L’allarme di Gratteri: “Tossicodipendenti ai domiciliari, così le mafie possono sfruttare la riforma”
Entra in vigore la legge che consente ai detenuti con dipendenza da droghe o alcol di scontare ai domiciliari in una comunità le condanne residue fino a 8 anni di reclusione, quattro in casi di reati più gravi. Per il procuratore è “un indulto mascherato”