Le Borse di oggi 17 marzo. Mercati deboli, petrolio e gas ancora in rialzo. Istat lima l’inflazione
In Asia Tokyo chiude a -0,09%. A febbraio prezzi in crescita dell’1,5%
MILANO – Ripartenza debole per i mercati europei dopo la seduta in rialzo di ieri. L’attenzione resta concentrata sul conflitto nel Golfo, dove l’Iran continua a prendere di mira le infrastrutture energetiche. Secondo il Wall Street Journal alcune navi non iraniane sarebbero state autorizzate a passare lo stretto di Hormuz, a indicare che probabilmente il governo di Teheran potrebbe avere negoziato bilateralmente il transito con alcuni Paesi. Il petrolio si mantiene comunque su quotazioni record, con i Brent che ha rivisto temporaneamente i 105 dollari. Resta alta anche la pressione sul prezzo del gas, che in mattinata si posiziona oltre i 50 euro al megawattora.
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TotalEnergies vola a Parigi (+2%), per Nyt proposta da un miliardo per stop eolico Usa
TotalEnergies avanza alla Borsa di Parigi, mentre il mercato soppesa le indiscrezioni rimbalzate dall’altra parte dell’Atlantico secondo cui il gruppo francese potrebbe ricevere quasi un miliardo di dollari per abbandonare due progetti eolici negli Stati Uniti, impegnandosi al tempo stesso a investire nel gas in Texas.
Il titolo TotalEnergies attorno alle 11,30 segna un rialzo del 2% a 73,83 euro, il secondo più alto dell'indice Cac 40 (+0,5%). Il New York Times scrive che l'amministrazione Trump sta valutando una nuova strategia per "soffocare" l'eolico, dopo che i giudici federali hanno bloccato cinque tentativi delle autorità di bloccare parchi in costruzione al largo della costa orientale. In questo contesto l'amministrazione sta mettendo a punto un accordo trasattivo da sottoporre a TotalEnergies che prevede il versamento di circa 928 milioni di dollari se il gruppo archivierà definitivamente due progetti di parchi eolici offshore.
11:25Orlopp: “Disposti a sederci con Unicredit ma serve bozza di proposta ”
"Per portarci al tavolo delle trattative non è necessario presentare un'offerta, perché abbiamo ripetutamente, e lo ripeto ancora, affermato che saremmo assolutamente disposti a sederci a un tavolo e a discutere una proposta avanzata da Unicredit. Ma non c'è ancora una bozza di base o qualcosa di simile a disposizione". Così la ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp in un'intervista a Bloomberg Tv sull'Ops di Unicredit. "Riteniamo che" una bozza di base "sia anche nell' interesse dei nostri azionisti richiederla", aggiunge la top manager
11:09Germania, crolla indice Zew a marzo
Crolla a marzo l'indice Zew tedesco, che sintetizza il sentiment delle imprese sulle condizioni economiche future. L'indicatore anticipatore del sentiment dell'economia nei prossimi mesi è scivolato sotto la parità a -0,5 dal 58,3 di febbraio e contro attese per un dato a 39.
10:50Eni, avviata fornitura gas da Quiluma nell'offshore dell'Angola
Eni annuncia l'avvio delle forniture di gas dal giacimento Quiluma, nell'offshore dell'Angola. L'export iniziale di gas da Quiluma è pari a 150 Mmscf (milioni di piedi cubi standard) al giorno, con una produzione destinata a salire fino a 330 entro il 2026. Il gas sarà trattato nell'impianto di trattamento di Ngc a Soyo, inaugurato nel novembre 2025, e successivamente fornito all'impianto Angola Lng per l'esportazione e il consumo domestico.
Ngc (costituito da Azule Energy, operatore, 37,4%; Cabgoc, 31%; Sonangol E&P, 19,8%; TotalEnergies, 11,8%) era operato da Eni prima della costituzione di Azule Energy, società satellite di Eni. Il Consorzio è focalizzato sullo sviluppo dei primi giacimenti di gas non associato della Repubblica dell'Angola ed è destinato a massimizzare sia l'export di gnl del Paese sia l'utilizzo di gas domestico per lo sviluppo locale. Azule Energy, società partecipata da bp ed Eni, produce oltre 230.000 barili equivalenti di petrolio al giorno ed è un attore chiave nello sviluppo energetico e nella transizione dell'Angola.
10:42Milano procede in positivo: +0,6%. Amplifon ancora pesante
Prosegue in positivo la mattinata del Ftse Mib di Piazza Affari: l’indice principale sale dello 0,6 per cento. Tra i singoli titoli si mettono in evidenza gli energetici come Eni ed Enel, che guadagnano più del 2% a metà mattina, mentre è ancora in sofferenza Amplifon in coda al paniere principale dopo l’operazione da oltre 2 miliardi per comprare il produttore danese Gn.
10:35Inflazione, il “carrello della spesa” cresce del 2%
L'Istat ha rivisto al ribasso anche i prezzi del cosiddetto "carrello della spesa" di febbraio che nelle stime preliminari era risultato pari a +2,2%. "Nelle stime definitive, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano a da +1,9% a +2,0%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto restano stabili (a +1,9%)".
10:34L’Istat rivede al ribasso l’inflazione di febbraio: +1,5%
L'Istat rivede al ribasso le stime dell'inflazione registrata a febbraio. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, segna una variazione del +0,7% su base mensile e del +1,5% su base annua (da +1,0% di gennaio). Afferma l'Istat rivedendo la stima preliminare di +1,6%. l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, evidenzia una risalita (da +1,7% a +2,4%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,9% a +2,5%). "A febbraio - commenta l'Istat - l'inflazione registra una sensibile accelerazione (+1,5%, dal +1,0% di gennaio), dovuta soprattutto all'evoluzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+4,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+2,9%); a sostenere la dinamica inflazionistica generale contribuiscono anche i prezzi degli Alimentari non lavorati (+3,7%). L'unico effetto di contenimento rilevante si deve all'ampliarsi alla flessione dei prezzi degli Energetici (-6,6%)".
10:10Confesercenti, per imprese turismo e commercio rincari in bolletta per 900 milioni
"Non è solo la probabile frenata dei consumi, provocata dall'impatto dei rincari sui bilanci delle famiglie, a preoccupare le imprese. A rendere più pesante il quadro è anche l'aumento dei costi operativi: nei 18 giorni successivi allo scoppio del conflitto in Iran i prezzi all'ingrosso di elettricità e gas sono saliti rispettivamente del 24% e di quasi il 33%. Se questi livelli dovessero mantenersi fino alla fine dell'anno, per le PMI del commercio, del turismo e dei servizi la bolletta energetica potrebbe salire già nel 2026 a 3,8 miliardi di euro, con un aggravio di quasi 900 milioni rispetto al 2025". È l'allarme lanciato da Confesercenti, che ha elaborato, con la collaborazione di Innova, una simulazione sugli effetti dei rincari registrati nelle ultime settimane sui mercati energetici.
L'analisi prende in considerazione l'andamento dei prezzi dell'energia elettrica e del gas a partire dal 28 febbraio, giorno dell'attacco all'Iran, ipotizzando il mantenimento degli attuali livelli fino alla fine del 2026. Nel dettaglio, il PUN Index del Gestore dei Mercati Energetici, riferimento per il prezzo dell'energia elettrica in Italia, è passato da 114,41 euro/MWh di media a febbraio a 141,89 euro/MWh di marzo, con un aumento del 24%. Nello stesso periodo il PSV, riferimento del mercato del gas, è salito da 0,377 euro/Smc a circa 0,5 euro/Smc, con un balzo di quasi il 33%.
Nuova fiammata del petrolio, poi leggero calo
Nuova fiammata dei prezzi del petrolio che questa mattina sono aumentati di oltre il 5%, mentre diversi Paesi si sono opposti alla richiesta di Donald Trump di contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, un'area strategica, e l'Iran ha continuato a prendere di mira i Paesi vicini produttori di greggio. Con la crisi che non accenna a risolversi, entrambi i principali contratti sul petrolio hanno registrato un'impennata. Il West Texas Intermediate e il Brent sono saliti di oltre il 5%, con il primo intorno ai 100 dollari al barile e il secondo a quota 105 , prima di scendere leggermente rispettivamente a 97,50 e 103,80 dollati.
L’Europa parte mista
Avvio misto per le borse europee, con i prezzi del petrolio in aumento e le tensioni in Medioriente legate al conflitto in Iran e alla crisi dello Stretto di Hormuz. Francoforte poco dopo l'apertura degli scambi cede lo 0,23% a 23.524 punti. Parigi viaggia poco sotto la parità e cede lo 0,045% a 7.932 punti. Londra in controtendenza guadagna lo 0,14% a 10.333 punti.
Proseguono gli attacchi alle infrastrutture energetiche
Nelle ultime ore, secondo quanto riporta il Financial Times, sono stati condotti una serie di attacchi alle infrastrutture negli emirati arabi uniti e sono stati colpiti impianti upstream e zone industriali petrolifere ad Abu Dhabi. Colpito anche il porto di Fujairah, snodo chiave fuori dallo stretto di Hormuz
08:58L’Asia chiude contrastata
Le Borse asiatiche concludono la seduta in modo contrastato mentre si guarda agli sviluppi della guerra in Medio Oriente. Sotto i riflettori resta lo stretto di Hormuz, la cui chiusura alimenta la corsa del petrolio e del gas.
Poco mossa Tokyo (-0,09%). Sul fronte dei cambi lo yen si mantiene poco variato sul dollaro, a 159,40, ed è stabile anche sull'euro, a 182,90. A contrattazioni ancora in corso sono positive Hong Kong (+0,15%) e Seul (+1,63%). In flessione Shanghai (-0,82%) e Shenzhen (-1,81%). Poco mossa Mumbai (-0,01%). Sul fronte macroeconomico in arrivo dall'Italia l'inflazione armonizzata e dalla Germania l'indice Zew sulle aspettative.
Dagli Stati Uniti previsti i dati sulle vendite delle abitazioni.