di frequentare coetanei tutti i giorni (il 26,1% rispetto al 19% del Nord).
Stessa dinamica si ripete nelle frequentazioni digitali.
Nelle regioni meridionali, infatti, il 51,4% dei giovanissimi intrattiene amicizie a distanza tramite internet, in quelle settentrionali è pari al 45,8%.
La differenza tra propensione alla socializzazione e partecipazione sociale nel Mezzogiorno è riconducibile ad una rete territoriale sociale più fragile. I ragazzi meridionali praticano anche meno «sport e attività all’aperto» rispetto ai coetanei del Nord. Se nel Sud il 58,7% dei ragazzi pratica uno sport, nelle regioni settentrionali la percentuale sale al 66,7%. A pesare non è di certo una congenita mancanza di propensione allo sport dei giovani meridionali, ma la ridotta accessibilità a strutture sportive con cui il Mezzogiorno deve confrontarsi.
La diseguaglianza territoriale italiana emerge chiara anche nella fruizione della cultura e degli spazi ad essa dedicati. Più del 27% degli adolescenti meridionali non legge neanche un libro nell’arco di dodici mesi, mentre al Nord la percentuale di non lettori si ferma al 19%. Stessa differenza si riscontra nei dati della partecipazione agli eventi culturali. Il 45,4% degli adolescenti del Sud ha visitato almeno una volta un museo, una mostra artistica o un sito archeologico, mentre al Nord la percentuale sale al 52%.
Non cambia la situazione per quel che riguarda gli eventi sportivi con una percentuale di partecipazione che nel Mezzogiorno è del 32%, mentre al Nord supera il 40%.
Dai dati Istat emerge come la Campania sia la regione in cui le persone, dunque non solo gli adolescenti, dedicano più spazio al tempo libero, utilizzandolo però in maniera inefficiente.
Delle 24 ore quotidiane i campani, in media, dedicano il 49% al sonno, al nutrimento e alla cura della persona, il 20,1% al tempo libero, il 13,1% al lavoro familiare, l’8% al lavoro retribuito, il 3,2% all’istruzione, il resto della giornata se ne va tra spostamenti e tempo perso.
Al Nord il tempo libero è ridotto al 19%; al lavoro sono dedicate l’11% delle ore; al sonno il 47,6%; mentre all’istruzione l’1,5%. In Campania si dedica solo 1% delle ore quotidiane alla partecipazione sociale, nelle regioni settentrionali si arriva all’1,7%. Le stesse dinamiche e gli stessi divari si registrano sia tra i giovanissimi che tra gli adulti, a dimostrazione di come la scelta sulla gestione del tempo libero dipenda anche da condizioni sociali, economiche e geografiche, le stesse nelle quali si cristallizza il gap tra Nord e Sud.
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