Guerra in Iran, le news di oggi. Pezeshkian agli americani: “Conseguenze andranno oltre i confini”. Attesa per il discorso di Trump
Colpiti siti governativi sull'isola di Qeshm. Wsj: prossima settimana incontro Trump-Rutte
Il presidente Trump aveva annunciato ieri sera che avrebbe tenuto un discorso alla Nazione sulla situazione in Iran, previsto per le 3 italiane di oggi. Poi è passato all’attacco degli alleati, definendo l'Alleanza, una "tigre di carta" e "anche Putin lo sa". Aveva inoltre minacciato di stare "seriamente valutando" la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato. Nel frattempo Pezeshkian ha sceitto agli americani: “Le conseguenze andranno oltre i nostri confini”
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Wsj, prossima settimana incontro Trump-Rutte
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Media: “Colpiti siti governativi sull’isola di Qeshm”
Missile danneggia struttura idrica nel centro di Israele
Nessun ferito nell'attacco missilistico iraniano, ma una scheggia di un missile balistico con una testata a grappolo ha danneggiato una conduttura idrica a Bnei Brak.
00:52Sirene nel centro e nel nord d'Israele
Le sirene sono suonate nel centro di Israele in seguito al lancio di missili dall'Iran. "Recentemente, l'esercito ha identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare la minaccia", si legge in una breve dichiarazione diffusa tramite Telegram. In parallelo, le sirene sono state attivate anche nel nord dello Stato ebraico a causa di allerta droni dal Libano.
00:12Wsj, prossima settimana incontro Trump-Rutte
Il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, si recherà a Washington la prossima settimana e incontrerà il presidente Trump. Lo ha detto al 'Wall Street Journal' un funzionario della Casa Bianca e persone a conoscenza della situazione.
La visita di Rutte a Washington era stata pianificata da tempo, ha affermato la portavoce della NATO Allison Hart. Ma il Segretario generale arriverà a Washington mentre Trump e i suoi collaboratori stanno discutendo se gli Stati Uniti debbano rimanere nell'alleanza che dura da quasi 80 anni. Trump è infuriato con gli alleati per non essersi uniti agli Stati Uniti e a Israele nell'attaccare l'Iran e, più recentemente, per non aver riaperto con la forza lo Stretto di Hormuz.
Media: “Colpiti siti governativi sull’isola di Qeshm”
Siti governativi sono stati bombardati sull'isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo si apprende dai media iraniani e dalla tv Al Arabiya
00:03007 Usa, l'Iran non disposto a trattative sostanziali sulla fine della guerra
L'Iran non è disposto ad avviare negoziati sostanziali per mettere fine alla guerra perché non crede agli Stati Uniti e non ritiene Donald Trump serio nelle trattative. Lo riporta il New York Times citando diverse agenzie di intelligence americane, secondo le quali Teheran si ritiene in una posizione di forza nel conflitto e non ritiene di dover accogliere le richieste americane.
00:03Pezeshkian scrive agli americani: “Le conseguenze andranno oltre i nostri confini”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera aperta al popolo americano ha respinto le descrizioni dell'Iran come una minaccia alla sicurezza, definendo il suo Paese "un'antica civiltà con una solida tradizione difensiva". Lo scrivono i media internazionali. Pezeshkian ha però avvertito inoltre che gli attacchi contro il popolo iraniano "hanno conseguenze che si estendono ben oltre i confini dell'Iran", in una minaccia apparentemente velata. "Nella sua storia moderna, l'Iran non ha mai scelto la via dell'aggressione, dell'espansione, del colonialismo o del dominio... L'Iran non ha mai iniziato una guerra. Eppure ha respinto con risolutezza e coraggio coloro che lo hanno attaccato". "Presentare l'Iran come una minaccia non è coerente né con la realtà storica né con i fatti osservabili oggi. Tale percezione è il prodotto dei capricci politici ed economici dei potenti: la necessità di crearsi un nemico per giustificare le pressioni, mantenere il predominio militare, sostenere l'industria degli armamenti e controllare i mercati strategici", prosegue il presidente iraniano