Le Borse di oggi, 13 marzo. Il petrolio resta oltre i 100 dollari, l’Europa apre in rosso
Il Brent supera barriera dei 101 dollari al barile ed è in corsa per un rialzo settimanale di circa il 9%, future su Wall Street in risalita
MILANO – Il petrolio resta sopra quota 100 dollari e si avvia a chiudere la settimana in forte rialzo, mentre i mercati continuano a scontare il rischio di una crisi prolungata in Medio Oriente e di nuove interruzioni dell'offerta energetica. Il Brent supera barriera dei 101 dollari al barile ed è in corsa per un rialzo settimanale di circa il 9%, mentre il Wti tocca nuovamente i 97 dollari restando avviato a un guadagno del 7%.
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A sostenere i prezzi è soprattutto l'escalation sullo Stretto di Hormuz. Borse asiatiche deboli, mentre i futures di Wall Street risalgono dopo il calo del petrolio innescato dall'annuncio di nuove deroghe statunitensi sul greggio russo e l’Europa apre in rosso. A Piazza Affari petroliferi sugli scudi con Eni e Saipem, maglia nera per Prysmian, scivolano le banche.
Punti chiave- 09:26
Prezzi carburanti salgono, benzina self a 1,816 euro, gasolio a 2,03
- 09:21
Europa in calo, pesano petrolio e guerra
- 09:05
Europa apre in rosso: Milano -0,7%, Parigi -0,9%
- 08:46
Cambi: euro apre in calo, sotto quota 1,15 dollari
- 08:40
Petrolio, prezzi in lieve rialzo: Brent a 101 dollari e Wti a 96,1 dollari
Il petrolio continua a correre, il Brent punta i 103 dollari
Ancora in tensione il petrolio sul conflitto in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz. Il Brent sale dell'1,9% e punta i 103 dollari al barile. Il Wti sale dell'1,7% a 97,4 dollari al barile. Anche il gas prosegue la sua corsa con i contratti Ttf che segnano un +1,42% a 51,5 euro al megawattora.
09:26Prezzi carburanti salgono, benzina self a 1,816 euro, gasolio a 2,03
Continuano gli aumenti dei prezzi dei carburanti. Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta Quotidiana, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,816 euro/litro (+5 millesimi, compagnie 1,818, pompe bianche 1,812), diesel self service a 2,033 euro/litro (+3, compagnie 2,029, pompe bianche 2,043). Benzina servito a 1,952 euro/litro (+5, compagnie 1,990, pompe bianche 1,883), diesel servito a 2,167 euro/litro (+8, compagnie 2,195, pompe bianche 2,113). Gpl servito a 0,704 euro/litro (invariato, compagnie 0,715, pompe bianche 0,693), metano servito a 1,495 euro/kg (+1, compagnie 1,495, pompe bianche 1,495), Gnl 1,235 euro/kg (invariato, compagnie 1,239 euro/kg, pompe bianche 1,233 euro/kg). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,905 euro/litro (servito 2,160), gasolio self service 2,096 euro/litro (servito 2,353), Gpl 0,836 euro/litro, metano 1,525 euro/kg, Gnl 1,295 euro/kg.
09:21Europa in calo, pesano petrolio e guerra
Avvio in calo per le Borse europee con i prezzi del petrolio che continuano a gravitare intorno ai 100 dollari al barile, riaccendendo i timori di inflazione e riducendo la probabilità di tagli dei tassi da parte delle banche centrali. La prospettiva di una guerra prolungata con l'Iran ha oscurato il rilascio coordinato senza precedenti delle riserve petrolifere da parte delle principali economie.
L'indice Cac 40 di Parigi cede lo 0,95% a 7.907,88 punti, il Dax 30 di Francoforte arretra dell'1,07% a 23.328,45 punti, l'Ftse 100 di Londra perde lo 0,60% a 10.242,89 punti. A Milano l'Ftse Mib cede nei primi scambi lo 0,79% a quota 43.965,42.
Europa apre in rosso: Milano -0,7%, Parigi -0,9%
Europa apre in rosso: Milano -0,7%, con il primo Ftse Mib a quota 44.141 punti, Parigi -0,9%. A Piazza Affari petroliferi in rialzo con Saipem +2,1% e Eni +1,1%. Tra i titoli peggiori ancora le banche con Intesa Sanpaolo (-1,4%), Mediobanca (-1,39%), Unicredit (-1,28%), Mps (-1,3%). La maglia nera è, però, di Prysmian (-2,3%).
08:51Asia ancora negativa con guerra in Iran, Europa attesa in calo
Ancora una seduta in rosso per le Borse di Asia e Pacifico sulle tensioni in Medio Oriente, innescate dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Anche l'Europa è attesa in negativo, così come lo sono i future su Wall Street. Il Nikkei a Tokyo lascia sul terreno l'1,16%, Hong Kong perde l'1,04%, Shanghai lo 0,82% e Shenzhen lo 0,88%. La peggiore è Seul che perde l'1,72%. Calo contenuto invece per Sydney (-0,14%). Per i macro, attesi i dati della produzione industriale italiana e dell'eurozona. Dagli Usa la seconda lettura del Pil del quarto trimestre oggetto di possibili revisioni, l'indice Pce e la fiducia dell'Università del Michigan e infine i dati su reddito e spesa personale, importanti per le indicazioni sui consumi delle
famiglie statunitensi.
Ferretti: cda, opa kkcg non equa e prezzo basso, azionisti non aderiscano
Il cda di Ferretti ritiene che l'offerta parziale lanciata dal gruppo ceco Kkcg “non sia equa e ragionevole per gli azionisti indipendenti e che il corrispettivo dell'offerta non sia congruo sotto il profilo finanziario, pertanto raccomanda agli azionisti di non aderire”. È quanto si legge nel comunicato dell'emittente approvato dal board alla luce dell'offerta da 3,5 euro per azione presentata dalla holding dell'imprenditore ceco Karel Komarek. Opinione condivisa dal comitato di consiglieri indipendenti, che a sua volta raccomanda di non aderire. In precedenza l'offerta era stata respinta anche dall'azionista Fih, che fa capo al gruppo cinese Weichai.
Lo spread tra Btp e Bund si allarga in avvio a 82 punti
Lo spread tra Btp e Bund parte in rialzo. Il differenziale in avvio si allarga a 82 punti base, sempre sui livelli di ottobre scorso. Continuano a salire anche i rendimenti con il decennale italiano che sfiora il 3,8%.
08:46Cambi: euro apre in calo, sotto quota 1,15 dollari
L'euro apre in calo sotto quota 1,15 dollari, mentre si intensifica il conflitto in Medio Oriente e torna a salire la domanda della valuta americana come bene rifugio. La moneta unica passa di mano a 1,1468 dollari (-0,38%) e a 182,94 yen (-0,27%). Cambio dollaro/yen a 159,22 (+0,11%).
08:40Petrolio, prezzi in lieve rialzo: Brent a 101 dollari e Wti a 96,1 dollari
Prezzo del greggio in lieve rialzo con la situazione in Medio Oriente sempre più tesa, dopo la notizia, tra le varie, della morte di un soldato francese. Il Brent del Mare del Nord, contratto di maggio, è scambiato a 101 dollari al barile (+0,54%), mentre il Wti, contratto di aprile, segna un progresso dello 0,4%, passando di mano a 96,11 dollari. Il prezzo del greggio è fortemente salito ieri, quasi del 10%, dopo la diffusione del primo discorso della nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, che ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso per mettere sotto pressione gli Stati Uniti. Per altro sempre ieri il segretario all'energia statunitense, Chris Wright, ha spiegato alla Cnbc che la marina statunitense non è ancora pronta a scortare le petroliere attraverso lo stretto, visto che le risorse militari usa sono concentrate sulla distruzione delle capacità offensive dell'Iran.
(reuters) 08:37Europa verso nuovo avvio debole, euro sotto 1,15 dollari
Si profila un avvio di giornata debole per le Borse europee, mentre la guerra in Iran e il conseguente shock energetico continuano ad alimentare l'avversione al rischio. I listini continentali cercheranno comunque di difendere il bilancio settimanale al momento positivo dopo lo scivolone dell'ottava precedente. A livello globale l'indice Msci all country world limita i cali allo 0,2% dopo il -1,5% accusato la vigilia, quando l'S&P 500 newyorchese è sceso ai minimi da novembre. Tornando all'Europa, i future sull'Eurostoxx 50 scivolano dello 0,76%, mentre i contratti sul ftse mib milanese sono in calo dello 0,42%. Gli investitori continueranno a seguire ogni sviluppo sul fronte iraniano, nonché le contromisure allo studio da parte dei paesi occidentali per frenare la corsa dei prezzi dell'energia. Sul mercato valutario, prosegue il rafforzamento del dollaro che beneficia della corsa ai beni rifugio: l'euro scende sotto quota 1,15 per la prima volta da novembre e si attesta a 1,1467 da 1,1519 ieri in chiusura. Il biglietto verde sale anche a 159,53 yen (da 159,00), mentre il rapporto euro/yen è a 182,94 (da 183,45). Bitcoin in rialzo del 2,4% a 71.400 Dollari l'oncia, poco mosso l'oro spot sotto quota 5.100 dollari l'oncia. Sul fronte energetico, i prezzi del petrolio si mantengono a quota 100 dollari al barile dopo che l'amministrazione americana ha concesso 'un'autorizzazione temporanea che consente ai paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare. Il future di aprile del Wti sale dello 0,84% a 96,53 dollari al barile mentre il contratto per maggio del Brent guadagna l'1,1% a 101,57 dollari. Ad Amsterdam il prezzo del gas naturale segna infine +1,4% a 51,6 euro al megawattora.
Borse asiatiche procedono deboli, occhi su petrolio e Iran
Le Borse asiatiche procedono con cautela, con i mercati ancora sotto pressione per l'assenza di segnali concreti di de-escalation nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. A pesare sono soprattutto i timori per gli effetti inflazionistici del conflitto attraverso l'energia, che potrebbero allontanare un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. I listini dell'area hanno seguito la debolezza di Wall Street, scesa nettamente nella seduta precedente proprio per le preoccupazioni legate al petrolio. Tra i peggiori della giornata ci sono Tokyo e Seul: il Nikkei 225 e il Kospi cedono rispettivamente l'1,2% e l'1,95%. A Tokyo pesa anche il tonfo di oltre il 6% di Honda, dopo la previsione di una perdita annua legata ai costi di ristrutturazione del business dei veicoli elettrici. La pressione sui mercati riflette i timori per possibili interruzioni delle forniture energetiche dopo il blocco dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran. L'Asia dipende in misura rilevante dal petrolio mediorientale e tra i Paesi più esposti figurano Giappone, Corea del Sud e India. Il Nifty 50 indiano si avvia infatti a chiudere la settimana in calo del 2,4%. Più contenute le perdite in Cina, che questa settimana mostra una tenuta migliore rispetto agli altri mercati asiatici. Le Borse di Shanghai e Shenzhen sono ancora deboli ma restano in modesto rialzo settimanale. L'Hang Seng di Hong Kong cede invece lo 0,66% ed è in calo dello 0,3% nella settimana, frenato da alcuni titoli tecnologici. Secondo gli analisti di OCBC, le ampie scorte petrolifere della Cina, insieme alla crescita di rinnovabili e veicoli elettrici, rendono il Paese meno vulnerabile a shock di breve periodo sul greggio. La Cina importa circa il 15% del petrolio dall'Iran e nei giorni scorsi ha annunciato il blocco immediato delle esportazioni di carburanti raffinati per contenere una carenza interna di offerta.