Le Borse di oggi, lunedì 9 marzo. Crolla Tokyo. Il petrolio sfonda quota 100 dollari
La guerra in Medio Oriente e il permanente blocco nello stretto di Hormuz portano in profondo rosso i mercati. Il Financial Times: G7 valuta rilascio di riserve strategiche
MILANO – Risveglio traumatico per i mercati dopo il weekend. Il petrolio schizza nella notte fino a 115 dollari e arretra poi restando sopra 100 dollari. Seduta pesantissima per Tokyo, che arriva a perdere in corso di seduta il 7% e poi chiude a -5,02%. Intanto il Financial Times rivela che il G7 sarebbe pronto a discutere oggi il rilascio comune e coordinato delle riserve strategiche di petrolio per frenare la corsa del greggio.
Iran, le news in diretta dalla guerra
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Dossier - Sentieri di guerra
Punti chiave- 06:01
Nikkei crolla di oltre 7%
- 03:45
Petrolio: WTI sale a +30% a oltre 116 dollari al barile
- 02:00
Tokyo, tracollo indice Nikkei su timori espansione conflitto Medio Oriente (-6,86%)
L’euro apre in calo
L'Euro apre in calo sull'onda della guerra in Iran. La moneta comunitaria, in rapporto al dollaro americano, scende di oltre lo 0,5% a 1.1559. Calo simile anche per la sterlina britannica (a 1.3336) sempre in relazione al dollaro, che cresce anche sullo yen giapponese.
Il gas ai massimi dal 2022
Vola sui massimi dal 2022, a 64 euro, il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di aprile guadagnano il 20% in apertura di seduta.
08:28I ministri del G7 valutano rilascio delle riserve strategiche di petrolio
I ministri delle finanze del G7 discuteranno di un possibile rilascio congiunto di petrolio dalle riserve, coordinato dall'Agenzia internazionale per l'energia, in una riunione di emergenza che si terrà oggi, volta a contrastare l'impennata dei prezzi del petrolio in seguito al conflitto nel Golfo. Lo riporta il Financial Times.
Tokyo chiude a -5,2%
La crisi in Iran e l'aumento dei prezzi del petrolio affondano le borse asiatiche, a partire da quella di Tokyo dove il Nikkei 225, pur recuperando in parte le perdite, è sceso del 5,2% a a 52.728,72 al termine delle contrattazioni. Il Kospi sudcoreano è sceso del 6% a 5.251,87 punti, mentre i mercati cinesi, che tendono a essere meno influenzati dalle tendenze globali, hanno registrato perdite più moderate. L'Hang Seng di Hong Kong è sceso dell'1,6% a 25.343,77, mentre l'indice composito di Shanghai è sceso dello 0,7% a 4.097,69. L'indice di riferimento di Taiwan è crollato del 4,4% e anche altri mercati regionali hanno subito perdite.
Nikkei crolla di oltre 7%
L'indice di riferimento giapponese Nikkei 225 è crollato di oltre il 7% questa mattina e anche altri mercati asiatici hanno registrato un forte calo dopo che i prezzi del petrolio sono saliti a circa 114 dollari al barile.
03:45Petrolio: WTI sale a +30% a oltre 116 dollari al barile
I prezzi del petrolio registrano un'impennata storica, con il greggio WTI in rialzo di oltre il 30% e il greggio Brent in rialzo di circa il 27%, entrambi superiori a 116 dollari al barile in un mercato in preda al panico per la guerra in corso in Medio Oriente e il blocco persistente dello Stretto di Hormuz.
03:00Hong Kong apre in calo -2,65%
Le principali borse della Cina continentale e di Hong Kong in apertura hanno registrato cali fino al 2,65%, dopo che il prezzo del petrolio greggio West Texas Intermediate (WTI) ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta dal 2022, a causa del conflitto in Medio Oriente. Le borse di Shanghai e Shenzhen sono scese rispettivamente dello 0,62% e dell'1,78%, aprendo le contrattazioni dopo il fine settimana.
Tokyo, tracollo indice Nikkei su timori espansione conflitto Medio Oriente (-6,86%)
Tracollo per l'indice di riferimento Nikkei a Tokyo, subito dopo l'avvio delle contrattazioni, una perdita di oltre il 6%, lasciando sul terreno 3.300 punti, attestandosi sotto quota 53mila, sui timori di una espansione del conflitto in Medio Oriente. L'andamento al ribasso segue la correzione degli indici azionari Usa, lo scorso venerdì, con le quotazioni del petrolio che hanno superato i 105 dollari al barile, per la prima volta dal 2022.
00:10La minaccia di Teheran: “Stop a colpi a infrastrutture energetiche o tollererete prezzo del petrolio a 200 dollari”
L'esercito iraniano ha minacciato di prendere di mira i siti petroliferi nella regione se Israele continuerà a colpire le infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica. "Ci si aspetta che i governi dei Paesi islamici avvertano la criminale America e il selvaggio regime sionista il prima possibile di tali azioni codarde e disumane", ha dichiarato alla televisione di Stato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del comando militare centrale iraniano. "Altrimenti, misure simili saranno adottate nella regione, e se si può tollerare un prezzo del petrolio superiore ai 200 dollari al barile, allora bisogna continuare con questo gioco", ha affermato.