Guerra in Iran, le news di oggi. “Negoziatori pessimisti su accordo”. Danneggiata sinagoga a Teheran
La Repubblica

Guerra in Iran, le news di oggi. “Negoziatori pessimisti su accordo”. Danneggiata sinagoga a Teheran

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Martedì 7 aprile 2026
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Israele ha intanto approvato un nuovo elenco di target energetici nel caso in cui i negoziati fallissero

Secondo un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell'intelligence israeliana e statunitense, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei sarebbe in stato di incoscienza e starebbe ricevendo cure mediche nella città di Qom. Quindici americani sono rimasti feriti in un attacco iraniano con droni alla base Ali Al Salem, in Kuwait. E a Teheran è stata danneggiata la sinagoga. Intanto Israele ha approvato un elenco ampliato di potenziali obiettivi energetici e infrastrutturali in Iran, nel caso in cui i negoziati fallissero. Secondo il Wall Street Journal, i funzionari americani sostengono che il divario fra Stati Uniti e Iran sia troppo ampio per essere colmato entro la scadenza fissata per oggi da Trump.

Punti chiave 06:41

“Khamenei è in stato di incoscienza, è in cura a Qom”

Secondo un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell'intelligence israeliana e statunitense, pubblicato dal quotidiano britannico Times e riportato dalla testata israeliana Ynet, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è in stato di incoscienza e sta ricevendo cure mediche nella città di Qom. Secondo il memorandum, Khamenei è privo di sensi e "in gravi condizioni che non gli consentono di partecipare ad alcun processo decisionale del regime". Sempre secondo il Times, le agenzie di intelligence israeliane e statunitensi erano a conoscenza da tempo della posizione di Khamenei Jr.

06:28

Cbs, oltre 370 militari Usa feriti

Oltre 370 militari statunitensi sono rimasti feriti dall'inizio dell'operazione contro l'Iran. Lo riferisce Cbs News citando un portavoce del comando centrale degli Stati Uniti. Secondo l'emittente, circa 330 militari sono già tornati in servizio, mentre cinque risultano gravemente feriti. I nuovi dati aggiornano il bilancio diffuso il 4 aprile dal Pentagono, che parlava di 365 feriti e 13 militari statunitensi morti dall'inizio dell'operazione, di cui sei in Kuwait e uno in Arabia Saudita.

06:12

Arabia Saudita, detriti missili vicino a impianti energetici

L'Arabia Saudita ha reso noto che sette missili balistici lanciati dall'Iran hanno puntato la Provincia Orientale del regno, area strategica per la produzione petrolifera, con detriti caduti nelle vicinanze di infrastrutture energetiche. A riferirlo è stato il portavoce militare saudita, il generale Turki al-Malki, in una breve dichiarazione. Secondo quanto comunicato, i sistemi di difesa avrebbero intercettato i missili, ma frammenti sono precipitati al suolo nei pressi di impianti energetici. Non sono state segnalate, al momento, vittime o interruzioni della produzione energetica.

06:09

Wsj, la Cina riserva spazio aereo offshore per 40 giorni

Pechino ha riservato ampie porzioni di spazio aereo offshore senza fornire spiegazioni, in una mossa definita inusuale dagli analisti. Lo riporta il Wall Street Journal. Le restrizioni, attive dal 27 marzo al 6 maggio, sono state comunicate attraverso avvisi Notam (Notice to Air Missions), normalmente utilizzati per segnalare esercitazioni militari di breve durata. Riservare spazio aereo significa, in termini operativi, dichiarare una zona di cielo temporaneamente soggetta a limitazioni: i voli civili non possono attraversarla liberamente e devono evitarla o ottenere autorizzazioni per farlo, mentre lo Stato che emette l'avviso mantiene il controllo prioritario dell'area.Nel caso specifico, si tratta di spazio offshore, ovvero sopra il mare e lontano dal territorio, ma in aree strategiche per traffico e operazioni militari. Secondo quanto emerge, le aree interessate si estendono per centinaia di chilometri sopra il Mar Giallo e il Mar Cinese orientale, coprendo una superficie complessiva superiore a quella dell'isola di Taiwan. Le limitazioni non prevedono un limite di quota, configurandosi come spazio Sfc-Unl, ovvero dal suolo fino a quota illimitata. Le autorità cinesi non hanno annunciato esercitazioni né fornito chiarimenti ufficiali, alimentando interrogativi tra gli osservatori internazionali. Il traffico aereo civile non risulta direttamente compromesso, ma richiede coordinamento per il transito nelle aree designate. Secondo esperti citati dal Wsj, la combinazione tra durata prolungata e assenza di spiegazioni potrebbe indicare uno stato di prontezza operativa sostenuta, piuttosto che una singola esercitazione. Le zone individuate coincidono con aree strategiche per eventuali operazioni militari, comprese rotte potenzialmente utilizzate dalle forze statunitensi in caso di crisi su Taiwan. La decisione arriva inoltre dopo che per un periodo insolitamente lungo c'era stata una riduzione dei voli militari cinesi nei pressi dell'isola, successivamente ripresi. Fonti della sicurezza taiwanese citate dal Wsj ritengono che Pechino stia approfittando della distrazione degli Stati Uniti, impegnati sul fronte mediorientale, per rafforzare la propria presenza militare nella regione.

05:46

Esplosioni a Teheran, danneggiata la sinagoga

Esplosioni nella notte a Teheran, udite anche nelle zone periferiche della capitale iraniana. L'agenzia di stampa Mehr riferisce che la sinagoga di Teheran è stata danneggiata da un proiettile israelo-americano. In un post su Telegram, l'agenzia Mehr ha pubblicato anche un video di 12 secondi che mostra soccorritori e cumuli di macerie, riferisce Al Jazeera.

04:07

Mazda ferma produzione auto per Medio Oriente

Mazda ha sospeso la produzione domestica di veicoli destinati al Medio Oriente per i mesi di aprile e maggio, a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz. Lo rendono noto fonti aziendali, citate dai media nipponici, spiegando che la misura della casa automobilistica riguarda circa 30.000 veicoli l'anno esportati in Arabia Saudita, Israele e altri mercati della regione. L'azienda giapponese aveva mantenuto invariati i livelli produttivi dall'inizio del conflitto in Iran, tentando di esplorare rotte di spedizione alternative per evitare lo stretto attraverso il quale transita circa l'11% del commercio marittimo globale; l'accumulo di scorte, tuttavia, ha portato alla sospensione temporanea dell'output destinato al Medio Oriente. Secondo le fonti, la produzione totale in Giappone non subirà variazioni: la casa di Hiroshima prevede di incrementare la produzione per l'Europa e gli altri mercati dove la domanda è in crescita. Anche altri grandi costruttori nipponici hanno adottato misure simili: Toyota Motor ha ridotto la produzione di veicoli per il Medio Oriente di circa 20.000 unità a marzo e di ulteriori 24.000 ad aprile; Nissan Motor ha tagliato l'output di circa 1.200 veicoli sia a marzo che ad aprile.

03:23

Wsj, negoziatori pessimisti sull’accordo Usa-Iran: divario ampio

I negoziatori sono pessimisti sulla possibilità che l'Iran ceda alla richiesta di Donald Trump di riaprire lo Stretto di Hormuz prima della scadenza fissata dal presidente, aprendo di fatti la strada ai bombardamenti americani alle infrastrutture energetiche iraniane. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali i funzionari americani sostengono che il divario fra Stati Uniti e Iran sia troppo ampio per essere colmato entro la scadenza. Alcuni funzionari americani hanno riferito che Trump si è mostrato meno fiducioso sulla possibilità che si raggiunga un accordo, e prevedono che un ordine per l'attacco possa essere impartito già subito dopo la scadenza.

02:55

Rilasciato giornalista giapponese detenuto in Iran

Un cittadino giapponese detenuto in Iran, identificato come "presumibilmente" il capo dell'ufficio di Teheran della televisione pubblica giapponese Nhk, è stato rilasciato. Lo riferisce l'agenzia stampa Kyodo, citando fonti governative. "Un cittadino giapponese detenuto dall'Iran da gennaio è stato rilasciato. Questa persona è probabilmente il capo dell'ufficio di Teheran della Nhk", dice Kyodo. Tokyo aveva già annunciato alla fine di marzo la liberazione di un secondo cittadino giapponese detenuto da Teheran.

02:48

Ondata di attacchi aerei da Israele verso l'Iran

L'esercito israeliano ha annunciato un'ondata di attacchi aerei contro l'Iran dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la proposta di tregua per porre fine alla guerra, avanzata dai mediatori internazionali, non era ancora sufficiente. "Poco fa, le Forze di difesa israeliane hanno completato un'ondata di attacchi aerei con l'obiettivo di danneggiare le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran e in altre aree dell'Iran", ha scritto l'esercito israeliano sul suo canale Telegram ufficiale.

02:18

Esplosioni a Teheran e nella periferia della città

Esplosioni a Teheran e nella periferia della città, riferiscono i media iraniani. “Pochi istanti fa sono state sentite delle esplosioni in alcune zone di Teheran e di Karaj”, città confinante ad ovest della capitale, riportano le agenzie stampa Mehr e Fars, senza dare ulteriori informazioni.

02:07

Esplosioni vicino all'aeroporto di Erbil

Due esplosioni sono state avvertite vicino all'aeroporto di Erbil, che ospita i consiglieri della coalizione anti-jihadista guidata dagli Stati Uniti, nella regione del Kurdistan (nord dell'Iraq), riferisce un giornalista dell'Afp. Nella stessa regione, due civili sono stati uccisi da un "drone esplosivo proveniente dall'Iran", hanno annunciato le autorità locali. Le due vittime sono un uomo e sua moglie. Il governatore di Erbil, Omed Khoshnaw, ha denunciato in un post su Facebook "una violazione del diritto internazionale e un crimine di guerra". Alcune ore prima, i sistemi di difesa antiaerea avevano intercettato quattro missili diretti verso il consolato americano a Erbil, ha riferito una fonte di sicurezza all'Afp.

02:06

Wsj, bombardieri B-2 contro un complesso militare in Iran

I bombardieri B-2 hanno sganciato nel fine settimana bombe “bunker buster” da migliaia di chilogrammi su un complesso sotterraneo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il complesso è stato distrutto e diversi membri della Guardie Rivoluzionarie sono stati uccisi. Le bombe Gbu-57 sono le stesse usate in giugno contro gli impianti nucleari iraniani.

01:48

“Pentagono lavora a nuovi piani in Iran per evitare le accuse di crimini di guerra”

Il Pentagono sta ampliando l'elenco dei siti energetici iraniani che potrebbe colpire includendovi strutture che forniscono energia e carburante sia ai civili sia alle forze armate, in quella che è ritenuta una via per aggirare le eventuali accuse di crimini di guerra. Lo riporta Politico citando alcune fonti. La convenzione di Ginevra concede un margine di manovra quando i siti oggetto di attacchi sono usati sia dai civili sia dai militari. Al Pentagono è in corso un dibattito su dove tracciare la linea fra gli obiettivi militari e quelli civili, come ad esempio gli impianti di desalinizzazione che possono essere considerati bersagli perché anche le forze militari necessitano di acqua potabile.

01:13

Drone si schianta su casa in Kurdistan, due morti

Un drone "proveniente dall'Iran" ha ucciso una coppia nel Kurdistan iracheno dopo essersi schiantato contro la loro casa. Lo riferiscono le autorità locali. Il servizio antiterrorismo della regione autonoma ha dichiarato in una nota che l'incidente è avvenuto "quando un drone carico di bombe proveniente dall'Iran si è schiantato contro un'abitazione civile nel sottodistretto di Dara Shakran, nella provincia di Erbil".

00:40

Oggi la risoluzione Onu su Hormuz, testo indebolito

Dopo diversi rinvii, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe votare oggi una bozza di risoluzione notevolmente depotenziata riguardante la navigazione nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito ieri all'Afp da fonti diplomatiche. Il Bahrein, membro eletto del Consiglio, sostenuto dagli Stati del Golfo, ha avviato due settimane fa i negoziati su un testo che avrebbe conferito un chiaro mandato Onu a qualsiasi Stato che desiderasse usare la forza per liberare questa cruciale via d'acqua, bloccata dall'Iran. Tuttavia, di fronte alle obiezioni di diversi membri permanenti, il testo è stato gradualmente indebolito e la votazione, prevista per venerdì, è stata rinviata più volte a causa del rischio di veti da parte di Russia e Cina. L'ultima versione del testo, visionata lunedì dall'Afp, condanna ancora gli attacchi iraniani contro le navi e "incoraggia fortemente gli Stati" interessati "a coordinare gli sforzi, di natura difensiva e proporzionati alle circostanze, per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, anche scortando navi mercantili e commerciali". La bozza di risoluzione "chiede" inoltre all'Iran di "cessare immediatamente tutti gli attacchi contro le navi" che transitano su questa cruciale rotta commerciale e "ogni tentativo" di ostacolare la libertà di navigazione. Il testo indica anche che il Consiglio sarebbe pronto a "considerare ulteriori misure" contro coloro che minano questa libertà di navigazione. La votazione è prevista per oggi alle 11 poche ore prima della scadenza dell'ultimatum lanciato dal presidente statunitense Donald Trump, che martedì sera aveva minacciato di distruggere "tutto l'Iran" se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz, vitale per le forniture globali di petrolio.

00:14

Cbs, 15 americani feriti in un attacco con droni dell'Iran in Kuwait

Quindici americani sono rimasti feriti la scorsa notte in un attacco iraniano con droni alla base Ali Al Salem in Kuwait. Lo riporta Cbs citando due funzionari americani, secondo i quali molti dei feriti sono già tornati al lavoro.

00:12

Cnn, Israele stila un elenco di nuovi target energetici

Israele ha approvato una lista aggiornata dei target energetici e infrastrutturali iraniani da colpire nel caso in cui le trattative diplomatiche fra gli Stati Uniti e Teheran fallissero. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali Israele è scettica sulla possibilità di raggiungere un'intesa. Netanyahu ha espresso i suoi dubbi a Trump, al quale avrebbe detto che qualsiasi cessate il fuoco dovrebbe includere la consegna da parte dell'Iran di tutto il suo uranio arricchito e l'impegno a sospendere tutte le attività di arricchimento.

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