All'Europa serve una scossa non la replica di vecchi schemi
Corriere della Sera - Cultura

All'Europa serve una scossa non la replica di vecchi schemi

Lunedì 25 maggio 2026
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All'Europa serve una scossa non la replica di vecchi schemi

risponde  Luciano Fontana

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Caro direttore, 
secondo lei perché l’Unione Europea sembra essere restia ogniqualvolta si chiede deroga motivata al patto di Stabilità per situazioni che vengono a mettere in difficoltà le finanze dei singoli Stati membri dell’Ue per eventi o scelte non imputati agli stessi? È sotto gli occhi di tutta l’Ue che il costo dell’energia è in continuo aumento e questo si riflette significativamente sui cittadini che sono costretti a pagare salato anche il conto della bolletta oltre all’aumento esponenziale dei beni di prima necessità. Possiamo sperare che la Commissione europea arrivi prima della catastrofe, oppure si attende il tracollo dell’economia per poi intervenire?Luca Barretta

Caro Barretta, 
La reazione della Commissione europea all’emergenza determinata dalla guerra del Golfo non è all’altezza del momento storico. È una risposta che ripropone schemi che non hanno più senso in un mondo sconvolto dalla nuova guida degli Stati Uniti e dalla feroce competizione economica con la Cina. Naturalmente la Commissione parla a nome di tanti governi molto severi verso quei Paesi, come l’Italia, fortemente indebitati: gli «Stati frugali» temono che deroghe e finanziamenti comuni possano determinare conseguenze negative sui mercati e sulla tenuta della moneta unica. Questi timori vanno tenuti nel giusto conto ma appaiono come la replica di copioni del passato in una situazione che nulla ha di ordinario. L’Europa ha prima di tutto il dovere di tenere insieme la sua comunità, quella dei cittadini dei Paesi che la compongono. Se si sentono abbandonati, se i prezzi dell’energia alle stelle li impoveriscono, allora è lo stesso progetto di unità europea che corre rischi. Draghi ha descritto molto bene l’ultima occasione dell’Unione per uno scatto in termini di investimenti e di risposta comune. Durante i mesi drammatici del Covid qualcosa del genere si era visto. D’altra parte come si può pensare di fronteggiare l’enorme capacità di risorse in settori tecnologici decisivi da parte di Usa e Cina senza finanziamenti comuni europei? Come possiamo difendere le nostre democrazie e il nostro sistema sociale senza una politica estera, della difesa, dell’innovazione finalmente europea? Senza campioni industriali nei settori chiave? Credo che Bruxelles debba uscire dalla comfort zone delle vecchie abitudini. Dia la scossa adeguata all’eccezionalità del momento. Non per far spendere qualcosa in più all’Italia (che tutto sommato il proprio bilancio lo sta tenendo sotto controllo) ma per dare risposte vincenti. Altrimenti anche l’ultimo treno sarà perduto.

25 maggio 2026

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