Samurai Jay: «Mia mamma mi ha salvato dal burnout, quindi ora duetto con lei»
Corriere della Sera - Cultura

Samurai Jay: «Mia mamma mi ha salvato dal burnout, quindi ora duetto con lei»

Sabato 23 maggio 2026
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Il cantautore napoletano pubblica il nuovo album, «Amatore», e duetta con la madre: «Non mi interessa il business ma solo che i bambini si divertano con le mie canzoni»

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Samurai Jay: «Mia mamma mi ha salvato dal burnout, quindi ora duetto con lei»

di Giuliano Delli Paoli

Il cantautore napoletano pubblica il nuovo album, «Amatore», e duetta con la madre: «Non mi interessa il business ma solo che i bambini si divertano con le mie canzoni»

«Non mi interessano il business, il genere che faccio o le vendite, ma soltanto i bambini che si divertono mentre ascoltano le mie canzoni, sono loro la mia più grande gioia».

Samurai Jay ha le idee tanto chiare quanto semplici per spiegare il suo approccio spensierato e i segreti di un successo inarrestabile. Il cantautore rap napoletano, salito alla ribalta lo scorso anno con il tormentone dell’estate «Halo», ha appena pubblicato il nuovo album, «Amatore», e impazza ovunque. A cominciare da «Ossessione», il brano più ascoltato del momento con cui il ventisettenne Gennaro Amatore – questo il suo vero nome – ha partecipato per la prima volta al Festival di Sanremo. Il singolo guida da dodici settimane consecutive le classifiche italiane, distaccando la concorrenza, compresa la canzone vincitrice del Festival, «Per sempre sì» di Sal Da Vinci, con oltre 1,5 milioni di ascolti giornalieri e 100 milioni di stream totali, ai quali si aggiungono 1,2 milioni di video generati dagli utenti di TikTok sulle note della canzone. Numeri da fenomeno per un musicista il cui motto è «divertirsi e giocare prima di tutto». «Amatore» contiene dodici canzoni in chiave reggaeton ed elettropop. E duetti con Belen, Serena Brancale, Federica Abbate, Sayf e soprattutto con mamma Anna, che canta con il figlio Gennaro nel brano «Si teng a te», una ballata toccante in stile muroliano.

Quali sono gli ingredienti segreti del suo successo?

«Non interpretare alcun personaggio, scrivere canzoni spontanee ed essere ottimista. Forse un giorno tutta questa mia energia positiva inizierà a scocciare, chi può dirlo. Non voglio però snaturarmi e continuerò a rimanere fedele a me stesso. L’ingrediente più prezioso, però, è soltanto uno».

Cioè?

«L’autoironia, che in un certo senso mi ha anche salvato la vita».

In che modo?

«Basti pensare al ritornello di ‘Halo’. È diventato il claim del 2025, eppure io racconto un problema ma su una base movimentata, sulla quale la gente balla, ride, mentre canta ‘è tutto sbagliato, sta andando tutto al contrario’. L’autoironia serve appunto per connetterci tra noi e io voglio abbracciare tutti».

Si dice che lei sia il vero vincitore del Festival…

«Sanremo è stato vinto da Sal ed è lui l’unico vincitore. L’Ariston mi ha portato solo ulteriore notorietà, dato che molta gente prima non associava nemmeno il mio nome ad ‘Halo’. Addirittura nei primi giorni del Festival erano in tanti a confondere me e Sayf. Ora sarebbe impensabile».

Anche il famoso balletto con Belen l’ha aiutata, non crede?

«Certo che sì. Belen poi è una persona super premurosa, si preoccupa sempre di come sto. Ci sentiamo spesso per aggiornarci reciprocamente sulle nostre vite. Le voglio un mondo di bene, abbiamo legato proprio tanto».

Com’è nato il duetto con sua madre?

«L’idea di collaborare con mamma ce l’ho da tempo. Ma ho sempre avuto paura».

Di cosa?

«Non volevo strumentalizzarla. Ho scelto finalmente di farla cantare in ‘Si teng a te’ perché è una canzone un po’ muroliana, sulla quale ho immaginato subito la sua voce. Inoltre il disco si chiama Amatore, ed è dedicato perlopiù a mio padre e a mio fratello, dunque almeno un duetto con mamma lo dovevo fare. Poi a lei devo tutto ciò che sono, visto che mi ha salvato tante volte».

Ad esempio?

«Al quinto anno delle superiori ero in burnout totale. Volevo cantare ma avevo paura di lanciarmi nel vuoto, dato che quando fai musica, ma sei a scuola, hai comunque un’occupazione, ma quando la scuola è finita, sei il disoccupato che fa le canzoncine. Mia mamma l’ha capito. Così un giorno mi ha detto: ‘Vuoi andare in America?’. Ma io: ‘Ho già fatto troppe assenze, dove vuoi che vada?’».

E lei?

«Mi ha detto: ‘Vai, non importa, però torni a settembre e ti diplomi’».

Ha mantenuto la promessa?

«Sì, come avrei potuto non renderla felice dopo quello che mi ha donato?».

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