La principessa Sofia di Svezia: “Sì, ho incontrato Epstein, quand’ero ventenne”
La nuora di re Carl XVI Gustav prende la parola per spiegare la natura del suo rapporto con il finanziere accusato di abusi sessuali e traffico di minori. Assieme al suo, sugli Epstein file ci sono i nomi di altri membri delle famiglie reali europee
Ha preso la parola candidamente, senza sottrarsi alle richieste dei giornalisti riuniti attorno a lei al suo arrivo al Ctrl + Rights Youth Summit a Stoccolma, evento annuale tenuto in concomitanza con il Safe Internet Day, il 10 febbraio. La principessa Sofia, 41 anni, moglie del principe Carl Philip e quindi nuora del re Carl XVI Gustav, ha ammesso di aver conosciuto Epstein quando era ventenne, confermando pubblicamente per la prima volta il nesso che la collega al finanziere condannato per reati sessuali, morto suicida in carcere mentre attendeva il processo per abusi sessuali e traffico di minori. "L'ho incontrato in alcuni contesti sociali. Fortunatamente, è stato solo questo", ha dichiarato la principessa. "Quando ho letto dei terribili crimini che ha commesso oggi contro le giovani donne, sono grata di non aver avuto ulteriori contatti con lui, in seguito". Un modo per dire che con lui non ha davvero mai avuto nulla a che fare. E ha aggiunto: "Il mio pensiero va a tutte le vittime. Spero che venga fatta giustizia". La dichiarazione non fa che confermare quanto annunciato dalla casa reale svedese: la principessa era stata presentata a Epstein quando era solo Sofia Hellqvist, modella e aspirante attrice, in diverse occasioni durante un suo soggiorno negli Stati Uniti, ma prima del suo matrimonio con il principe Carl Phillip. "Non ci si può aspettare che qualcuno ricordi ogni persona che ha incontrato nel corso della propria vita – si legge nella dichiarazione - tuttavia, la principessa Sofia ricorda di aver incontrato Epstein in alcune occasioni, circa 20 anni fa. Desideriamo chiarire che questi incontri hanno avuto luogo in contesti sociali, come un ristorante e una prima cinematografica". Per poi speficicare: "Le notizie secondo cui la principessa avrebbe ricevuto aiuto da Epstein con lezioni di recitazione o con un visto per gli Stati Uniti sono errate. Non è mai stata dipendente da lui in alcun modo, né ha avuto contatti con lui negli ultimi 20 anni". Una dichiarazione si era resa necessaria all’indomani dello scoop pubblicato a dicembre dal quotidiano svedese Dagens Nyheter, che ha pubblicato una serie di email scambiate tra Epstein e la finanziatrice svedese Barbro Ehnbom, in cui si intuiva che il miliardario fosse stato presentato a Sofia quando lei aveva circa vent'anni. Il quotidiano Expressen ha anche pubblicato una foto di gruppo che Ehnbom avrebbe inviato a Epstein per il suo compleanno, nel 2008, che ritrae quattro donne, tra cui Sofia.
Sofia, Mette-Marit, Andrea… tutti i nomi dei reali negli Epstein files
Sono tre le famiglie reali europee associate a vario titolo a una delle storie più orribili e più confuse della storia recente americana: il caso di Jeffrey Epstein, che a sei anni dalla morte per suicidio del finanziere continua a regalare colpi di scena. Per Andrea Mountbatten-Windsor, ex principe e duca di York, quell’amicizia è costata il pubblico disprezzo, la sottrazione di tutti i titoli, lo sfratto e una presa di distanza da parte della sua famiglia; ma non una condanna, perché si è sottratto alla giustizia. Dopo la dichiarazione congiunta della coppia dei principi di Galles, William e Kate - "Siamo molto preoccupati" - anche re Carlo III ha “mostrato profonda preoccupazione” in merito al coinvolgimento del fratello nello scandalo, dichiarandosi disposto a collaborare con la giustizia. Andrea ha sempre negato di aver abusato sessualmente di Virginia Giuffré e per difendersi ha rilasciato un’intervista televisiva rivelatesi un boomerang. La donna sosteneva di essere stata ingaggiata per avere rapporti sessuali con lui in tre occasioni, due quando aveva solo 17 anni, e aveva intentato una causa contro Andrea, che nel 2022 le aveva versato un risarcimento multimilionario senza ammettere alcuna colpevolezza. Giuffré si è suicidata nell’aprile 2025, e la pubblicazione delle sue memorie postume lo scorso novembre, oltre alla desecretazione di nuove tranche degli Epstein files, hanno consegnato ulteriori possibili prove utili a demolire la già debole difesa di Andrea di fronte alle accuse. Anche Sarah Ferguson, ex moglie di Andrea ed ex duchessa di York, c’è dentro fino al collo. Il suo nome si ripete innumeravoli volte, negli Epstein Files, e molte sono le email imbarazzanti che confermano la relazione di amicizia (e di interesse) tra l’ex duchessa e il finanziere, che all’epoca dei messaggi era stato già condannato per traffico sessuali di minori in Florida. Epstein le avrebbe prestato aiuto economico più volte - “Devo pagare 20mila sterline di affitto e non le ho! Aiutami sennò oggi stessovenderanno la storia ai giornali” e lei lo avrebbe ringraziato incensandolo con frasi del tipo: “Sei una leggenda”, “Sei il fratello che avrei sempre voluto”, “Sono al tuo servizio, sposami!”.
Nei medesimi file, nel frattempo, sono emersi altri nomi noti. Come quello di Mette-Marit di Norvegia, moglie dell’erede al trono Haakon e madre del famigerato Marius Borg, a processo per 38 capi di accusa, tra cui 4 per stupro. La principessa ha rilasciato una dichiarazione pubblica in sua difesa: “Ho dimostrato scarso giudizio e mi pento profondamente di aver avuto contatti con Epstein. È semplicemente imbarazzante".
Infine, negli Epstein file è spuntato il nome di re Frederik di Danimarca, ma solo due volte e in una modalità che farebbe escludere la possibilità di un qualche tipo di rapporto tra i due. La prima – secondo quanto riportato dal quotidiano danese Ekstra Bladet - è una email ricevuta da Epstein nel 2012, in cui un uomo di sua fiducia gli scrive di trovarsi in Danimarca per “incontrare il principe ereditario”. Il nome di Frederik spunta poi in un altro documento, una lista degli invitati confermati a una cena alla quale prese parte anche Epstein.