Storyboard su pietra, dal «pitoto» con la scure al poema di Signaroli
Corriere della Sera - Cultura

Storyboard su pietra, dal «pitoto» con la scure al poema di Signaroli

Sabato 23 maggio 2026
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Al parco archeologico di Capo di Ponte una performance attorale e musicale degli artisti del duo Molom e dell’attore Antonello Scarsi ispirata al poema epico «L’eroe e il drago senza nome»

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Storyboard su pietra, dal «pitoto» con la scure al poema di Signaroli

di Eletta Flocchini

Al parco archeologico di Capo di Ponte una performance attorale e musicale degli artisti del duo Molom e dell’attore Antonello Scarsi ispirata al poema epico «L’eroe e il drago senza nome»

Millenni dopo, l’arte rupestre di Valle Camonica continua a sorprenderci. A suscitare nuovo interesse sui graffiti (e sulla loro interpretazione) è un’intrigante lettura in chiave filologica e narrativa che il filologo camuno Simone Signaroli propone al parco archeologico di Seradina e Bedolina a Capo di Ponte. Nel cuore del sito Unesco camuno si terrà infatti domenica 24 maggio alle 16 una performance attorale e musicale degli artisti del duo Molom e dell’attore Antonello Scarsi ispirata al poema epico «L’eroe e il drago senza nome». Il testo, scritto dallo stesso Signaroli, dà voce al mito depositato in un’antica scena incisa su pietra, risalente al VII-VI secolo a.C. e situata al centro della grande Roccia 12 di Seradina. Ma soprattutto rivolge un inaspettato sguardo sul significato di una scena rupestre come «illustrazione» di un antico racconto orale.

«L’origine di questo poema — spiega Simone Signaroli — risale a quattro anni fa quando, leggendo un testo di filologia di Francesco Benozzo, ho avuto l’intuizione di provare a interpretare alcune delle incisioni rupestri dell’Età del Ferro come il deposito figurativo di racconti poetici tramandati anticamente in forma orale». A creare il collegamento con un’idea di cultura poetica arcaica che viene «illustrata» sulla pietra è la visione da parte dell’autore della raffigurazione di Capo di Ponte, in cui si vede un uomo lottare con un serpente: è armato di scure e viene affiancato nella sua impresa da due compagni, muniti di lancia e scudo. «Mi è sembrata la raffigurazione perfetta dei miti di uccisione del drago diffusi dall’Europa alla Persia fino all’India, studiati dall’americano Calvert Watkins nel libro «How to kill a Dragon» («Come si uccide un drago», Oxford University Press, 1995). 

Applicando i suoi risultati all’immagine rupestre, ho provato a ricostruire quel nucleo narrativo, realizzandone prima uno studio filologico pubblicato dall’Ateneo di Brescia, e poi un vero e proprio poema di 160 versi, uscito con «Il Leggio società cooperativa editrice» nel 2025. Alla base di questa creazione letteraria quindi un’ipotesi storica affascinante, e cioè che un poema simile, ma in lingua camuna antica, venisse recitato in particolari occasioni proprio davanti alla Roccia di Seradina. 

Da qui, Signaroli ha dato spazio alla sua immaginazione. E il passaggio nella contemporaneità è avvenuto attraverso la stesura di un poema dai toni epici e cavallereschi che evocasse le atmosfere di un antico racconto. «Mi sono chiesto — spiega Simone Signaroli — come trasferire l’ipotesi di quel saggio in un testo dall’intonazione non accademica e mi è sembrato interessante presentare una sorta di ricostruzione del nucleo narrativo individuato dalla ricerca. Non essendo possibile, per mancanza di strumenti pratici e teorici, tentare una ricostruzione dell’originale camuno, mi sono limitato a tradurne le “idee” in un testo metrico italiano, in alessandrino sciolto». 

Il poema risulta suddiviso in sei momenti: un proemio, l’introduzione del mostro, quella dell’eroe e del suo destino, lo scontro, la morte e un epilogo. Ricorrendo ad antecedenti letterari e fonti archeologiche, il testo secondo l’autore è un esperimento di filologia applicata. Oggi, grazie al duo Molom, composto da Milena Berta e Alessandro Pedretti, autori della colonna sonora, e all’attore Antonello Scarsi, prenderà vita proprio sulla roccia che lo ha ispirato.

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