Meloni: “Nessun formato ha legittimità per negoziato su Ucraina, serve figura che rappresenti Ue”
La Repubblica

Meloni: “Nessun formato ha legittimità per negoziato su Ucraina, serve figura che rappresenti Ue”

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Giovedì 11 giugno 2026
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Le comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo. La premier nel pomeriggio riferirà in Senato

“La linea dell’Italia non cambia, sostegno a Kiev e pressione su Mosca”. Ma anche “meno formati che si sovrappongono e che non hanno legittimità per parlare per l’Ue”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 18-19 giugno. Dopo l'intervento della premier si aprirà la discussione generale. Al termine prevista la replica di Meloni e successivamente le dichiarazioni di voto con gli interventi, tra gli altri, della segretaria del Pd Elly Schlein, del presidente del M5s Giuseppe Conte e del deputato di Avs Angelo Bonelli. Nel pomeriggio, dopo la rituale colazione con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier farà le comunicazioni al Senato.

Punti chiave 09:58

“Non accetteremo bilancio Ue con risorse inferiori a fronte maggiori contributi”

"La novità del prossimo Consiglio è che per la prima volta si parlerà dei numeri del prossimo Qfp e quindi vale la pena di ribadire almeno tre concetti per noi fondamentali. Primo, non accetteremo un bilancio in conseguenza del quale a fronte di maggiori contributi l'Italia rischia di avere a disposizione risorse inferiori. Secondo, i cosiddetti rebates vanno eliminati. Se si arriverà a mantenere questo sistema anacronistico chiederemo che in qualità di terzo contributore netto al bilancio dell'Ue anche l'Italia goda dello stesso privilegio. Tre, chi vuole finanziare le nuove priorità tagliando le politiche tradizionali deve guardare altrove. Da parte nostra siamo pronti a investire su competitività e difesa, ma questo non si potrà fare a spese della PAC, della Pesca o della Coesione". Così la premier.

09:53

“Ridicolo l’armamentario opposizione su governo illiberale”

“Ridicolo l’armamentario dell’opposizione sul governo illiberale”. Così Meloni.

09:49

“Finiti i tempi i cui l'Italia accoglieva più immigrati per avere flessibilità”

"Sono lontani i tempi in cui l'Italia per avere maggiore flessibilità di bilancio doveva dirsi favorevole a ricevere più immigrati illegali. Quelli erano altri tempi. Oggi c'è un governo che riesce a ottenere maggiore flessibilità mentre riesce ad ottenere una riduzione dell'80% degli immigrati illegali che sbarcano sulle coste italiane". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

09:48

Meloni: “Con noi massimo storico elettricità prodotta da rinnovabili”

"Con il nostro governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Lo so, può dare fastidio. Peraltro ricordo che lunedì scorso la Commissione ha approvato ulteriori 23 miliardi di aiuti di stato a sostegno della produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili. Si prevede che gli impianti aggiungeranno un totale di 37,15 GW di capacità di produzione di energia elettrica, un risultato che aumenterà del 48% l'attuale capacità di energia prodotta da fonti rinnovabili". Così la premier.

09:47

Nucleare, Meloni: “E' vera soluzione a nostra dipendenza energetica”

Il Governo ha varato "il disegno di legge delega sull'energia nucleare che riteniamo la vera soluzione alla nostra dipendenza energetica nel medio-lungo periodo". Così la premier.

09:44

“Al summit Nato l'Italia con il 2,8% del Pil in spese per la difesa”

Sulla difesa "siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e lo ribadiremo al vertice Nato, dove l'Italia si presenterà con il 2,8% del Pil investito in difesa e sicurezza. Segnalo un aumento dello 0,71%, garantito però soprattutto dalle spese legate alla sicurezza sul proprio territorio". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

09:43

Iran. Meloni: negoziato fragile, sempre che sia ancora possibile

"Sul piano diplomatico continuiamo a sostenere l'altalenante dialogo tra Stati Uniti e Iran e l'importante opera di facilitazione svolta da diversi paesi, in particolare Qatar e Pakistan, nella consapevolezza che il negoziato resta fragile e che le questioni ancora aperte sono molteplici e complesse, sempre che un negoziato sia ancora possibile alla luce delle ultime notizie che conoscete anche voi". Lo afferma la premier.

09:37

“Sì a sanzioni contro coloni e Ben Gvir, rispondiamo al mittente sue frasi”

"L'Italia intende sostenere misure contro coloro che come i coloni violenti fomentano l'odio e l'estremismo. Come il ministro Ben Gvir che abbiamo chiesto di sanzionare dopo l'inaccettabile comportamento nei confronti di cittadini italiani. Approfitto per rispedire al mittente le dichiarazioni che lo stesso ministro ha fatto, inaccettabili per l'Italia e poco dignitose per Israele". Lo ha detto la presidente del Consiglio.

09:35

Libano, Meloni: “Chi colpisce Unifil colpisce la comunità internazionale”

"Ogni attacco contro Unifil, contro il suo personale, contro le sue basi, contro la libertà di movimento della missione è inaccettabile. Lo abbiamo condannato senza ambiguità e continueremo a farlo. La sicurezza dei caschi blu deve essere garantita da tutti gli attori sul terreno. Chi colpisce o minaccia Unifil non colpisce soltanto una missione delle Nazioni Unite, colpisce la comunità internazionale e uno dei pochi presidi che in questi anni hanno contribuito a evitare un conflitto ancora più ampio". Così la premier.

09:34

Iran, Meloni: “Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo”

"Nel prossimo Consiglio Europeo si discuterà anche della crisi in Medio Oriente, che continua a destare enorme preoccupazione sotto il profilo umanitario, della sicurezza regionale e della stabilità economica globale. Le conseguenze di questa crisi incidono direttamente sugli equilibri internazionali, sulla libertà di navigazione, sui mercati energetici, sulle catene di approvvigionamento dai fertilizzanti alle materie prime critiche e quindi anche sulle economie europee, compresa quella italiana. Anche qui la nostra linea è la stessa fin dall'inizio, l'Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. "Il nostro obiettivo è che la guerra termini al più presto, che si eviti un ulteriore allargamento della crisi e che si creino le condizioni per riportare in confronto dentro un percorso politico e diplomatico - spiega la premier -. Chiaramente questo non significa restare fermi o ignorare le conseguenze che la crisi produce a livello globale e direttamente sui nostri interessi nazionali, significa al contrario muoversi con responsabilità, tutelando i cittadini italiani, le nostre imprese, i nostri militari presenti nell'area, la sicurezza degli approvvigionamenti e la libertà delle rotte commerciali". "E qui voglio ribadire - aggiunge - che consideriamo inaccettabile qualsiasi tentativo di alterare unilateralmente le regole che garantiscono il libero transito attraverso lo Stretto, perché la libertà di navigazione è un bene comune mondiale e non può essere piegato a logiche di ricatto e perché consentire che qualcuno selezioni chi può e chi non può passare da uno snodo marittimo fondamentale significherebbe aprire il varco a un mondo nel quale le grandi rotte marittime diventano tutte strumenti di pressione politica, dico eccezionale militare. Quando accade a Hormuz, dunque, non riguarda soltanto Hormuz. Per questo è necessaria una risposta ferma, coordinata, responsabile della comunità internazionale nel suo insieme. Ed è la ragione per cui in questi mesi abbiamo lavorato in stretto coordinamento con i nostri principali partner europei e atlantici per valutare le opzioni necessarie a garantire la sicurezza della navigazione e la tutela delle rotte commerciali nell'area di Hormuz".

09:31

“Iran, Ue sia pronta rafforzare pressione misure mirate”

"Lavorare perché la guerra" in Medio Oriente "finisca al più presto, mantenere aperto lo spazio della diplomazia e garantire la circolazione nello stretto di Hormuz". Così la premier Giorgia Meloni. "L'Europa ha gli strumenti" per essere protagonista nella guerra "a partire dal regime sanzionatorio: se l'Iran continuerà a minacciare la libertà di navigazione di Hormuz l'Europa dovrà essere pronta ad aumentare la pressione attraverso misure mirate", afferma la premier.

09:30

“Ucraina, è l’Ue a dover negoziare, nessuna delega a Usa”

"Dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace, lavorando insieme ai nostri alleati a solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina, una nuova architettura di sicurezza europea che possa assicurare stabilità nel lungo periodo, obiettivo per il quale è chiaramente indispensabile preservare l'unità euroatlantica, rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti, sfida non sempre facile ma necessaria, solo che coordinamento non significa delega". Così la premier, Giorgia Meloni.

09:25

“No a formati. Sì a figura che rappresenti Ue”

L'Unione europea deve guidare il dialogo tra Ucraina e Russia "e non subirlo. Occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei al tavolo negoziale.
Nessun formato ha la legittimità di parlare a nome dell'Europa. Serve una figura autorevole". Lo dice la premier Giorgia Meloni.

09:23

Linea Italia non cambia, sostegno a Kiev e pressione su Mosca”

La nostra solidarietà all'Ucraina resta piena, convinta, concreta. Sosteniamo attivamente la sua difesa, la resilienza del suo sistema energetico, la sicurezza dei suoi impianti nucleari, progetti per la ricostruzione. La nostra linea non cambia. Sostenere Kiev, mantenere la pressione su Mosca rappresentano ancora oggi, a nostro avviso, l'unico modo concreto di creare condizioni che possano costringere all'apertura di una seria stagione negoziale. Per questo sosteniamo il 20esimo pacchetto di sanzioni europee, perché fino a quando la Russia rifiuterà di cessate il fuoco e l'avvio di trattative reali, sarà necessario mantenere alta la pressione politica ed economica". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

09:22

Meloni: “Conflitto in Ucraina supera oggi per durata Prima guerra mondiale”

"Il prossimo Consiglio Europeo si riunirà ancora una volta in una fase di trasformazioni profonde, di sfide complesse, dalla guerra in Ucraina, che proprio oggi supera per durata la Prima guerra mondiale, alla crisi in Medio Oriente, dalle tensioni che impattano sull'economia globale, alle esigenze di rafforzamento della sicurezza e della difesa comune, dalle iniziative necessarie a garantire competitività al nostro al nostro sistema produttivo, fino alle nuove emergenze sanitarie internazionali, l'Unione Europea è chiamata a dimostrare capacità di iniziativa, unità, visione strategica".

09:20

Sui banchi del governo i vicepremier Salvini e Tajani

Sui banchi del governo sono presenti i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e, tra gli altri, i ministri Alessandro Giuli, Gilberto Pichetto Fratin, Giuseppe Valditara, Carlo Nordio, Marina Calderone, Andrea Abodi.

09:17

Sono iniziate nell'Aula della Camera le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno

Dopo l'intervento di Meloni si svolgerà il dibattito. A seguire, le repliche della presidente del Consiglio, i pareri del governo sulle risoluzioni e, infine, le dichiarazioni di voto e il voto sui documenti presentati dai gruppi. Nel complesso l'Aula sarà impegnata per circa cinque ore. Nel pomeriggio Meloni svolgerà le comunicazioni al Senato.

09:14

Meloni arrivata alla Camera per comunicazioni in vista Consiglio europeo

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata alla Camera per rendere le comunicazioni in vista della prossima riunione del Consiglio europeo in programma il 18 e 19 giugno a Bruxelles. Dopo l'intervento della premier si aprirà la discussione generale. Al termine prevista quindi la replica di Meloni e successivamente le dichiarazioni di voto con gli interventi, tra gli altri, della segretaria del Pd Elly Schlein, del presidente del M5s Giuseppe Conte e del deputato di Avs Angelo Bonelli.

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