Guerra in Iran, le news di oggi. Bessent: “Il blocco commerciale contro Teheran sta funzionando”
Nella Striscia di Gaza, intanto, proseguono gli attacchi dei droni israeliani: nel campo rifugiati di Nuserait un morto e diversi feriti
Dopo le rivelazioni dei media americani che, nelle ultime settimane, hanno parlato di rappresentanti dell'amministrazione Trump in missione in Europa e in Medio Oriente per chiedere ai governi di non fare affari con Teheran, il ministro del Tesoro, Scott Bessent, ha confermato di aver inviato emissari in tutto il mondo per chiedere l'adozione di misure volte a isolare economicamente l'Iran, esprimendo soddisfazione per una serie di restrizioni che hanno colpito con successo le banche e le compagnie aeree di Teheran.
- Netanyahu sfida l’Onu: “A Gaza nessun genocidio”
- Europa e Paesi del Golfo, alleanza per il futuro: “È urgente accelerare”
- Pezeshkian, il medico mite che si fa falco per trattare senza cedimenti
- I Paesi del Golfo in pressing su Trump: “Risolvi questa crisi”
Iscriviti a "La sottile linea rossa", la nuova newsletter di Gianluca Di Feo
Punti chiave- 11:30
Israele, spostato a dopo il voto la scadenza degli appalti per nuove colonie in Cisgiordania
- 11:03
Gallant: “Prima del 7 ottobre Sinwar fece sapere che le prigioni avrebbero tremato”
Israele, spostato a dopo il voto la scadenza degli appalti per nuove colonie in Cisgiordania
La procuratrice generale di Israele ha spostato a dopo le elezioni la scadenza degli appalti per la costruzione di un nuovo insediamento in Cisgiordania.
L'ufficio di Gali Baharav-Miara ha annunciato in una nota il rinvio di un mese la data limite per la presentazione delle offerte, da oggi al 27 ottobre. Motivo della decisione, si legge in un comunicato, è "ridurre le preoccupazioni per l'uso dell'appalto per la propaganda elettorale". Il progetto per l'insediamento East, a est di Gerusalemme, ha sollevato molte critiche anche a livello internazionale poichè di fatto dividerebbe in due la Cisgiordania e impedirebbe una continuità territoriale di un futuro Stato palestinese.
Gallant: “Prima del 7 ottobre Sinwar fece sapere che le prigioni avrebbero tremato”
L'ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha dichiarato alla Radio militare che prima del massacro del 7 ottobre un avvertimento da parte di Hamas era giunto tramite un canale dello Shin Bet (l'intelligence interna) secondo il quale "Sinwar avrebbe fatto tremare le prigioni". Lo riferisce Army Radio su X.Gallant ha spiegato che si è trattato dell'unico messaggio arrivato allo Shin Bet nei giorni precedenti al 7 ottobre. Secondo l'ex ministro, i servizi di sicurezza ritennero che la vicenda fosse legata a un possibile scambio di prigionieri per Elizabeth Tsurkov, una ricercatrice israeliana rapita da una milizia sciita in Iraq all'inizio del 2023.
10:56Teheran: “Non faremo passi indietro su condizioni per la riapertura di Hormuz”
"Le nostre condizioni sono chiare e qualsiasi passo verso la riapertura dello Stretto di Hormuz dipende dal rispetto di tali condizioni, non faremo passi indietro". Così il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. "Non abbiamo mai chiuso la porta alla diplomazia o ai negoziati, ma allo stesso tempo non rinunceremo ai nostri diritti", ha rimarcato.
10:34Il comandante dell’esercito iraniano: “La guerra non è finita. Siamo pronti"
Il comandante dell'esercito iraniano, Amir Hatami, ha chiarito che la guerra ancora non è finita e che l'instabilità coinvolge tutta la regione. "La guerra non è ancora finita. Dobbiamo continuare a essere pronti ad altri pesanti attacchi delle nostre forze contro il nemico", ha detto a quanto riferito dall'agenzia iraniana Fars.
"Se la regione deve essere insicura, questa insicurezza sarà per tutti", ha avvertito.
"Chiedo a tutti i vicini e ai Paesi della regione di prestare attenzione a questo fatto: avete visto che la cooperazione con gli Stati Uniti non porta sicurezza", ha sottolineato, "la sicurezza nella regione non si realizzerà se non attraverso la rimozione degli Stati Uniti e del regime sionista dalla regione, e quel momento non è lontano".
Idf: “Ucciso l'uomo che rapì Noa il 7 ottobre”
L'esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso a Gaza Saher Nidal Latfi Sakr, descritto come un membro di organizzazioni jihadiste internazionali attive nella Striscia. Secondo l'Idf, Sakr avrebbe fornito armi ad Hamas durante la guerra e avrebbe partecipato all'attacco del 7 ottobre 2023, entrando in Israele e guidando la motocicletta utilizzata per portare nella Striscia Noa Argamani e Avinatan Or, rapiti dal festival musicale Nova.
L'esercito israeliano ha inoltre affermato che, recentemente, Sakr aveva promosso attacchi contro civili israeliani e militari dell'Idf. "È stato eliminato per rimuovere la minaccia che rappresentava", ha dichiarato l'esercito in un post su X.
Araghchi: non arretreremo da nostre condizioni su Hormuz
L'Iran non farà passi indietro sulle condizioni poste agli Stati Uniti per la riapertura dello stretto di Hormuz. A chiarirlo è stato il ministro egli Esteri, Ababs Araghchi, citato dai media iraniani. "Abbiamo già visto una prima reazione del presidente degli Stati Uniti, ma finora non ci è stato ancora trasmesso nulla dai mediatori", ha spiegato a proposito del piano in sette giorni trasmesso a Washington. "In ogni caso, le nostre richieste sono chiare. Qualsiasi passo avanti verso la riapertura dello Stretto di Hormuz dipende dalla realizzazione di queste condizioni e non arretreremo", ha assicurato.
06:24Arabia Saudita, lezioni a distanza per una settimana a causa degli attacchi degli Houthi
Le scuole di Riad passeranno alla didattica a distanza per una settimana, nel pieno di un'intensificazione degli attacchi degli Houthi yemeniti contro l'Arabia Saudita. Le autorità hanno avvisato i genitori degli alunni via mail. "Abbiamo appena appreso dalle autorità saudite che le scuole devono rimanere chiuse per tutta la settimana", si legge nei messaggi visionati dall'Afp, che non specificano il motivo del provvedimento.
04:06“Khamenei ferito fu estratto dalle macerie”
Mojtaba Khamenei era rimasto ferito nel bombardamento americano dell'edificio della Guida suprema Ali Khamenei, e quando si seppe del suo ferimento furono bombardati tre ospedali a Teheran, in uno dei quali si trovava prima di essere estratto dalle macerie il futuro leader dell'Iran. Lo ha raccontato all'emittente del Qatar Al-Araby il membro dell'Assemblea degli esperti iraniani Mohsen al-Haidari. Il religioso ha inoltre rivelato dettagli sulla sessione in cui Mojtaba Khamenei è stato eletto, parlando delle circostanze di sicurezza che hanno accompagnato il processo, del meccanismo seguito dall'Assemblea degli esperti e del ruolo di un comitato segreto incaricato di valutare le personalità idonee ad assumere la carica di Guida suprema. Ha affermato che il nome di Mojtaba è stato proposto per la prima volta nell'Assemblea, al fine di sfidare l'avvertimento del presidente americano che aveva messo in guardia contro l'elezione del figlio di Ali Khamenei, aggiungendo: "Data la posizione del nemico, non scegliamo né eleggiamo un leader se non l'Ayatollah Sayyid Mojtaba Khamenei", che ha ricevuto un ampio sostegno dalla maggioranza dei membri dell'Assemblea degli Esperti. Al-Haidari ha affermato che Mojtaba Khamenei non è stato informato della selezione se non tramite la dichiarazione dell'Assemblea degli Esperti trasmessa via radio, poiché non è previsto che la Guida Suprema venga consultata se è stata scelta dall'Assemblea degli Esperti, ma egli deve, "legalmente e religiosamente", accettare la responsabilità. La votazione si è svolta a scrutinio segreto e Mojtaba Khamenei ha ottenuto 50 voti su 59, contro gli otto voti dello sceicco Al-A'rafi, mentre un membro si è astenuto. Al-Haidari ha negato che l'Assemblea degli Esperti si sia consultata con le Guardie Rivoluzionarie o con qualsiasi altra entità prima di eleggere la nuova Guida Suprema. Al-Haidari ha affermato che il Consiglio degli Esperti per la leadership non si è incontrato con la nuova Guida suprema dalla sua elezione a causa di circostanze di sicurezza, sottolineando che i membri del consiglio e la nuova Guida suprema sono ancora a rischio ed è nell'interesse del consiglio non tenere un incontro allargato tra di loro finché i contatti o gli incontri individuali possono essere condotti in segreto.
02:30Teheran: “Pronti a attaccare le navi Usa anche nell’Oceano Indiano”
"Se dovesse scoppiare un'altra guerra, attaccheremo i cacciatorpediniere americani anche nell'Oceano Indiano". Lo ha affermato, riporta Al-Jazeera, l'ufficiale per gli affari politici della marina iraniana. "Se Trump considera lo Stretto di Hormuz di sua proprietà, perché le sue navi da guerra non vi sono dislocate? Le affermazioni secondo cui decine di petroliere attraversano quotidianamente Hormuz non corrispondono alla realtà".
02:27Bessent: “Il blocco commerciale contro l’Iran sta funzionando”
Dopo le rivelazioni dei media americani che, nelle ultime settimane, hanno parlato di rappresentanti dell'amministrazione Trump in missione in Europa e in Medio Oriente per chiedere ai governi di non fare affari con Teheran, il ministro del Tesoro, Scott Bessent, ha confermato di aver inviato emissari in tutto il mondo per chiedere l'adozione di misure volte a isolare economicamente l'Iran, esprimendo soddisfazione per una serie di restrizioni che hanno colpito le banche e le compagnie aeree iraniane. "Su mia istruzione, squadre sono state inviate in tutto il mondo per discutere con i Paesi e chiedere misure contro il regime iraniano", ha scritto Bessent su X. "Questi sforzi stanno dando i loro frutti". Il Segretario al Tesoro ha citato la sospensione dei voli della compagnia privata iraniana Mahan Air da parte di Turchia e Oman, nonché lo stop a tutti i voli delle compagnie iraniane da parte degli Emirati Arabi Uniti. Abu Dhabi aveva annunciato giovedì questa misura per adeguarsi alle nuove sanzioni americane. Bessent ha sottolineato le misure adottate contro alcune banche iraniane.
02:24Media: “L’ex guardaspalle di un leader di Hamas ottenne la cittadinanza britannica e pianificò attentati contro gli ebrei”
Il Regno Unito ha concesso la cittadinanza alla guardia del corpo di un leader di Hamas. In seguito l'uomo avrebbe "pianificato atti di terrorismo". Lo scrive il britannico Sunday Times, sul suo sito. 'Mr. X' - così viene chiamato dal giornale - è accusato di aver coordinato attacchi antisemiti in Europa dalla periferia inglese, dove risiedeva con lo status di rifugiato. Alla notizia dà risalto KanNews: l'ex guardia del corpo del defunto leader di Hamas Ismail Haniyeh ha ottenuto la cittadinanza britannica e in seguito ha pianificato un attacco contro gli ebrei in Europa, scrive la testata israeliana. Secondo gli investigatori viveva in Inghilterra ed era stato coinvolto in attività di contrabbando prima di essere implicato in un importante complotto terroristico sventato l'anno scorso e che aveva come obiettivo gli ebrei di Berlino o Vienna.
02:20Hamas tende la mano a Abu Mazen: “Ricostruiamo l’unità nazionale”
Il capo dell'ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayya, ha chiesto al presidente palestinese Mahmoud Abbas un incontro per gettare le basi di un programma e raggiungere l'unità nazionale, sottolineando la disponibilità del movimento ad attuare la tabella di marcia per la Striscia di Gaza come un pacchetto completo e chiedendo un impegno internazionale per costringere Israele ad attuarla. Riguardo alle elezioni palestinesi, Al-Hayya ha affermato che il movimento ha accettato di parteciparvi e che i dialoghi con le fazioni e le personalità nazionali hanno portato a un'alleanza elettorale, le cui liste sono in fase di preparazione e che rimane aperta alle altre componenti palestinesi. Riguardo all'accordo di Gaza e alle fasi successive, Al-Hayya ha affermato che Hamas esige l'attuazione di quanto concordato nella tabella di marcia e obbliga l'occupazione israeliana a rispettarla. Ha spiegato che, dopo mesi di dialogo, il movimento ha accettato la tabella di marcia presentata da Nikolay Mladenov e dai mediatori, ed è pronto ad entrare nei dettagli dell'attuazione e a stabilire una tempistica. Al-Hayya ha inoltre rivelato di aver incontrato funzionari americani più di quattro volte negli ultimi due anni e che il movimento si era offerto di mediare tra le parti in conflitto in Yemen.
Araghchi: “Le nostre condizioni sono chiare, aspettiamo Trump”
Teheran non ha ancora ricevuto una risposta dai mediatori sulla propria proposta di tregua per la riapertura dello Stretto di Hormuz e attende che Washington comunichi la propria posizione per assumere ogni decisione. In un'intervista all'agenzia di stampa statale Irna, citata da Iran International, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha spiegato: "Abbiamo visto la prima reazione del presidente degli Stati Uniti, ma non ci è stato ancora comunicato nulla dai mediatori" e riferendosi alle dichiarazioni di Trump, ha aggiunto che il presidente degli Stati Uniti ha rilasciato "molte dichiarazioni, sia positive che contraddittorie" e che Teheran attende che la posizione definitiva di Washington venga comunicata tramite i mediatori per poter prendere una decisione. Araghchi, inoltre, ha sottolineato che le condizioni poste dall’Iran per l'apertura di Hormuz sono "chiare" e che Teheran non intende cedere. "L'unica via d'uscita da questa situazione di stallo è una soluzione negoziata".
Media: “Udite esplosioni nello stretto di Hormuz”
L'agenzia di stampa irachena Naya News Agency, affiliata all'asse iraniano, ha riportato di aver udito delle esplosioni vicino all'isola di Qeshm, nello stretto di Hormuz, nel sud dell'Iran. Secondo il comunicato, la causa delle esplosioni è ancora sconosciuta. Lo riporta Ynet.
00:01Un morto in raid Idf su campo di Nuseirat a Gaza
Un palestinese è morto e altri sono rimasti feriti a causa di un bombardamento israeliano nel campo rifugiati di Nuseirat nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che droni israeliani hanno preso di mira il sito vicino alla Torre Al-Nouri, a ovest del campo.