Corteo No Kings a Roma, da Askatasuna alla Cgil: in piazza contro la guerra
La Repubblica

Corteo No Kings a Roma, da Askatasuna alla Cgil: in piazza contro la guerra

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Sabato 28 marzo 2026
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La manifestazione nella capitale è la tappa nazionale della mobilitazione “Together. Contro i Re e le loro guerre”. Schierati oltre mille agenti

Dalla Cgil, all’Arci fino ad Askatasuna. Sono centinaia le realtà sociali, sindacali e associative scese in piazza oggi a Roma per la manifestazione di No Kings Italia, tappa nazionale della mobilitazione globale del weekend “Together. Contro i Re e le loro guerre”. Secondo gli organizzatori, hanno aderito oltre 700 sigle: tra cui Emergency, Amnesty International alla Rete Italiana per la Pace e il Disarmo, Baobab Experience, Action aid alla Cgil, insieme a movimenti e collettivi studenteschi, realtà pro Palestina, giovani per il clima, attiviste iraniane, collettivi transfemministi, centri sociali e gruppi anarchici. Un fronte ampio e plurale che punta a portare in piazza numeri superiori ai 15mila partecipanti inizialmente previsti, con pullman e treni in arrivo da tutta Italia. Imponente l’apparato della sicurezza.

• No Kings e Askatasuna: programma e percorso

• Ilaria Salis: “La polizia nel mio hotel per controllarmi”

• Il fermo preventivo di Piantedosi: perquisizioni in tutta Italia

• No Kings e Askatasuna: chi sono e per che cosa manifestano

14:53

Landini: “Questa è la piazza del no al refendum”

"Questa è la piazza del no al referendum, è la piazza contro il governo. Questa è una piazza innanzitutto contro la guerra, contro la logica e la cultura della guerra, perchè tutti i nostri problemi oggi vengono da lì". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dalla testa del corteo. "Vengono da lì i problemi che poi si chiamano salario, vengono da lì il problema che si chiamano rischio della democrazia, logiche autoritarie che rischiano di venire avanti e quindi credo che questa sia una grande domanda di pace. Grande domanda di rimettere al centro i bisogni delle persone e di fermare questa cultura pericolosa, autoritaria", ha aggiunto. "Credo che questa giornata abbia questa forza e tra l'altro non è una cosa che avviene solo in Italia - ha detto ancora - E' una cosa che si sta allargando nel mondo, perché questa logica della guerra mette paura, preoccupazione e incertezza. Io continuo a pensare che per difendere la democrazia c'è solo una strada, quella di praticarla".

14:35

Partito il corteo al grido di “Meloni eccoci”

Il corteo è partito al grido “Giorgia Meloni eccoci”. E poi: "Siamo un paese governato da fascisti" gridano dal megafono. "Le nostre azioni devono essere più forti ed efficaci per innescare un effetto domino".

14:27

In piazza bandiere anarchiche e lo striscione del Leoncavallo

In piazza ci sono anche le bandiere anarchiche del circolo anarchico Ponte della Ghisolfa di Milano che tengono lo striscione del Leoncavallo, il centro sociale milanese sgomberato mesi fa.

14:21

Un cannone pieno di fiori davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli

Cominciano a posizionarsi in via Luigi Einaudi e a piazza della Repubblica, a Roma, i manifestanti che a breve daranno il via al corteo No Kings Italia. Una mobilitazione internazionale "contro i re e loro guerre". Davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli il maestro Mario del doposcuola Mammut sta ultimando un missile di legno che sfilerà insieme ai partecipanti che stanno arrivando da tutta Italia. Sulla punta ha posizionato alcuni fiori e la bandiera della pace, mentre tutt'intorno ha incollato immagini delle guerre in Medio Oriente. "Terza guerra mondiale, ma che siete matti? Non la vogliamo studiare", si legge su un cartello. Tante le bandiere della pace, della Palestina, del Venezuela, oltre a quelle della Cgil, di Avs, e di associazioni come Amnesty International.

13:59

Natale di Cola (Cgil): “Le persone al primo posto non le armi”

"Questa di oggi è una grande piazza pacifica che dopo il concerto di ieri chiede di fermare tutte le guerre e rispetto per chi manifesta" ha detto il segretario della CGIL di Roma e del Lazio Natale Di Cola presente al corteo. "Bisogna mettere al primo posto le persone e il lavoro, non le armi. Per questo dopo la vittoria del no al referendum chiediamo un cambio di rotta. La quantità di gente in piazza è la miglior risposta contro l'autoritarismo dello Stato. Noi come sempre - ha aggiunto Di Cola in riferimento al controllo subito da Ilaria Salis - continueremo a contrastare il decreto sicurezza".

13:46

In piazza bandiere della pace, della Palestina e dell’Iran

La piazza si sta riempiendo. Molte bandiere della pace, della Palestina, della Cgil e della Fiom. Anche bandiere dell'Iran. Un enorme cannone con i fiori dentro svetta nella piazza. Sui lati sono elencate tutte le guerre degli ultimi 30 anni: ex Jugoslavia, Iraq, Gaza e Ucraina.

13:22

La questura Roma: “Controllo a Salis non collegato al corteo”

"Il personale intervenuto si è limitato a richiedere i documenti a lei e alla persona in sua compagnia. Nel momento in cui il personale si è reso conto che si trattava dell'europarlamentare ogni verifica è stata interrotta senza fare accesso alla stanza d'albergo. Pertanto nessuna perquisizione e nessuno atto è stato compiuto". Lo precisa la questura di Roma. "In nessun caso e in nessun modo l'identificazione può essere messa in correlazione con le recenti normative approvate sull'ordine pubblico" viene aggiunto. "Si esclude pertanto categoricamente - si sottolinea - che possa essere stato un controllo preventivo effettuato in relazione alla manifestazione di oggi, bensì di un atto dovuto in base agli obblighi internazionali".

13:10

Ilaria Salis, segnalazione proveniente dalla Germania

Dietro la verifica a Ilaria Salis, come apprende Repubblica. c’è una segnalazione arrivata alle 4 del mattino sul portale dell’Interpol e proveniente dalla Germania. A Roma sarebbero arrivati anche gruppi di manifestanti tedeschi che, secondo i segnalanti, sarebbero in contatto con Salis. A quel punto, in automatico, è scattato il controllo nella camera d’hotel. La conferma arriva dalla Questura di Roma che in una nota fa sapere: “In merito al controllo che nelle prime ore della mattina odierna ha interessato l’eurodeputata Ilaria Salis presso una struttura ricettiva della capitale, si precisa che la predetta attività origina, quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane”.

12:57

Adottato per la prima volta il “fermo preventivo” voluto da Piantedosi

Una lunga lista di nomi da controllare, le auto con a bordo esponenti di gruppi di antagonisti ritenuti più pericolosi a cominciare da quelli di Askatasuna, seguite e fermate sin dalla partenza da Torino, perquisizioni e identificazioni da un capo all'altro dell'Italia di chi dalle prime luci dell'alba si è messo in moto per partecipare alla grande manifestazione "No Kings" in partenza alle 14 da piazza Repubblica. È il debutto del fermo preventivo fortemente voluto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi come strumento per provare a intercettare le frange violente prima delle manifestazioni ritenute a rischio. E quella di oggi a Roma secondo il titolare dell'Interno, lo è.

12:41

La deputata Ilaria Salis identificata in hotel

Alle 7 di mattina alcuni poliziotti hanno bussato alla porta della camera di hotel, dove Ilaria Salis soggiornava a Roma per partecipare alla manifestazione prevista per oggi pomeriggio. “Ilaria Salis, polizia”. L’europarlamentare ha aperto, le sono stati chiesti i documenti. Un controllo senza perquisizione che è andato avanti per un’ora sulla porta dell’hotel. Motivo? Una segnalazione arrivata all’alba sul portale dell’Interpol.

(ansa) 12:26

Il percorso del corteo: da piazza della Repubblica a San Giovanni

Dalle 14 alle 19, parte il corteo principale, che da piazza della Repubblica percorrerà viale Luigi Einaudi, viale Enrico de Nicola, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell'Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Merulana fino all'arrivo a piazza San Giovanni in Laterano. Il piano sicurezza prevede presidi fissi, pattugliamenti mobili e controlli preventivi, con particolare attenzione alle stazioni ferroviarie, alle fermate della metropolitana e alle principali vie di accesso al centro. Già dalle 11:30 sono scattate le chiusure al traffico e deviazioni, destinate a protrarsi fino al termine delle manifestazioni e comunque fino a cessate esigenze. Pesanti le ripercussioni sul trasporto pubblico: saranno infatti 33 le linee interessate da limitazioni o deviazioni, tra cui le principali direttrici urbane.

12:23

Partecipanti da tutta Europa, timori per le infiltrazione degli anarchici

La manifestazione rientra nel contesto internazionale del weekend "Together. Contro i Re e le loro guerre", richiamando partecipanti da tutta Europa. Particolare attenzione è rivolta alla presenza di gruppi dell'area antagonista, tra cui attivisti riconducibili ad Askatasuna, protagonisti negli ultimi mesi di mobilitazioni dopo lo sgombero del centro sociale torinese del 18 dicembre. Le forze di polizia monitorano inoltre possibili infiltrazioni anarchiche, anche alla luce del recente episodio avvenuto nel parco degli Acquedotti, dove i due anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano hanno perso la vita in seguito all'esplosione di un ordigno rudimentale che stavano preparando.

12:21

Mille agenti in campo per la manifestazione in programma alle 14

Sono più di mille gli uomini e le donne delle forze dell'ordine messi in campo tra polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza, rafforzati dalle unità della polizia locale di Roma Capitale. Gli agenti saranno, distribuiti lungo l'intero percorso e nei punti nevralgici del centro, per garantire ordine pubblico e prevenire possibili disordini in una giornata considerata ad alto rischio, per la possibile presenza di gruppi anarchici. Alle 14 da piazza della Repubblica partirà il corteo diretto a piazza di Porta San Giovanni. Gli organizzatori stimano la presenza di almeno 15mila persone, ma non si escludono numeri superiori vista l'adesione di oltre 700 tra collettivi, associazioni e realtà sociali.

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