Assemblea generale dell’Onu, attesa per il discorso di Pezeshkian. Oggi parleranno anche Zelensky e Milei
La Repubblica

Assemblea generale dell’Onu, attesa per il discorso di Pezeshkian. Oggi parleranno anche Zelensky e Milei

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Mercoledì 23 settembre 2026
2 visualizzazioni

Al Palazzo di Vetro 200 leader si riuniscono per il secondo giorno. Dopo l’intervento fiume di Donald Trump di ieri, con le minacce a Teheran, ora tocca al presidente iraniano rispondere

Si apre la seconda giornata dell’81esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite dopo l’inizio dei lavori ieri con il discorso fiume di Donald Trump. Attesa oggi per l’intervento del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, poi parleranno anche Volodymyr Zelensky, il siriano Ahmed Al Sharaa e l’argentino JavierMilei.

Punti chiave 15:52

Presidente Lettonia: “Minacce ibride pericolose come guerre convenzionali”

"A volte le chiamiamo minacce ibride, ma suona innocuo quanto le auto ibride. In realtà, quelle minacce alla pace e alla sicurezza internazionali sono pericolose quanto le guerre convenzionali". Lo ha detto il presidente della Lettonia, Edgars Rinkevics, parlando all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

15:42

Presidente Lettonia: “Ordine mondiale sta crollando, tutti sulla stessa barca”

"L'ordine mondiale sta crollando" perché "l'ordine basato sulle regole che ha portato stabilità è sottoposto a crescenti pressioni" e le minacce un tempo lontane si stanno avvicinando. È l'avvertimento con cui il presidente della Lituania, Edgars Rinkevics, ha aperto il suo discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, citando le guerra in Ucraina e in Medioriente. "Neanche la natura rispetta i confini. Le ondate di calore non si fermano ai posti di blocco. Il livello dei mari minaccia di innalzarsi" e "il pericolo è altrettanto reale in montagna", dove "un fiume può trasformarsi in un'inondazione mortale", ha proseguito Rinkevics citando le inondazioni avvenute in Nepal, sottolienando che "il cambiamento climatico non conosce confini né nazionalità". "Siamo tutti sulla stessa barca. Forse l'Arca di Noè non è più solo una storia biblica", ha affermato, aggiungendo che la lezione di quanto sta accadendo sembra essere che "nessuno di noi può affrontare le minacce da solo".

15:33

Polemiche in Iran per un diplomatico iraniano in sala mentre ieri parlava Trump

Sta creando non poche polemiche in Iran la decisione del ministero degli Esteri di lasciare un diplomatico nella grande aula dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite mentre parlava Donald Trump, ieri. Il ministro stesso, Abbas Araghchi, si era alzato ed era uscito, così come la sua delegazione, in evidente segno di protesta per l'attacco americano. Ma un rappresentante del Paese è rimasto seduto nel settore iraniano. E non è passato inosservato, soprattutto nei settori più restii a trattare con gli Stati Uniti. Come i Guardiani della rivoluzione. A dar voce allo scontento, tra gli altri, è stata la televisione pubblica Irib che in un lungo editoriale del suo sito ha respinto le argomentazioni del ministero degli Esteri. Il portavoce di Araghchi, Esmail Baqaei, aveva spiegato così la decisione: "Il seggio dell'Iran in un luogo come l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite è la nostra roccaforte". Dunque, aveva sottolineato, i diplomatici devono monitorare gli sviluppi e mantenere il presidio. "Questa tesi è comprensibile dal punto di vista della diplomazia, ma è proprio qui che si può sollevare la critica: non ogni roccaforte è necessariamente un baluardo su cui sedersi", ha sottolineato Irib. "La presenza attiva dell'Iran nelle Nazioni Unite è essenziale; è necessario partecipare a riunioni, consultare i paesi, monitorare le posizioni degli Stati Uniti e trasmettere la narrazione iraniana al mondo. Ma essere alle Nazioni Unite e stare in sala quando il paese è minacciato di distruzione sono due cose diverse", ha sottolineato. "A volte una sedia vuota è la risposta diplomatica più chiara", ha avvertito. Nel mirino sembra esserci proprio Araghchi, così come il presidente Massoud Pezeshkian, criticati neppure tanto velatamente anche in un altro editoriale dell'agenzia Fars, vicina ai Pasdaran.

15:27

Al via l'incontro tra Rubio e Lavrov a margine dei lavori

E' in corso l'incontro tra il segretario di Stato americano, Marco Rubio, e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, a margine dei lavori dell'Assemblea generale dell'Onu a New York.

Russia's FM Sergey #Lavrov & US Secretary of State @SecRubio hold a meeting on the sidelines of the High-Level week of the 81th Session of the UN General Assembly.

New York, September 23
#RussiaUSA#UNGA81pic.twitter.com/GAKkD6e4lR

— MFA Russia (@mfa_russia) September 23, 2026
15:22

Al-Sharaa critica gli attacchi di Israele: “Golan resterà un territorio siriano”

Qualsiasi tentativo che violi la nostra sovranità o il diritto internazionale sarà bloccato. Il Golan rimarrà territorio siriano. Ogni altro tentativo sarà sventato, in conformità con la risoluzione 497 del Consiglio di Sicurezza". Lo ha dichiarato il presidente siriano, Ahmed al-Sharaa, nel suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu a New York. "Questa risoluzione è chiara e chiedo ai nostri partner di rispettare il diritto internazionale e la risoluzione stessa. Il mondo accoglie con gioia il nostro ritorno, eppure Israele sta lanciando attacchi contro la Siria. Si contano 500 attacchi aerei, oltre 1.200 incursioni e 300 arresti. Ciò è in contrasto con la tendenza che osserviamo a livello globale. Evoca un'epoca che credevamo ormai superata", ha aggiunto. "Siamo impegnati a rispettare l'accordo del 1974. Chiediamo il ritiro delle forze israeliane sulle linee dell'8 dicembre 2024.
Respingiamo i tentativi israeliani di imporre il fatto compiuto. Respingiamo le loro aggressioni, che minano la pace e la sicurezza. L'opportunità di pace e sicurezza è aperta a coloro che desiderano vivere in pace, una pace giusta che tuteli i diritti di tutti", ha evidenziato ancora il leader islamista.

15:17

Al-Sharaa: “La Siria ora sta risorgendo, finita la distruzione”

"Un anno fa, mi sono presentato davanti a voi in rappresentanza del mio popolo per la prima volta dopo 60 anni. Ho ricordato la vittoria della nostra gente e ho sottolineato che si tratta di una vittoria per il mondo intero; oggi vi espongo i fatti e i risultati raggiunti, illustrando la svolta che abbiamo ottenuto. L'anno scorso ho detto che la Siria era tornata; oggi affermo che la Siria sta risorgendo". Lo ha dichiarato il presidente siriano, Ahmed al-Sharaa, nel suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu a New York. "Nel nostro cammino di lotta tra il bene e il male, abbiamo posto fine allo spargimento di sangue e alla distruzione. La Siria ha avviato il percorso di ricostruzione e ripresa. Il Paese si è riunificato. Abbiamo assunto il controllo degli armamenti e ricostruito le istituzioni militari e civili. Le sanzioni sono state revocate e i progetti di ricostruzione sono proseguiti. Abbiamo combattuto il traffico di droga e ci siamo concentrati sulla giustizia di transizione, facendo luce sulla sorte dei dispersi. Abbiamo trasformato la nostra visione in azioni concrete", ha aggiunto. "Abbiamo stretto partenariati, concentrandoci principalmente sul futuro e sul benessere del nostro popolo. Puntiamo sulla ricostruzione, facendo leva sulla libera volontà della nostra gente e sulla nostra indipendenza", ha evidenziato ancora il leader islamista.

15:09

Al via la seconda giornata dell’Assemblea, parla Al-Sharaa

Il presidente siriano, Ahmed al-Sharaa, ha aperto la seconda giornata di dibattito all'Assemblea generale dell'Onu. Tra gli interventi attesi ci sono quelli dei presidenti iraniano, Masoud Pezeshkian, e ucraino, Volodymyr Zelensky.

15:04

Parlamentare iraniano: “Incontro Trump-Pezeshkian? Penso ci sarà”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian incontrerà Donald Trump a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Ne è convinto il parlamentare iraniano Ahmad Bakhshayesh Ardestani. "Penso l'incontro tra i due presidenti ci sarà", ha detto in un'intervista pubblicata oggi dal sito di notizie Didban nel giorno dell'intervento di Pezeshkian.

Colloqui di diverse ore tra rappresentanti di Usa e Iran, con la mediazione del Qatar, si sono già tenuti ieri a New York. Trump ha parlato di un "incontro molto produttivo" che ha visto coinvolti Steve Witkoff e Jared Kushner con interlocutori iraniani. A rappresentare Teheran c'era, secondo i media iraniani, il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi.

14:28

Gli Usa convocano oggi evento su IA a margine dell'Assemblea dell’Onu

L'amministrazione Trump convoca oggi un evento di alto livello sull'intelligenza artificiale a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite: lo riferisce la Cnn. L'evento statunitense, al quale sono stati invitati numerosi Paesi, si svolge in un momento in cui le questioni relative all'intelligenza artificiale e alla sicurezza hanno assunto una nuova urgenza, a fronte dei gravi avvertimenti sulla potenziale minaccia esistenziale rappresentata dall'intelligenza artificiale.
L'evento statunitense si tiene lo stesso giorno della riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull'intelligenza artificiale e la sicurezza, per discutere i rischi percepiti dalle aziende e dai dirigenti del settore. Il ceo di OpenAI, Sam Altman, dovrebbe intervenire a tale riunione, secondo quanto riferito a Cnn da un portavoce di OpenAI.

14:17

La sessione inizia alle 15, ecco quali interventi sono previsti

La sessione avrà inizio alle 15 italiane, ecco l'ordine previsto degli interventi nella seconda giornata dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ahmad Al-Sharaa, presidente della Siria; Edgars Rinkevics, presidente della Lettonia; Nicuşor-Daniel Dan, presidente della Romania; Evariste Ndayishimiye, presidente del Burundi; Masoud Pezeshkian, presidente dell’Iran; Santiago Peña, presidente del Paraguay; Petr Pavel, presidente della Repubblica Ceca; Javier Milei, presidente dell’Argentina, Alar Karis, presidente dell’Estonia; José Ramos-Horta, presidente di Timor Est; Mohamed al-Menfi, presidente della Libia; Surangel Whipps, presidente di Palau; Nikos Christodoulides, presidente di Cipro; Luis Abinader, presidente della Repubblica Dominicana; Duma Boko, presidente del Botswana; Daniel Noboa, presidente dell’Ecuador; Volodymyr Zelenskyy, presidente dell’Ucraina; Iliana Iotova, presidente della Bulgaria; Faustin-Archange Touadéra, presidente della Repubblica Centrafricana; José Raúl Mulino, presidente di Panama; Taye Atske Selassie Amde, presidente dell’Etiopia.

Condividi questo articolo