A Barcellona arriva lo zar anti-turisti
José Antonio Donaire è il «Commissario per il turismo sostenibile». E tra i suoi obiettivi c'è quello di restituire «l'identità perduta» al capoluogo catalano. Ce la farà?
A Barcellona arriva lo zar anti-turisti
Paolo Lepri | 22 maggio 2026José Antonio Donaire è il «Commissario per il turismo sostenibile». E tra i suoi obiettivi c'è quello di restituire «l'identità perduta» al capoluogo catalano. Ce la farà?
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Se è vero che quello tra residenti e turisti è uno dei nuovi conflitti sociali della nostra epoca, tra i principali campi di battaglia c’è sicuramente Barcellona. Chi conosce questa città meravigliosa ha negli occhi l’immagine delle bande di visitatori, spesso in costume da bagno, che sciamano tra le spiagge e i vicoli del Barri Gòtic. Nessuno li può fermare, tranne forse José Antonio Donaire, nominato recentemente dal sindaco socialista Jaume Collboni «Commissario per il turismo sostenibile». A suo giudizio la capitale catalana ha toccato il punto di non ritorno. «Non vogliamo un turista in più, dobbiamo - afferma - gestire quelli che abbiamo».
L’ex professore di Geografia umana all’Università di Girona vuole restituire «l’identità perduta» a Barcellona, che ha accolto nel 2024, ricorda El País, 26 milioni di persone, il 2,4% in più rispetto all’anno precedente. Tra questi vi sono circa 3 milioni di crocieristi che sbarcano per poche ore «provocando più problemi che benefici». Uno dei suoi obiettivi è ridurre il numero dei moli per le grandi navi e limitare anche l’afflusso di chi arriva per una gita di un solo giorno spostando in periferia i parcheggi dei pullman. C’è poi l’enorme ferita causata dagli affitti turistici. Entro il 2028 verranno revocate le licenze di 10.000 appartamenti nel tentativo di ricollocarli sul mercato e destinarli ai residenti. «Molti abitanti — dice Donaire al quotidiano spagnolo — sentono che il centro della città non appartiene più a loro».
Come andrà a finire? Sara difficile invertire una tendenza dominante che non riguarda solo Barcellona. Sono troppo forti gli interessi economici alla base della trasformazione delle città in luoghi di attrazione e speculazione. Rimane ancora, comunque, una parte del fascino dei luoghi. Intervenire con misure appropriate per farli sopravvivere è indispensabile. Donaire sembra ottimista. «Nell’arco di qualche anno vedrete la nuova Boqueria», annuncia, riferendosi al famoso mercato divenuto ormai una specie di mangificio (parola non a caso aggiunta al vocabolario dall’Accademia della Crusca) per turisti. Aspettiamo. Sperando di incontrare, mentre fa la spesa per cucinare i suoi manicaretti, il fidato Biscuter, assistente del detective Pepe Carvalho.
22 maggio 2026
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