Il valore del ricordo di donne invisibili
Sara, 29 anni, italiana di origini slave. Lyuba, 49, ucraina da molti anni in Italia. Sono morte tutte e due scaraventate giù da un’altezza di dieci metri da due diversi vani ascensore di palazzine mai completate
Il valore del ricordo di donne invisibili
Giusi Fasano | 24 maggio 2026Sara, 29 anni, italiana di origini slave. Lyuba, 49, ucraina da molti anni in Italia. Sono morte tutte e due scaraventate giù da un’altezza di dieci metri da due diversi vani ascensore di palazzine mai completate
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Hanno vissuto sole che più sole non si può. Una vita di miseria, alla deriva. Hanno incontrato persone sbagliate nei momenti sbagliati e hanno lasciato questo mondo nel buio e nello squallore di una notte che assomigliava a tante altre della loro esistenza. Sara Tkacz aveva ventinove anni, italiana di origini slave. Lyuba Hlyva ne aveva quarantanove, ucraina da molti anni in Italia. Sono morte tutte e due (in notti diverse) scaraventate giù da un’altezza di dieci metri da due diversi vani ascensore di palazzine mai completate. Un cantiere abbandonato da anni, diventato un postaccio indecente.
Sara e Lyuba erano due prostitute che forse non si erano mai conosciute lungo le strade di Pollena Trocchia, nella città metropolitana di Napoli. La sorte, però, le ha legate l’una all’altra nel finale tragico che è toccato a entrambe; nello stesso luogo, appunto, e per mano dello stesso uomo. Un uomo che non ha visto né donne né prostitute né esseri umani mentre le abbordava e, dopo, mentre le buttava giù. Solo corpi da comprare e consumare. Corpi di cui disporre a piacimento. «Quelle due pretendevano un compenso più alto del dovuto», ha spiegato poi lui ai carabinieri. Così abbiamo litigato e le ho uccise».
Il valore delle loro vite? Non pervenuto. Basterebbe già questo a raccontare la desolazione assoluta che abitava nei giorni di Sara e Lyuba. Ma c’è dell’altro. C’è una solitudine così profonda e reale da mettere i brividi. Nessuno dei familiari che si curasse di sapere qualcosa della loro sorte, nessuna amicizia stabile, nessuno che abbia reclamato i loro corpi, che abbia posato un fiore alla memoria. Due disperate senza fissa dimora e senza soldi in tasca. Le indagini hanno scoperto che Sara ha un fratello e dei familiari a Santa Maria Capua Vetere, dov’è nata, e che Lyuba è madre di un ragazzo maggiorenne. Accanto a lei in Italia c’era un fratello, anni fa, ma poi è tornato in Ucraina per combattere al fronte. Così lei si è ritrovata sola, come già lo era Sara. Due donne ai margini di tutto e dimenticate da tutti. Invisibili da vive e da morte. Solo gli studenti di Ponticelli le hanno ricordate durante una performance artistica. E chissà, quel ricordo forse è un germoglio che avrà futuro. Una targa, uno spettacolo, un lavoro scolastico, un luogo pubblico intitolato a loro… Insomma, l’omaggio della memoria dopo vite segnate dall’oblio.
24 maggio 2026
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