“La famiglia reale era pronta al possibile arresto della Principessa Anna”. Si dichiarò colpevole
Un ex impiegato a Palazzo ha raccontato ogni dettaglio della condanna inflitta alla figlia di Elisabetta II, sorella di Re Carlo III, che oggi compie 76 anni
La famiglia reale ha un protocollo per tutto, è noto. Dagli incontri formali ai funerali, che gli stessi “protagonisti” progettano nei particolari fin dalla giovanissima età. Non stupisce quindi la rivelazione di un’ex dipendente della British Royal Household, consegnata al quotidiano The Sun: “Avevamo studiato un protocollo da seguire nel caso in cui la principessa Anna venissearrestata”. Con il senno del poi, sarebbe stato più utile impiegare le risorse del Palazzo in un piano utile a gestire la situazione qualora fosse stato suo fratello, il principe Andrea, a rischiare condanne e arresto. Invece, curiosamente la storia è andata in maniera diversa.
Perché la principessa Anna è finita in tribunale e rischiava l’arresto?
Alisa Anderson, ex addetta stampa della Regina Elisabetta, ha raccontato ai giornalisti Matt Wilkinson e Phil Dampier di The Sun che era stato dato mandato di preparare un protocollo ad hoc da applicare non solo in caso di rapimento (un tentativo c’era stato, nel 1974, ve lo raccontiamo qui), ma anche in caso di arresto e condanna dell’unica figlia della regina Elisabetta II e di quali misure avessero messo in campo per prepararsi a questa eventualità, a quanto pare non così remota. Una denuncia, in effetti, c’era stata, e non di poco conto. Uno dei suoi cani, un English Bull Terrier di nome Dotty, aveva aggredito due bambini in un parco pubblico, il Windsor Great Park.
La principessa Anna si era presa immediatamente la responsabilità di quanto accaduto e della mancata tutela del suo cane, dichiarandosi colpevole del reato. I funzionari della casa reale dovettero quindi prepararsi all'esito della vicenda, qualunque esso fosse.
La Principessa Reale Anna con il suo cane, Dotty
Ailsa Anderson ha raccontato anche di essere stata presente presso il tribunale di Slough nel 2002, durante l’udienza che ha visto la Principessa Reale sul banco degli imputati, non con il suo titolo reale ma con il nome di Anne Elizabeth Alice Laurence (cognome del suo secondo marito, Tim Laurence, presente in aula assieme a lei): "Ero lì, al tribunale di Slough. Disse di aver perso il controllo dei suoi cani. E si dichiarò colpevole". Ma soprattutto, ha raccontato il backstage, ovvero tutto quello che era accaduto poco prima: “Abbiamo dovuto ispezionare gli ambienti del tribunale in anticipo e controllare le celle al piano di sotto, nel caso in cui l'avessero arrestata e condotta giù”. Le celle erano effettivamente già occupate, quanto meno in parte: “C’erano alcuni detenuti”, ha confermato Anderson. “Le celle erano spartane. Ma la Principessa alla fine non è finita in nessuna di esse”. Condannata, ha evitato il carcere ma ha pagato una multa di 500 sterline (circa 585 euro) con l’obbligo di pagare un risarcimento alle famiglia dei bambini di pari importo, più il pagamento di 148 sterline (173 euro) per le spese processuali. Quanto al suo cane, Dotty, è stata “condannata” a essere tenuta al guinzaglio sempre, nei luoghi pubblici, e a essere sottoposta a un addestramento.