Guerra in Iran, le news di oggi. Ft: “Teheran valuta attacco a obiettivi militari Usa in Europa”
La Repubblica

Guerra in Iran, le news di oggi. Ft: “Teheran valuta attacco a obiettivi militari Usa in Europa”

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Martedì 18 agosto 2026
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A Dubai torna l’allerta: “Intercettati due missili iraniani”. Araghchi: “L’ostacolo all’accordo con gli Usa è Israele”. Attacco in Libano

Scaduti tregua e il memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti, oggi sono ricominciati gli attacchi iraniani contro gli Emirati, ma Teheran nega: “Accuse infondate”. Teheran, secondo rivelazione del Financial Times, sta valutando la possibilità di attaccare obiettivi militari statunitensi in Europa qualora il presidente Donald Trump intensificasse il conflitto. Le forze iraniane hanno analizzato l'opzione di attaccare infrastrutture statunitensi in Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l'utilizzo della sua base aerea di Bezmer per il rifornimento in volo degli aerei Usa, o a Cipro. La tv libanese Al-Mayadeen ha riferito che l'aviazione israeliana ha colpito la periferia della città di Qantara.

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Punti chiave 10:30

Comandante dell'esercito libanese: “Idf non rispetta l'accordo quadro”

"Le forze armate libanesi proseguono, nei limiti dei mezzi disponibili, nell'esecuzione di tutti i compiti legati all'accordo quadro siglato con Israele e gli Stati Uniti, ma le forze di occupazione israeliane continuano nei loro attacchi e nelle violazioni degli accordi in vigore": lo ha denunciato il comandante in capo dell'esercito libanese, Rodolphe Haykal, secondo quanto riferisce un comunicato dell'Agenzia nazionale d'informazione. La dichiarazione è stata rilasciata durante un incontro a Yarzé con il presidente dell'American Task Force for Lebanon (Atfl) ed ex ambasciatore statunitense in Marocco, Edward Gabriel. L'incontro arriva mentre proseguono nel sud del Libano occupato le violazioni israeliane dell'accordo di cessate il fuoco, denunciate a più riprese dalle autorità di Beirut.

10:00

Cnn, 80% transiti Hormuz fuori da controllo Teheran

Gli Stati Uniti stanno guadagnando terreno nella battaglia per il controllo dello Stretto di Hormuz, mentre l'Iran avrebbe perso almeno in parte la capacità di imporre le proprie condizioni sulla strategica via d'acqua.
E' quanto emerge dai dati di Kpler, società specializzata nel monitoraggio del traffico marittimo attraverso transponder e satelliti, citati dalla Cnn. Nelle ultime due settimane oltre l'80% delle navi che hanno attraversato Hormuz ha utilizzato la rotta omanita, un corridoio di navigazione autorizzato dall'Onu al quale Teheran si oppone fermamente. Nonostante l'Iran abbia attaccato decine di navi che hanno tentato di transitare lungo la costa settentrionale dell'Oman, la maggior parte delle imbarcazioni avrebbe scelto recentemente di ignorare le richieste iraniane, facendo affidamento sulla protezione delle forze navali americane. "Sembra sempre più che l'Iran abbia perso almeno parzialmente il controllo dello Stretto", ha affermato Homayoun Falakshahi, responsabile dell'analisi sul greggio di Kpler. La situazione è cambiata nettamente rispetto a un mese fa, quando Kpler non registrava praticamente alcun traffico lungo la rotta omanita. Il calo dei transiti lungo il percorso preferito da Teheran avrebbe inoltre impedito all'Iran di riscuotere i pedaggi sulle navi, come aveva fatto in primavera.

09:56

Ghalibaf visita l'Iraq: “La resistenza va oltre i confini dell'Iran, è ora globale”

"La resistenza è andata oltre i confini dell'Iran, dell'Iraq e della regione ed è diventata globale". Lo ha affermato il presidente del Parlamento di Teheran e capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, parlando con i giornalisti dopo essere arrivato in Iraq, dove si trova in visita ufficiale. "Hanno compreso il potere della resistenza iraniana durante la guerra del Ramadan", ha aggiunto Ghalibaf, come riporta l'agenzia Fars, facendo riferimento al conflitto esploso con gli Stati Uniti e Israele il 28 febbraio. "Assisteremo a un nuovo ordine nel futuro della regione", aveva detto Ghalibaf poco prima di partire per il viaggio, dichiarando che in Iraq aveva in programma un incontro con il presidente iracheno, Nizar Amedi, e con altri alti funzionari.

09:34

Ft: “Iran valuta obiettivi militari Usa in Europa in caso di escalation”

L'Iran ha valutato la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa meridionale e sud-orientale qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto, riferisce il Financial Times, citando due persone vicine al regime di Teheran. Secondo le fonti del quotidiano, le forze iraniane hanno preso in esame possibili attacchi contro asset Usa in Paesi come la Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l'uso della base aerea di Bezmer per il rifornimento di aerei militari statunitensi. Anche Cipro sarebbe stata considerata, dopo che una base britannica sull'isola è stata colpita da un drone a marzo.

08:37

L'Iran avverte i Paesi del Golfo: “Non aiutate le forze Usa”

L'Iran avverte i Paesi del Golfo di non assistere le forze militari statunitensi, sostenendo che qualsiasi forma di collaborazione equivarrebbe a un coinvolgimento nel conflitto. L'avvertimento è stato lanciato da Ali Abdollahi, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, secondo quanto riferisce Al Jazeera. In una dichiarazione rilanciata dall'agenzia iraniana Fars, Abdollahi ha affermato che nulla di quanto avviene nella regione è "nascosto ai nostri occhi". Il generale ha citato in particolare la presenza di numerosi velivoli militari, soprattutto aerei per il rifornimento in volo, nelle basi della regione, sostenendo che sarebbe difficile spiegare tale presenza senza la conoscenza dei Paesi che ospitano le strutture.
"Avvertiamo: qualsiasi assistenza e facilitazione all'esercito aggressore degli Stati Uniti equivale alla partecipazione alle forze militari statunitensi", ha dichiarato Abdollahi, secondo Al Jazeera.

08:33

Hamas, il raid israeliano mina il piano di pace

Hamas e Jihad islamica accusano Israele di minare il processo di pace a Gaza dopo un raid aereo israeliano che ieri ha ucciso almeno sei persone, tra cui un bambino di 13 anni e suo padre, e ne ha ferite più di una dozzina, secondo i medici dell'ospedale al-Shifa. Lo riporta la Cnn citando una dichiarazione congiunta in cui i due gruppi hanno definito l'attacco una "chiara sfida agli sforzi dei mediatori" per consolidare e attuare l'accordo di cessate il fuoco, chiedendo maggiori pressioni per fermare quelle che definiscono violazioni israeliane. L'esercito israeliano ha affermato di aver colpito "diversi comandanti di Hamas". Secondo una fonte di Hamas citata dalla Cnn, l'obiettivo era invece una squadra di supporto logistico incaricata, nell'ambito dell'attuale accordo di tregua, di raccogliere e stoccare le armi. Il raid è avvenuto un giorno dopo che l'inviato Usa Jared Kushner aveva esortato il premier israeliano Benyamin Netanyahu a contenere gli attacchi quasi quotidiani sulla Striscia, che secondo la Cnn hanno causato oltre 1.200 morti dall'inizio del cessate il fuoco in ottobre. Anche il presidente Usa Donald Trump, in un'intervista a Fox News lunedì, aveva detto che Israele dovrebbe smettere di colpire Gaza.

08:28

Libano, nella notte nuovi attacchi israeliani nel Sud

Durante la notte, gli attacchi israeliani hanno preso di mira la zona della collina di Ali al-Taher, nel distretto di Nabatieh, in Libano, secondo quanto riportato dall'Agenzia Nazionale di Stampa libanese. L'agenzia ha diffuso una foto che sembra mostrare un'esplosione nella zona, ma non ha segnalato vittime. In precedenza, le forze israeliane avevano effettuato una serie di bombardamenti in diverse città del Libano meridionale, demolizioni a Haddatha e attacchi di artiglieria a Majdal Zoun e nelle valli circostanti.

07:19

Media, nuovo battaglione Usa con Patriot a Guam da ottobre

L'esercito Usa attiverà a Guam da ottobre un nuovo battaglione di difesa aerea equipaggiato con sistemi Patriot e con gli Enduring Shield. Lo riferisce The War Zone (Twz), citando quanto dichiarato dal colonnello Matt Dalton, vicecomandante del 94th Army Air and Missile Defense Command, durante un convegno sulla difesa spaziale e missilistica a Huntsville, in Alabama. Secondo Dalton, circa 120 militari sono già presenti sull'isola in vista dell'attivazione del 3rd Battalion, 43rd Air Defense Artillery Regiment. Un portavoce dell'esercito Usa, interpellato da Twz, ha inoltre confermato che l'unità disporrà sia dei Patriot sia dei sistemi Ifpc, di cui gli Enduring Shield fanno parte. I sistemi saranno integrati nella difesa dell'isola contro diverse minacce aeree.Il nuovo battaglione fa parte del rafforzamento della difesa di Guam, territorio considerato strategico per le operazioni militari Usa nel Pacifico occidentale.

05:21

Hamas: da Israele "escalation intenzionale"

Hamas afferma di essere impegnata a raggiungere un accordo per il cessate il fuoco a Gaza, accusando al contempo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di minare i negoziati.
In una dichiarazione rilasciata dopo un attacco israeliano a Gaza City in cui sono morti sette palestinesi, tra cui un bambino, il gruppo ha definito il "massacro" una "intenzionale escalation".
Hamas ha anche affermato di ritenere che Netanyahu stia deliberatamente ostacolando gli sforzi internazionali per promuovere il piano di pace di Trump per Gaza. "La tempistica del crimine", si legge nella dichiarazione, "successiva ai recenti colloqui al Cairo e agli sforzi di mediazione in corso, dimostra senza ombra di dubbio l'intenzione di Netanyahu di sabotare i negoziati". Il gruppo ha chiesto all'amministrazione statunitense, ai mediatori e ai garanti "di fare pressione sul governo israeliano affinchè rispetti l'accordo, ponga fine ai suoi crimini e impedisca a Netanyahu di ostacolare l'accordo di Sharm el-Sheikh".

02:36

Damasco scrive all'Onu: “Stop all’aggressione israeliana”

La Siria ha condannato fermamente "l'aggressione israeliana" per gli otto raid aerei contro l'aeroporto militare di Abu al-Duhur a Idlib, in lettere inviate al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Presidente del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Lo scrive l'agenzia di stampa statale siriana SANA. Le lettere affermano che i continui attacchi israeliani iniziati l'8 dicembre 2024, inclusi bombardamenti, incursioni e rapimenti, sono proseguiti "nonostante la moderazione siriana" e stanno ostacolando gli sforzi per la stabilità, minacciando al contempo la regione con ulteriori tensioni. La Siria ha chiesto l'immediata cessazione degli attacchi e ha esortato Israele ad attuare l'accordo di disimpegno del 1974.

02:30

Siria, Erdogan: affermazioni di Netanyahu infondate

La Turchia ha respinto le affermazioni dell'ufficio del Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, secondo cui Ankara si starebbe preparando a schierare forze in Siria, il giorno dopo che Israele ha colpito una base aerea nel Paese. "Le affermazioni infondate fatte dall'ufficio del Primo Ministro israeliano mirano a legittimare gli attacchi aerei illegali di Israele, che violano la sovranità e l'integrità territoriale della Siria", si legge in una dichiarazione dell'ufficio del Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan.

00:39

Funzionario Usa: “'Trump cambia strategia con l’Iran, blocca colloqui e punta a soffocarlo gradualmente”

Un funzionario statunitense ha riferito alla Cnn che Washington ha informato gli alleati di essere in procinto di modificare la propria strategia nei confronti dell'Iran. Il presidente Donald Trump, in particolare, ha ordinato agli alti funzionari della sua amministrazione di interrompere i colloqui con Teheran. La nuova strategia è di passare dall'obiettivo di "colpire duramente l'Iran il prima possibile" a quello di "soffocarlo gradualmente", stando a quanto riferito da una fonte informata sulla questione.

00:29

Media: attacchi aerei di Israele nel sud del Libano

La tv libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, ha riferito che l'aviazione israeliana ha colpito la periferia della città di Qantara, nella zona di Ali Taher, e Dohat Kafr Ruman, nel Libano meridionale.

00:17

Teheran perde il controllo di Hormuz, 80% transiti lungo rotta omanita

Nonostante i proclami, l'Iran sta progressivamente perdendo il controllo dello Stretto di Hormuz. Lo rileva la Cnn, riferendo che secondo Kpler, società che monitora il movimento delle navi tramite transponder e dati satellitari, oltre l'80% dei transiti attraverso lo stretto nelle ultime due settimane è avvenuto lungo la rotta omanita, un corridoio di navigazione autorizzato dall'Onu a cui l'Iran si oppone con veemenza. Teheran, sostenendo di avere il controllo dello stretto, ha attaccato decine di navi che tentavano di percorrerlo passando al largo della costa settentrionale dell'Oman.

00:16

Iran nega di aver lanciato missili contro gli Emirati: “Accuse infondate”

Il portavoce del ministero degli Affari Esteri iraniano Esmail Baghaei ha negato che Teheran abbia responsabilità nell'attacco missilistico lanciato oggi contro gli Emirati Arabi Uniti. Il portavoce ha "respinto categoricamente le accuse degli Emirati Arabi Uniti secondo cui l'Iran avrebbe lanciato missili verso il loro Paese, esprimendo rammarico per le accuse rivolte alla Repubblica Islamica dell'Iran e definendo tale comportamento contrario al principio del buon vicinato e dannoso per gli sforzi in corso per rafforzare la fiducia tra i paesi della regione e per prevenire l'aumento dell'insicurezza nella regione". Lo riporta l'agenzia iraniana Fars.

00:16

Israele conferma raid, Damasco ha violato accordi

Israele conferma di essere responsabile dei raid aerei notturni contro un aeroporto militare siriano dove la Turchia stava pianificando di schierare delle forze. Lo dice l'ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. "Israele e la Siria avevano concordato uno status quo in materia di sicurezza, che la Siria stava per violare consentendo alle truppe turche di schierarsi in una base aerea vicino ad Aleppo", afferma l'ufficio di Netanyahu. Israele "ha ripetutamente avvertito la Siria che un simile dispiegamento rappresenterebbe una minaccia per la sicurezza di Israele e la Siria ha scelto di ignorare questi avvertimenti", afferma l'ufficio del primo ministro israeliano, aggiungendo che Israele "non tollererà minacce alla sua sicurezza e accoglierebbe con favore un ritorno allo status quo". Fonti turche hanno negato ripetutatmente nel corso della giornata la volontà di Ankara stabilire una presenza militare nella base colpita.

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