Guerra in Iran. Rutte: “500 aerei Usa sono decollati da basi in Italia per supportare Epic Fury”
La Repubblica

Guerra in Iran. Rutte: “500 aerei Usa sono decollati da basi in Italia per supportare Epic Fury”

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Mercoledì 24 giugno 2026
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Aiea: “Le ispezioni agli impianti nucleari iraniani ci saranno”. Senato Usa approva risoluzione per lo stop alla guerra con Teheran. Trump: “Voto insignificante”. Il Pentagono, intanto, prepara una richiesta da 80 miliardi di dollari per coprire i costi del conflitto. Trump: “Teheran ha accettato al 100% il ritorno degli ispettori dell'Aiea”

Il Senato infligge una battuta d'arresto a Donald Trump sul dossier Iran. Con 50 voti favorevoli e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente e chiede la fine delle ostilità contro Teheran senza una specifica autorizzazione del Congresso. Intanto il Pentagono prepara una richiesta di fondi aggiuntivi da circa 80 miliardi di dollari per sostenere i costi della guerra. E Trump, arrivando in Pennsylvania, ha sostenuto che l'Iran avrebbe accettato "al 100%" il ritorno degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica.

Punti chiave 12:39

Katz: “Idf non si ritira dal Libano meridionale nemmeno se lo chiedono gli Usa”

Il ministro della Difesa Israel Katz ha affermato che l'Idf non si ritirerà dal Libano meridionale nemmeno se gli Stati Uniti lo chiedessero. Lo riportano i media israeliani. Katz, intervenendo al Muni Expo 2026, ha dichiarato che nel Libano meridionale "non ci saranno né civili né terroristi. Perché? Perché in passato, nelle zone di sicurezza dove era presente anche una popolazione civile, si sono verificati attentati e attacchi contro i soldati, e pertanto non lo permettiamo. Soldati dentro, residenti fuori. Le infrastrutture sono distrutte, le case sono pericolose e in rovina. Non ci ritireremo." E ha aggiunto: "Abbiamo ottenuto risultati significativi, iniziati con il terribile colpo del 7 ottobre. Da allora, l'intero popolo, la leadership e l'esercito hanno agito con grande determinazione. Non sono a conoscenza di alcuna situazione in cui, senza quel terribile colpo, qualcuno sarebbe intervenuto per neutralizzare i tunnel a Gaza". Il ministro ha poi detto che Israele non si ritirerà dai territori siriani: "Questa è la dottrina di sicurezza. L'Idf deve stare nella parte del nemico e proteggere le comunità dall'interno del loro territorio".

12:19

Media: “Drone colpisce veicolo nel sud del Libano, bambino gravemente ferito”

Un drone ha colpito un veicolo nel villaggio di Baraachit, nel sud del Libano. Secondo quanto riportato da fonti libanesi, un bambino è rimasto gravemente ferito nell'impatto.

12:09

Tajani: “Su Hormuz pronti a fare la nostra parte”

In merito all'annunciata missione internazionale per lo sminamento dello Stretto di Hormuz "noi siamo pronti a fare la nostra parte. Aspettiamo che ci sia un accordo definitivo tra americani e iraniani, poi si vedrà. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, da Foggia dove ha preso parte alle Celebrazioni del 252esimo anniversario di fondazione del Corpo della Guardia di Finanza.

11:39

Rutte: “500 aerei Usa sono decollati da basi in Italia per supportare Epic Fury”

Il segretario generale della Nato Mark Rutte in un'intervista a Fox News ha sottolineato il sostegno europeo all'azione militare Usa contro l'Iran, rivelando che migliaia di voli sono partiti da basi europee per supportare la missione. "Comprendo perfettamente la delusione, ma se prendiamo ad esempio l'Italia, 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l'operazione. Quindi si tratta di un numero enorme". "Se si guarda a tutta l'Europa, si parla di un numero compreso tra 4.000 e 5.000 missioni di volo", ha affermato Rutte.

10:52

Ghalibaf: “Obiettivo è ritiro forze straniere da regione”

"Il ritiro delle forze militari straniere dalla regione è un obiettivo strategico". Lo ha dichiarato Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore e presidente del Parlamento iraniano, sottolineando che Teheran vede "il futuro della regione non nello scontro, ma nell'interazione. Le basi (militari) di forze extraregionali in Asia occidentale sono fonte di instabilità". La Repubblica islamica è pronta a cooperare con le nazioni del Medio Oriente sulla base del principio di "non ingerenza negli affari interni e rispetto della sovranità", ha aggiunto.

10:45

Ghalibaf: “Memorandum è dichiarazione di sconfitta dell’America”

L'accordo tra Iran e Stati Uniti per porre fine alla guerra è "una dichiarazione di sconfitta dell'America". Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, a capo della delegazione negoziale di Teheran. "L'intesa di Islamabad non è stata il risultato di pressioni e coercizione, ma piuttosto il risultato della resistenza e dell'autorità della coraggiosa nazione iraniana", ha dichiarato Ghalibaf durante una conferenza in Azerbaigian trasmessa dalla televisione iraniana. "Per questo motivo, il Memorandum d'intesa di Islamabad è diventato una dichiarazione di sconfitta dell'America", ha aggiunto.

10:27

Araghchi ad Hamas: “Sostegno a palestinesi fino al riconoscimento dei loro diritti”

Il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, ha parlato degli "ultimi sviluppi" nella regione, dei colloqui tra Iran e Stati Uniti, con Basem Naeem, componente dell'ufficio politico di Hamas. Lo ha reso noto la tv iraniana. Araghchi ha "ribadito il continuo sostegno della Repubblica islamica ai palestinesi e alla loro giusta causa fino alla realizzazione dei loro diritti nazionali legittimi", ha riferito l'emittente

10:21

Pakistan: “Ripresa dei colloqui tecnici la prossima settimana”

I colloqui tecnici tra Iran e Usa riprenderanno "la prossima settimana". Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri del Pakistan, Tahir Andrabi.

10:08

Ghalibaf: “Fine guerra in Libano è ugualmente importante”

"Porre fine alla guerra in Libano è per noi importante quanto porre fine alla guerra contro l'Iran". Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.

10:05

Ghalibaf: “Sicurezza Medio Oriente sia garantita da Paesi della regione”

"La politica della Repubblica Islamica dell'Iran si basa su questi principi fondamentali: la sicurezza della regione deve essere garantita dagli stessi Paesi della regione. Nessun Paese della regione troverà la propria sicurezza nell'insicurezza degli altri". Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.

10:01

Wafa, coloni israeliani attaccano case e terreni a sud di Hebron, 4 feriti

L'agenzia di stampa Wafa riferisce che quattro palestinesi hanno riportato ferite dopo che coloni israeliani hanno attaccato case e terreni agricoli nella città di Yatta, a sud di Hebron. I coloni hanno anche sradicato e danneggiato circa 60 alberi. L'attivista anti-insediamenti Osama Makhameh ha dichiarato che coloni pesantemente armati hanno attaccato case e terreni palestinesi nelle zone di Wadi al-Rakhim e Khallat al-Homs, a sud di Yatta.

09:55

Telefonata Araghchi-Hamas su sviluppi e colloqui con Usa

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha parlato con Basem Naeem, esponente dell'ufficio politico di Hamas, in merito ai colloqui con gli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dalla televisione di Stato, i due hanno discusso degli "ultimi sviluppi" nella regione. Nel testo del Memorandum firmato la settimana scorsa da Washington e Teheran non si fa menzione di Gaza, ma è prevista "una cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano". Hamas ha accolto con favore l'accordo ed ha espresso la speranza che possa contribuire a porre fine anche alle violenze nella Striscia, devastata da oltre due anni di guerra con Israele. Durante la telefonata, Araghchi "ha ribadito il continuo sostegno della Repubblica islamica ai palestinesi e alla loro giusta causa fino alla piena realizzazione dei loro legittimi diritti nazionali", secondo una trascrizione riportata dalla televisione iraniana.

09:46

Pechino ribadisce la richiesta di una navigazione normale nello Stretto di Hormuz

Il capo della diplomazia cinese Wang Yi ha ribadito ieri la richiesta di un cessate il fuoco generale, il ripristino della normale navigazione nello Stretto di Hormuz e la ricostruzione della fiducia reciproca tra i Paesi del Medio Oriente, mentre il recente conflitto che ha coinvolto Stati Uniti, Israele e Iran si sta orientando verso il dialogo. Lo riferisce il China Daily.

08:58

Trump: “Prezzo benzina non scende dopo il crollo del pezzo del petrolio, avvierò indagine”

"Le grandi compagnie petrolifere non stanno abbassando i prezzi alla pompa in proporzione al drastico calo dei prezzi del petrolio che stanno pagando. I prezzi stanno crollando a picco! In altre parole, i consumatori vengono derubati. Ho dato istruzioni al Dipartimento di Giustizia di avviare immediatamente un'indagine. I prezzi della benzina devono iniziare a scendere molto più velocemente di quanto stia accadendo!". Lo ha scritto su Truth Social il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

07:33

Grossi (Aiea): “Le ispezioni nelle centrali iraniane ci saranno”

Il direttore dell'agenzia nucleare delle Nazioni Unite, Rafael Mariano Grossi, ha affermato che i siti iraniani per l'arricchimento dell'uranio saranno visitati dai suoi ispettori, un elemento chiave dell'accordo temporaneo tra gli Stati Uniti e l'Iran volto a porre fine alla guerra. "Che ciò avvenga dopodomani, tra una settimana o tra dieci giorni è importante, ma non essenziale. Accadrà", ha affermato.

07:32

Qatar, no pedaggi a Hormuz, nostro unico corridoio mare

Doha si opporrà a qualsiasi piano iraniano di imporre pedaggi per l'attraversamento dello Stretto di Hormuz: "Per un Paese come il Qatar è il nostro unico corridoio marittimo", ha affermato il premier del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, in un'intervista al Financial Times.

07:13

Qatar pronto a riprendere la produzione di Gnl

Lo sceicco del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ha dichiarato al Financial Times che il Paese si sta preparando a riprendere la normale produzione di gas naturale liquefatto in seguito alla firma di un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran. Il Qatar è il secondo produttore mondiale di Gnl e ha interrotto la produzione lo scorso marzo dopo un attacco di droni iraniani all'impianto di Ras Laffan.

05:45

Iran: Rubio, se decide di essere un Paese ha grandi opportunità

Se l'Iran decidesse "di voler essere un Paese, anzichè un movimento rivoluzionario", potrebbe avere grandi opportunità economiche. Lo ha dichiarato ai cronisti, secondo quanto riporta Al Jazeera, il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, atterrato ad Abu Dhabi, prima tappa della sua tournee diplomatica tra gli alleati del Golfo, con i quali discuterà del memorandum d'intesa con la Repubblica Islamica.

05:36

Trump critica il Senato: “Voto sull'Iran inopportuno e insignificante”

Un voto “inopportuno e privo di significato”. Trump critica aspramente il Senato a maggioranza repubblicana che ha votato contro di lui una risoluzione sulla guerra in Medio Oriente. "Quindi, ho l'Iran alle corde, pronto a crollare... e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insignificante sul War Powers Act", ha scritto Trump sul suo social Truth. Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente.

02:35

Libano: Onu, cessate il fuoco sembra reggere in gran parte

Secondo le Nazioni Unite, il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah nel Libano meridionale sta "in gran parte reggendo", ma continuano le violazioni sul terreno. L'Unifil ha segnalato attività terrestri e aeree dell'esercito israeliano, inclusi colpi di carro armato, intenso fuoco di mitragliatrici e voli di droni militari. Solo sabato scorso i caschi blu hanno registrato 451 episodi di fuoco attribuiti a Israele e 20 lanci riconducibili a Hezbollah. L'Onu ha quindi invitato entrambe le parti a rispettare pienamente la tregua e a evitare nuove escalation mentre proseguono i negoziati diplomatici.

02:15

Nuovo round di colloqui Israele-Libano: gli Usa premono per una de-escalation

Dopo oltre otto ore di lavori si è conclusa a Washington la prima giornata del quinto round di colloqui diretti tra Israele e Libano, senza una dichiarazione congiunta. I negoziati proseguiranno mercoledì tra Pentagono e Dipartimento di Stato, con sessioni dedicate rispettivamente ai temi della sicurezza e a quelli politici. Secondo il Times of Israel, gli Stati Uniti puntano a ottenere un ritiro parziale delle truppe israeliane dal Libano meridionale, sostituite dall'esercito libanese. La pressione statunitense per un ritiro israeliano si inserisce nel contesto degli sforzi di Washington per consolidare il memorandum d'intesa firmato con l'Iran la scorsa settimana, che prevede la fine delle operazioni militari in Libano. Dal marzo scorso, la ripresa degli scontri tra Israele e Hezbollah ha causato oltre 4mila morti in Libano.

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