La moda alle Olimpiadi: promossi e bocciati alla cerimonia di inaugurazione
La Repubblica

La moda alle Olimpiadi: promossi e bocciati alla cerimonia di inaugurazione

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Venerdì 6 febbraio 2026
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Costumi, mise da gran sera, grandi stilisti ed effetti speciali. Lo stile italiano domina anche alla grande festa di apertura dei giochi a San Siro

Ci siamo, con la cerimonia di venerdì sera a Milano nello stadio di San Siro, sono iniziate le Olimpiadi invernali. E tra effetti speciali, ospiti a sorpresa, apparizioni e sparizioni, la moda ancora una volta ha tenuto banco. D’altronde, siamo nella capitale dello stile. E perciò, di stile parliamo. Iniziando dall’omaggio alle sculture di Antonio Canova: non possiamo che apprezzare le decine di variazione sul tema delle toghe, nelle diverse sfumature di bianchi e laminati. Non ci disturbano nemmeno gli orli tagliati al vivo.

Matilda De Angelis

Nei panni di una donna un po’ diva, un po’ direttrice d’orchestra. L’optical è sempre una certezza, ci sta. Dopodiché, giù di colori: è un attimo che da un concetto minimal chic si passa a un’allegra caciara in technicolor. Il costumista Massimo Cantini Parrini sa quello che fa.

Raffaella Carrà

In pantaloni a zampa d’elefante oro? Sconvolgente. Scherziamo, ci piace anche lei.

Mariah Carey

Da diva qual è, è in abito bianco, ricoperto di cristalli e immensa stola di piume. La mise è opera di Fausto Puglisi, direttore creativo di Roberto Cavalli. Momento di orgoglio italico.

L’omaggio a Giorgio Armani con Vittoria Ceretti

Una sfilata tricolore che celebra un italiano immenso scomparso lo scorso settembre, Giorgio Armani: lo stilista (che da anni veste la nazionale italiana con EA7) aveva lavorato a questa parte della cerimonia in prima persona, studiando i completi bianchi rossi e verdi. Ed è suo anche il vestito indossato dalla supertop Vittoria Ceretti, portabandiera della cerimonia: lo aveva disegnato per la sfilata di alta moda Armani Privé dello scorso luglio, ma poi non era andato in passerella. Un omaggio bello e giusto a un gigante. Una curiosità: la prima delle modelle in tailleur bianco è Agnese Zogla, la preferita del designer. Noi modaioli siamo un po’ commossi, non lo neghiamo.

Laura Pausini e Pierfrancesco Favino

Laura Pausini intona l’inno con un look da pin-up gotica molto giusto. Ma dopo lei, il completo classico di Pierfrancesco Favino pare un po’ mesto. Elegante, ma mesto. Tanto più che è subito seguito da una serie di ballerini molto più… stampati. I motivi dei loro costumi rappresentano il legame tra città e montagna. Ok.

E finalmente arrivano gli atleti. Nota a margine, le ragazze che portano i nomi delle nazioni sono un mix tra Cenerentola e un Bibendum laminato. Bonus per Mace in console che ha trasformato la sfilata delle squadre in un rave. Moderato, ma rave. Il Brasile, vestito Moncler Grenoble, se la ballano alla grandissima. Notevole l’effetto delle giacche con l’interno stampato con la bandiera nazionale.

In materia di simbolismi e tradizioni, i canadesi tengono a farci sapere che loro amano l’acero. Tanto. E le divise di Lululemon lo dimostrano. Le divise della Repubblica Ceca si piazzano tra Mondrian e un graffitaro daltonico. Scelta interessante. La Colombia regala emozioni: allegri, colorati, riconoscibili. Pochi ma buoni. Bravi!

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