Le Borse di oggi, 6 marzo. Da Qatar allarme sull’export dell’energia, mercati frenano
La Repubblica

Le Borse di oggi, 6 marzo. Da Qatar allarme sull’export dell’energia, mercati frenano

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Venerdì 6 marzo 2026
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La notizia scalda i future delle commodity dopo i cali della mattinata

Torna il malumore sui mercati. Dopo una partenza in leggero rialzo, spinta dalle notizie americane sul petrolio che avevano fatto rallentare il prezzo delle commodity, gli investitori sono tornati a prediligere la cautela, spaventati da una possibile interruzione dell’export di energia dai Paesi del Golfo Persico.

Sul fronte macro, oggi è atteso il rapporto americano sul mercato del lavoro di febbraio, dato che in genere è sotto la lente della Federal Reserve ma che oggi potrebbe essere oscurato dalle notizie dal fronte mediorientale. A Piazza Affari occhi puntati su Nexi, che tenta di rialzare la china dopo lo scivolone del 16% della vigilia, e Mps, in scia alla presentazione della lista del consiglio.

Punti chiave 10:56

Torna cautela sui mercati con rialzo commodity

Dopo un avvio in rialzo le Borse europee hanno bruscamente frenato: Parigi e Francoforte oscillano sulla parità, Amsterdam cede lo 0,3%, Madrid lo 0,2%. Anche Milano perde lo 0,3%, con lo spread in rialzo sopra i 72 punti. I futures americani, comunque, per adesso mostrano il segno più e anche i Treasury sono fermi con il rendimento dei decennali in area 4,14%.

Gli investitori preferiscono sposare un atteggiamento cauto, temendo un allargamento del conflitto in Medio Oriente, anche se questa mattina hanno salutato con un certo entusiasmo la decisione delle autorità americane di consentire all'India l'acquisto di petrolio russo per 30 giorni.

L'incertezza spinge gli investitori a comprare dollari e così il cambio euro-dollaro è tornato nuovamente sotto la soglia di 1,16, esattamente a 1,1579. Infine tornano a salire oro (+0,6% a 5.107 Dollari l'oncia) e l'argento (83,93 dollari, +2,1%).

10:20

Qatar: “Se la guerra continua il Golfo potrebbe fermare export energia”

Il ministro dell'energia del Qatar Saad al-Kaabi ha avvertito che la guerra in Medio Oriente potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane e a far salire drasticamente i prezzi del petrolio. Lo ha detto il ministro al Financial Times.

"Ciò farà crollare le economie mondiali", ha dichiarato Saad al-Kaabi al giornale, prevedendo che se la guerra continuasse, la crescita globale ne soffrirebbe e i prezzi dell'energia salirebbero alle stelle. L’effetto sul greggio? “Salirà a 150 dollari al barile”.

09:53

La raccolta di Mediolanum a febbraio a 1,29 miliardi

Banca Mediolanum a febbraio mette a segno una raccolta netta totale pari a 1,29 miliardi. Dall'inizio dell'anno si attesta a 2,01 miliardi. La raccolta netta risparmio gestito è stata di 667 milioni. I nuovi finanziamenti erogati sono pari a 313 milioni ed i premi polizze protezione sono di 21 milioni.

"A febbraio i risultati commerciali si sono dimostrati molto solidi sotto tutti i punti di vista", afferma Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum. "La raccolta netta - aggiunge - si conferma robusta, con una forte componente di risparmio gestito, 667 milioni di euro, oltre a flussi significativi nel risparmio amministrato sostenuti dalla nuova liquidità apportata dai nostri clienti. Cresce la domanda di mutui e prestiti, con le erogazioni che nel mese hanno raggiunto 313 milioni di euro, segnando una marcata accelerazione rispetto all'inizio del 2025, così come i premi delle polizze protezione vedono valori in aumento a doppia cifra".

09:22

Milano sale con l'Europa, rimbalzano Nexi e Amplifon

Primi scambi in territorio positivo per Piazza Affari, che prova a chiudere in rialzo una settimana di forti ribassi per effetto degli impatti della guerra in Medioriente.

Il Ftse Mib avanza dello 0,3%, in linea con le altre Borse europee, trascinato dal rimbalzo di Amplifon (+3,3%) e Nexi (+2,7%), che recuperano solo in parte dopo i tonfi di ieri legati ai risultati. Bene Fincantieri (+2,4%) e Leonardo (+2%), con l'industria bellica sempre in luce, davanti a Cucinelli (+1,6%), Buzzi (+1,5%) e Inwit (+1,3%). Incerte le banche con Mps che cede l'1% e Sondrio che avanza dello 0,4%, prese di beneficio su Campari (-1%), dopo il rally seguito ai conti, e Italgas (-1%), fiacca anche Saipem (-0,9%) e St (-0,8%).

09:12

Borse europee aprono in lieve rialzo

Le Borse europee aprono in rialzo dopo le perdite dei giorni scorsi. A Parigi il Cac 40 sale dello 0,47%, a Francforte il Dax avanza dello 0,53% e a Londra l'Ftse 100 guadagna lo 0,22%. Positiva anche Milano a +0,62%.

09:00

Usa: “Caracas garantirà la sicurezza delle aziende minerarie straniere”

Il segretario degli Interni americano Doug Burgum ha affermato che il governo ad interim venezuelano, guidato da Delcy Rodríguez, ha assicurato che avrebbe garantito la sicurezza delle compagnie minerarie interessate a investire o a tornare in Venezuela. L'inviato di Donald Trump ha parlato al termine di una visita di due giorni nel Paese sudamericano per cercare cooperazione nel settore minerario dopo l'apertura dell'industria petrolifera.

Usa e Venezuela ristabiliscono le relazioni diplomatiche due mesi dopo la caduta di Maduro

di 06 Marzo 2026

Parlando ai giornalisti prima di lasciare Caracas, Burgum ha detto che le aziende Usa, comprese alcune che operavano in Venezuela decenni fa, potrebbero prendere in considerazione la riapertura dei progetti minerari se le modifiche normative in fase di preparazione da parte del governo venezuelano andassero avanti.

Il segretario degli Interni ha elogiato gli sforzi di Rodríguez per attrarre investimenti stranieri, nel contesto del recente riavvicinamento tra Washington e Caracas dopo la cattura di Nicolßs Maduro. La presidente ad interim ha annunciato che il suo governo nei prossimi giorni presenterà all'Assemblea nazionale una riforma della legge mineraria con l'obiettivo di promuovere gli investimenti.

08:59

L’Asia rifiata col petrolio nella peggior settimana da marzo 2020

Le Borse provano a riprendere un po’ di fiato nell'ultima seduta di una settimana segnata dal conflitto in Medioriente, con l'attenzione degli investitori che resta concentrata a captare segnali sulla possibile durata della guerra scatenata da Israele e Usa contro l'Iran.

I listini asiatici sono in rialzo, in quella che è stata la peggior settimana per i mercati azionari dell'area dal marzo 2020, mentre avanzano anche i future sull'Europa, con l'Euro Stoxx 50 in progresso dell'1%, e sul Wall Street, dove il Nasdaq sale dello 0,2% e l'S&P 500 dello 0,1%. In Asia Tokyo sale dello 0,6%, Hong Kong dell'1,7%, Seul del 3,4%, Shenzhen dello 0,9%, Shanghai dello 0,4% mentre Sydney cede l'1%.

08:57

“Usa vogliono chiedere a Pechino di ridurre acquisto greggio russo e iraniano” (WSJ)

Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent sta valutando di chiedere alla Cina di ridurre gli acquisti di petrolio dai rivali degli Stati Uniti, come la Russia. Nei giorni scorsi Bessent ha avuto colloqui con ex funzionari statunitensi, dirigenti aziendali e analisti politici e, secondo quanto riporta il Wall Street Journal citando fonti che hanno partecipato alle consultazioni, il segretario al Tesoro ha descritto un continuo sforzo per cercare di convincere la Cina ad acquistare prodotti petroliferi e gas made in Usa.

Bessent starebbe pensando di sollevare la questione energetica in un incontro con il suo omologo cinese, il vice premier He Lifeng, a Parigi a metà marzo, che dovrebbe essere propedeutico al vertice tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, attualmente previsto tra fine marzo e inizio di aprile.

08:40

Petrolio in calo per prima volta in sei giorni

Quotazioni del petrolio in lieve calo in avvio di giornata: i contratti sul greggio Wti con scadenza ad aprile passano di mano a 80,65 dollari al barile (-0,44%) mentre il Brent è a quota 85,24 dollari con un calo dello 0,20%. Si tratta della prima volta in sei giorni.

Gli investitori sono confortati dal fatto che il prezzo del greggio sia in lieve calo sulle ipotesi dei media Usa che il presidente americano, Donald Trump, abbia un piano per garantire le forniture energetiche e calmierare i prezzi del greggio. Negli Stati Uniti sa la produzione di petrolio e gas ha raggiunto i livelli più alti mai registrati. Inoltre, per consentire al petrolio di continuare a fluire sul mercato globale, il dipartimento del Tesoro sta emettendo una deroga temporanea di 30 giorni per consentire alle raffinerie indiane di acquistare petrolio russo. Quanto alle assicurazioni offerte dagli Stati Uniti alle navi bloccate nel Golfo Persico, gli analisti rimangono scettici, tenendo conto che lo Stretto di Hormuz è pieno di mine iraniane.

08:29

Il gas apre in deciso calo sul mercato di Amsterdam (-3,4%)

Avvio in deciso calo per il prezzo del gas sul mercato di Amsterdam. I future Ttf, punto di riferimento del costo del metano nel Vecchio Continente, cedono il 3,4% a 49,1 euro al megawattora.

08:25

“Pechino tratta con l'Iran per il transito del greggio nello stretto di Hormuz” (Reuters)

Il governo cinese starebbe parlando con quello iraniano per consentire il passaggio sicuro delle navi che trasportano greggio e gas naturale liquefatto dal Qatar attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo scrive il sito internet dell'agenzia di stampa britannica Reuters, citando tre fonti diplomatiche.

Il blocco sullo Stretto delle rotte del petrolio: l’incubo per l’economia

di 06 Marzo 2026

La guerra in Medio Oriente sta creando diversi problemi per l'approvvigionamento cinese visto che, a seconda delle stime, da Hormuz passa circa il 45% del suo petrolio. Secondo quanto riporta Reuters, i dati di tracciamento delle navi hanno mostrato che una nave chiamata 'Iron Maiden' ha attraversato lo Stretto durante la notte dopo aver cambiato la sua segnalazione in "proprietario cinese".

08:15

Usa, deroga anti-Iran di 30 giorni all'India per acquistare petrolio russo

Il Tesoro americano allenta le sanzioni sulla Russia, consentendo alle raffinerie indiane di acquistare milioni di barili di greggio già caricato sulle petroliere entro il 5 marzo 2026. La mossa prevede "una deroga temporanea di 30 giorni" e fino agli inizi di aprile, ha riferito il segretario Scott Bessent in un post serale su X.

President Trump’s energy agenda has resulted in oil and gas production reaching the highest levels ever recorded.

To enable oil to keep flowing into the global market, the Treasury Department is issuing a temporary 30-day waiver to allow Indian refiners to purchase Russian oil.…

— Treasury Secretary Scott Bessent (@SecScottBessent) March 6, 2026

"Questa misura, deliberatamente a breve termine, non fornirà significativi benefici finanziari al governo russo, poiché autorizza solo transazioni che riguardano petrolio già bloccato in mare", ma "allevierà la pressione causata dal tentativo dell'Iran di prendere in ostaggio l'energia globale".

08:02

“Toyota taglia l'export per il Medio Oriente sulle tensioni Iran” (Nikkei)

Toyota Motor ridurrà di quasi 40.000 unità la produzione di veicoli destinati ai mercati del Medio Oriente, a causa delle preoccupazioni logistiche legate alle tensioni regionali tra Stati Uniti, Israele e Iran. Lo riferisce il giornale Nikkei, che cita fonti a conoscenza del dossier, spiegando come la casa automobilistica giapponese abbia notificato ai fornitori di componenti i piani di produzione rivisti per marzo e aprile.

Secondo il quotidiano economico, il taglio interesserà principalmente modelli di punta come il suv Land Cruiser, oltre a berline e furgoni commerciali. Le esportazioni mensili di Toyota verso la regione sono stimate in circa 30.000 veicoli; la riduzione annunciata corrisponderebbe quindi al 60-70% dei volumi

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