Le Borse di oggi, 26 maggio. Intesa Usa-Iran più lontana, mercati in calo. Tonfo Ferrari dopo Luce
Asia fiacca. Risale il petrolio
MILANO – Si raffreddano le possibilità di un’intesa Usa-Iran e i mercati ripartono tutti in calo. Seduta fiacca anche in Asia, con Tokyo che archivia gli scambi in lieve calo. L'incertezza spinge al rialzo il petrolio, con il Brent che avanza oltre i 98 dollari al barile e il Wti che riguadagna quota 90 dollari.
Punti chiave 10:38Borse asiatiche: chiudono miste, Seul record, cala Shanghai
Mercati asiatici contrastati dopo l'annuncio di nuovi attacchi statunitensi nella zona chiave di Hormuz che rischia di far slittare la firma di un eventuale accordo tra Usa e Iran, che ora non sembra più imminente. Lo stesso segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, ammette che adesso negoziare un'intesa con Teheran potrebbe "richiedere alcuni giorni". Sydney perde lo 0,4%, Shanghai cede lo 0,2%. Invece, Hong Kong e Seul, che ieri erano state chiuse per festività, guadagnano rispettivamente lo 0,4% e il 2,6%, con quest'ultima che tocca un nuovo record storico a 8.047 punti, grazie ai chip ma anche per recuperare quanto si era persa sulla scia del precedente ottimismo. In precedenza, la Borsa di Tokyo aveva chiuso in calo con l'indice Nikkei che dopo il record della vigilia aveva perso lo 0,29% a quota 64.970 punti.
Gme, il prezzo dell'elettricità stabile in Borsa a 116,31 euro a megawattora
Nella settimana da lunedì 18 a domenica 24 maggio il Gme (Gestore dei mercati energetici) ha registrato un prezzo medio dell'energia elettrica (Pun Index Gme) pari a 116,31 euro a megawattora, mentre i volumi di energia elettrica scambiati direttamente nella borsa del Gme sono risultati pari a 4,4 milioni di Mwh, con la liquidità all'85,1%.
Lo rende noto il Gme precisando che i prezzi medi si sono attestati tra 105,50 euro/Mwh di Sud, Calabria e Sicilia e 120,84 euro/Mwh di Nord e Centro nord.
Schnabel (Bce):”Necessario aumento dei tassi a giugno”
La Bce dovrebbe aumentare i tassi di interesse a giugno anche se in caso di un accordo di pace tra Usa e Iran perché la guerra si è protratta molto più del previsto e gli alti prezzi dell'energia si stanno riversando in tutta l'economia. E' quanto ha dichiarato in una intervista a Reuters la componente del comitato esecutivo della Bce, Isabel Schnabel
"Considerata l'entità e la persistenza dello shock attuale, a mio avviso ignorare la situazione non è più un'opzione", ha detto l'economista tedesca, ritenendo "necessaria" una stretta a giugno "dalla prospettiva di oggi".
"Anche se la guerra finisse oggi - ha infatti spiegato - i danni alle infrastrutture energetiche e alle catene di approvvigionamento globali sono già ingenti". L'inflazione ha raggiunto il 3% il mese scorso e si teme che gli alti costi energetici contageranno l'economia innescando una spirale inflazionistica difficile da contrastare.
"Stiamo assistendo a segnali crescenti che lo shock si sta propagando ad altre parti del paniere dei consumi", ha rilevato Schnabel, secondo cui l'indagine sulle aspettative dei consumatori della Bce, i dati Pmi e l'indicatore di fiducia della Commissione europea segnalano che lo 'spill-over' potrebbe già essere in corso.
Dopo giugno la Bce, ha aggiunto, non dovrebbe impegnarsi in alcuna misura di politica monetaria e rivalutare la propria posizione a ogni riunione sulla base dei dati.
Tonfo Ferrari dopo la presentazione di Luce
Ferrari scivola a Piazza Affari dopo il lancio della sua prima auto elettrica, la Ferrari 'Luce'. Il titolo dopo le prime contrattazioni cede il 7,2% a 287,7 euro.
09:10L’Europa parte debole
Borse europee deboli in avvio di seduta, con gli investitori che guardano con qualche apprensione alla situazione in Medioriente, dove si attendono progressi nell'accordo di pace tra Usa e Iran. Francoforte cede lo 0,12%, Parigi lo 0,25% mentre Londra avanza dello 0,6% dopo che nella seduta spumeggiante di ieri era rimasta chiusa per la festività della Spring Bank Holiday.
08:42Risale il prezzo del petrolio
ll prezzo del petrolio Brent, riferimento europeo, è salito del 2,1% a 98,15 dollari al barile. Il prezzo del petrolio Wti, riferimento Usa, è sceso del 4,94% a 91,66 dollari al barile.