Sarah Ferguson all’amico Epstein: “Sto aspettando che Eugenie rientri da un weekend di sesso”
La Repubblica

Sarah Ferguson all’amico Epstein: “Sto aspettando che Eugenie rientri da un weekend di sesso”

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Martedì 17 febbraio 2026
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Lo scandalo che ha travolto l’ex principe Andrea e la sua ex moglie si riflette sulla reputazione delle figlie della coppia. Tra gli Epstein file spuntano fuori i loro nomi

Non è bastato mandare al macero l’intera tiratura del suo ultimo libro per bambini, intitolato Flora and Fern – Kindness along the way, ritirato dall’editore a pochi giorni dell’arrivo nelle librerie; le conseguenze dello scandalo che coinvolge l’ex duchessa di York sono ben maggiori, anche perché è ormai chiaro che Fergie la rossa (così la chiamavano i tabloid, ai tempi del suo matrimonio con il principe Andrea) è coinvolta direttamente nello scandalo Epstein. Il suo nome si ripete innumerevoli volte, negli ultimi file desecretati dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, e molte sono le email imbarazzanti che confermano la relazione di amicizia (e di interesse) tra l’ex duchessa e il finanziere, che all’epoca dei messaggi era stato già condannato per traffico sessuali di minori in Florida. I fatti contraddicono quindi ciò che il portavoce di Sarah Ferguson aveva dichiarato lo scorso anno, ovvero che lei aveva tagliato i ponti con Epstein dopo la condanna del 2009 per prostituzione minorile. I due si sarebbero invece mantenuti sempre in contatto e anche visti: a Miami, dove Fergie atterrò cinque giorni dopo la scarcerazione del suo amico (che aveva scontato solo 13 dei 18 mesi previsti). Epstein le avrebbe prestato aiuto economico più volte - “Devo pagare 20mila sterline di affitto e non le ho! Aiutami sennò oggi stesso venderanno la storia ai giornali”, si legge nelle email. I soldi, evidentemente, dovettero arrivarle, visto che nelle email lei lo ringrazia incensandolo con frasi del tipo: “Sei una leggenda”, “Sei il fratello che avrei sempre voluto”, “Sono al tuo servizio, sposami!”. Fergie potrebbe aver chiesto aiuto per società rimaste a lungo “dormienti”, prossime a essere chiuse: sono sei e spariranno dal registro britannico delle imprese. Secondo i documenti depositati alla Companies House, l’ex duchessa figura come direttrice unica di tutte e sei le realtà, che operano a vario titolo in settori come la comunicazione e il commercio al dettaglio.

Le conseguenze dello scandalo sulle figlie degli ex duchi di York

Benché le colpe dei padri non debbano ricadere sui figli, i giornali britannici si interrogano sul ruolo delle principesse Beatrice, 37 anni, ed Eugenie, 35, figlie della coppia, e sull’opportunità che mantengano o meno la possibilità di rappresentare la Corona. Beatrice ed Eugenia sono nipoti di re Carlo III e detengono il titolo di "Sua Altezza Reale", ma non sono membri attivi di The Firm. Sono rimaste “principesse” anche dopo che al loro padre è stato tolto il titolo di “principe”. Non sono legate direttamente al caso Epstein, ma i loro nomi sono stati individuati nei documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia Usa, perché era proprio la madre Sarah a parlare spesso di loro all’amico, cui ha consegnato anche dettagli piuttosto intimi. “Sto arrivando! aspettando che Eugenie rientri da un weekend di sesso”, scrisse l’allora duchessa a Epstein, “Beatrice è a Londra col padre, Eugenie è via con un tipo affascinante”. Sembra che siano spuntate anche delle foto delle due, nello scambio di corrispondenza tra l’ex duchessa e il finanzierie, ed è stata confermata la loro presenza a un pranzoa casa Epstein assieme alla madre quando avevano 20 e 19 anni, nel luglio 2009. Entrambe sono quindi coinvolte - loro malgrado – in una storia che continua a rivelare colpi di scena. Le principesse mantengono assoluto riserbo, in linea con il motto Never complain, never explain che ha guidato il lungo regno della loro nonna, la regina Elisabetta II, ma l'esperto di Casa Reale Ingrid Seward ha spiegato ai microfoni della Cnn chetutte questa rivelazioni le avrebbero lasciate “profondamente scosse”. Eugenia, in particolare, avrebbe molto da perdere in termini di reputazione, visto che è la co-fondatrice di Anti-Slavery Collective, un'organizzazione benefica che si occupa di vittime di tratta di esseri umani.

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