Chiesti 7 anni di carcere per il figlio della principessa norvegese Mette-Marit, Marius Borg Høiby
La Repubblica

Chiesti 7 anni di carcere per il figlio della principessa norvegese Mette-Marit, Marius Borg Høiby

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Mercoledì 11 marzo 2026
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"Lo stupro può lasciare cicatrici indelebili e distruggere vite", ha affermato il pubblico ministero Sturla Henriksbo. Il processo al figliastro del futuro re Haakon dovrebbe concludersi a breve

Sette anni e sette mesi di reclusione: questa la richiesta dell’accusa per il figlio della principessa ereditaria norvegese Mette-Marit, a processo da lunedì 2 febbraio a Oslo. Il pubblico ministero ritiene che Marius Borg Høiby debba essere riconosciuto colpevole di 39 dei 40 capi d'accusa a suo carico. La difesa nega le accuse più gravi, ovvero i quattro capi d'accusa per stupro e lesioni aggravate. Il verdetto arriverà a breve, il processo dovrebbe concludersi giovedì 19 marzo.

Le accuse

"Lo stupro può lasciare cicatrici indelebili e distruggere vite", ha affermato il pubblico ministero Sturla Henriksbo nel penultimo giorno del processo, portato avanti a porte chiuse. "Può essere qualcosa che la vittima si porterà dentro per tutta la vita". Henriksbø e l'avvocato di polizia Andreas Kruszewski hanno raccomandato le pene che, a loro avviso, Høiby dovrebbe scontare: sette anni di reclusione per le quattro accuse di stupro, cui si aggiungerebbero gli anni assegnati in caso sia riconosciuto colpevole anche degli altri capi di accusa. Per tutti e quattro i presunti stupri, le donne erano addormentate o comunque incapaci di reagire, cosa che la difesa di Høiby contesta; "Non vado a letto con donne che non sono sveglie", ha dichiarato l’imputato. La polizia ha rinvenuto video girati alle donne al momento dei fatti e accusa Høiby di averle filmate senza avere il loro consenso. Inoltre, le condizioni in cui si trovavano le donne al momento dei quattro presunti stupri sono diventate un elemento cruciale del processo; secondo il pubblico ministero, il fatto che ci fosse stato un rapporto sessuale consensuale con l’imputato, in precedenza, non è rilevante ai fini del caso, perché le accuse di stupro e violenza in ambito familiare costituiscono reati molto gravi che esigono una risposta decisa. "Lo stupro può lasciare cicatrici indelebili e distruggere vite", ha detto.

Marius Borg Høiby si è dichiarato colpevole di alcuni reati minori, tra cui possesso di droga (il solo possesso e trasporto di 3,5 kg di marijuana potrebbe comportare una condanna a 11 mesi di carcere), infrazioni al codice della strada e violazione di un ordine restrittivo, ma nega le accuse più gravi, sostenendo di aver avuto rapporti sessuali consensuali con tutte e quattro le donne. Ha parzialmente ammesso l'accusa di aver aggredito gravemente una di loro nel suo appartamento, ma ha negato quella di abuso nei confronti della sua ex fidanzata, l’influencer Nora Haukland, che ha depositato in aula rilasciando dichiarazioni che hanno chiamato in causa anche la coppia dei principi ereditari: Haakon e Mette-Marit. Nella sua deposizione, Haukland – che ha avuto una relazione con Høiby tra il 2022 e il 2023 – ha descritto il suo ex come aggressivo e violento nei suoi confronti, un uomo che teneva sotto controllo il suo telefono e la sorvegliava: "Distruggeva le cose, le lanciava, a volte contro di me. A volte mi afferrava per il collo e mi urlava contro", ha dichiarato in aula. Haukland ha poi descritto un episodio da cui è uscita ferita alla mascella e al labbro: "Ricordo solo di essere caduta a terra e di essermi rannicchiata, poi lui mi ha dato un calcio alla schiena e ha continuato a urlare". Il 2 febbraio, poche ore prima dell’inizio del processo, Høiby è stato arrestato con accuse di aggressione, minacce con un coltello e violazione di un ordine restrittivo e posto in custodia cautelare.

Le implicazioni per la corona norvegese

Il processo è iniziato all'inizio di febbraio, mentre la principessa ereditaria era a sua volta sotto i riflettori per via del suo coinvolgimento in un altro scandalo, legato al caso di Jeffrey Epstein. Mette-Marit (52 anni) – che nel frattempo ha visto aggravarsi la sua fibrosi polmonare cronica ed è in attesa di un trapianto di polmone – si è scusata pubblicamente con i norvegesi, cercando di definire i confini della sua amicizia con il finanziere morto suicida in carcere nel 2019, quando era in attesa del processo per reati sessuali su minori: “Ho dimostrato scarsa capacità di giudizio”, ha detto, “me ne pento profondamente”. Né lei né suo marito, il futuro re, hanno rilasciato invece dichiarazioni sul caso che vede al centro Marius Borg Høiby, nato prima del matrimonio di Mette-Marit con il figlio di re Harald, ma cresciuto come un membro della famiglia reale, al pari dei due figli nati dalla coppia: la principessa Ingrid Alexandra e Sverre Magnus. Borg Høiby ha pianto, in aula, e si è dipinto come vittima perché l'enorme pressione mediatica del processo lo avrebbe reso oggetto di odio: "Non sono più Marius, sono un mostro", ha detto. Nella sua arringa finale, il pubblico ministero ha affermato che l’imputato “non è un mostro” e dovrebbe essere giudicato per ciò che ha fatto, non per chi è.

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