Papa Leone ad Acerra: “Ognuno si assuma le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia e la vita”
La Repubblica

Papa Leone ad Acerra: “Ognuno si assuma le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia e la vita”

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Sabato 23 maggio 2026
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Prima volta del Santo Padre in Terra dei Fuochi, dove ha incontrato le famiglie vittime dell’inquinamento: “Oscuri interessi e indifferenza al bene comune hanno avvelenato l’ambiente”. E aggiunge: “Sarà un vero cambiamento di mentalità economica, civile e perfino religiosa a edificare il bene che risanerà questa terra”. Più di 15mila persone a piazza Calipari

A due settimane dalla sua visita napoletana, il Papa torna in Campania. Leone XIV è atteso oggi ad Acerra, dove incontrerà numerose famiglie vittime dell’inquinamento ambientale legato alla Terra dei Fuochi. Il Santo Padre è atterrato alle 8.43 in elicottero al campo sportivo Arcoleo. Ad accoglierlo, monsignor Antonio Di Donna, Vescovo di Acerra. Con lui, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il prefetto di Napoli Michele di Bari; il sindaco della città metropolitana Gaetano Manfredi e il sindaco di Acerra Tito d'Errico. Presente una rappresentanza di bambini e ragazzi dal centro diurno “Mariapia Messina” della Caritas diocesana. Tappa, poi, in cattedrale (intorno alle 9) e in piazza Calipari (alle 10). Ripartenza verso il Vaticano intorno alle 12.

Punti chiave 11:57

Il papa lascia piazza Calipari, ultimi saluti dalla papamobile

Il papa lascia piazza Calipari, ultimi saluti dalla papamobile

Papa Leone lascia Acerra in papamobile, ultimi saluti alla folla

11:50

Il Papa saluta gli ammalati e le persone in carrozzella

Papa Leone, prima di lasciare piazza Calipari ha voluto salutare le persone in carrozzina che hanno assistito alla cerimonia in prima fila, stringendo mani e abbracciando soprattutto i bambini. Con ognuno di loro ha ha scambiato qualche parola, ma soprattutto sorrisi. Entro pochiminuti il Santo Padre lascerà il centro di Acerra per raggiungere il campo sportivo da dove, in elicottero, rientrerà in Vaticano.

11:41

Il Vaticano, più di quindicimila fedeli a piazza Calipari

Secondo le autorità vaticane sono oltre quindicimila i fedeli presenti in piazza Calipari.

10:59

Papa Leone: “Ognuno si assuma le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia e la vita”

Il Papa saluta la folla a piazza Calipari: “Buongiorno Acerra! Sono contento di trascorre tra voi questo sabato mattina”. Poi comincia il suo discorso: “In questo territorio la vita c'è e contrasta la morte, la giustizia esiste e si affermerà. Occorre scegliere la vita e liberarsi dai legami di morte”. “C'è sempre una sottile convenienza nella rassegnazione, nei compromessi. Il fatalismo, il lamento lo scaricare la colpa sugli altri sono il terreno di coltura dell'illegalità e un principio di desertificazione delle coscienze. Per questo vorrei dire a tutti voi: assumiamoci ognuno le proprie responsabilità. Scegliamo la giustizia, serviamo la vita. Il bene comune viene prima degli affari di pochi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano”.

Il papa prosegue: “Carissimi, sarà un vero cambiamento di mentalità economica, civile e perfino religiosa a edificare il bene che risanerà questa terra e l'Intero pianeta. Vorrei ringraziare quei pionieri che con il loro impegno coraggioso hanno per primo denunciato i mali di questa terra”. Infine, richiamando san Francesco di Assisi dice: “Siamo posti in una casa comune per imparare a vivere insieme, abbiamo il compito di vigilare come sentinelle nella notte possiamo essere tra quelli che osserveranno la nuova alba”.

10:54

Il sindaco di Acerra D’Errico accoglie il papa a piazza Calipari: “La sua visita lascerà un profondo solco, Santità”

Il sindaco di acerra Tito D'Errico che porge il saluto a Papa Leone, da parte della città e di tutti i sindaci di questa terra e anche a nome del sottosegretario Mantovano. Oltre a ricordare le tante vittime dell'inquinamento ambientale, ha omaggiato anche la memoria di Giovanni Falcone nell'anniversario della tragedia di Capaci.

“Combattere la povertà è prendersi cura degli esclusi e proteggere il creato – dice il sindaco - La diocesi di Acerra è stata in questi anni una voce forte e autorevole che ha fatto la propria parte senza timidezza. Santità, lascerà un profondo solco in tutti noi la sua visita qui ad Acerra. Le chiediamo di benedire questa terra e soprattutto i nostri figli affinché possano crescere in un ambiente salubre che vuole essere terra di riscatto e non più Terra dei fuochi”

Acerra, fedeli in attesa del papa a piazza Calipari

10:49

Il papa arriva a piazza Calipari in papamobile

Il Papa è arrivato sulla papamobile in piazza. Calipari, facendo un giro tra la gente che lo applaude.

10:14

Le vittime della Terra dei Fuochi: "Il Papa parli con le istituzioni: che non ci lascino morire"

Le testimonianze di alcuni genitori che hanno perso i propri figli a causa dell'inquinamento nella Terra dei Fuochi. Hanno incontrato Papa Leone in cattedrale, ad Acerra.
Anna e Francesco Maione sono la mamma e il papà di Nello, il cui volto è stampato sulla maglietta che indossano. "Si era appena diplomato come geometra - ricorda Anna - Poi, all'improvviso si è ammalato di una rara forma di linfoma". "Nostro figlio è stato una vittima di questi luoghi, cosa che inizialmente i medici negavano. Poi un giorno mi hanno detto: 'sì signora, le cause sono legate alla Terra dei fuochi, ma non possiamo dirlo pubblicamente". Ci sono anche Marzia e Antonella. "La nostra storia - dice la prima - è quella dei nostri figli, Antonio e Francesco. Abbiamo scritto una lettera al Santo Padre dove raccontiamo le sofferenze della nostra terra e gli chiediamo di sensibilizzare le istituzioni affinché non ci lascino morire". Poi prende la parola Antonella: "Mio figlio si è ammalato di tumore a 6 anni e se ne è andato a 8. Ho chiesto al papa di benedire la mia famiglia, è stato bello incontrarlo". Poi la vooe le si ferma: le lacrime le impediscono di parlare.

Le vittime della Terra dei Fuochi: "Il Papa parli con le istituzioni: che non ci lascino morire"

10:01

Il Papa saluta i familiari delle vittime della Terra dei Fuochi

Terminato il discorso, il Papa saluta i familiari delle vittime della Terra dei Fuochi. Una lenta, commossa processione di donne, bambini, uomini giovani e meno giovani. Gli baciano la mano, mostrano la foto di chi non c'è più, sussurrano parole di affetto e richieste di aiuto.
Il Papa appare colpito, guarda ciascuno negli occhi. Un uomo in camicia bianca saluta Leone, si muove a fatica. Il suo volto è rigato di lacrime e così quello altri. I dimenticati della Terra dei Fuochi, additati per anni come allarmisti, ricevono l'abbraccio del Pontefice in un giorno che resterà nella storia di questo territorio.
Un meraviglioso bambino con un violino giocattolo accenna un paio di note e strappa un sorriso al Papa dopo tanta emozione.

09:42

Il discorso del Papa in cattedrale: "Soffriamo per la devastazione che ha distrutto questo ecosistema”

Nella cattedrale di Acerra, Papa Leone lancia il sui monito contro gli avvelenatori "senza scrupoli" della Terra dei Fuochi, raccoglie "lacrime" di chi ha perso figli e amici per l'inquinamento ambientale e cita il suo predecessore: "Sapete che già Papa Francesco avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di “Terra dei fuochi”, ma non gli fu possibile. Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il grande dono che l’Enciclica Laudato si’ ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra. Infatti, il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale. È un grido che chiede conversione!"


Quindi Papa Leone aggiunge: "In questa Cattedrale viviamo un primo momento, quello ecclesiale e, vorrei dire, più familiare della mia visita. Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente. Sono qui, però, anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza".
Il Papa aggiunge: "Soffriamo per la devastazione che ha distrutto questo ecosistema. Di fronte a questa realtà ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità. Voi avete scelto la responsabilità e, con l’aiuto di Dio, avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia". 09:39

Il discorso di monsignor Di Donna: “Chiediamo perdono per il male che abbiamo provocato alla nostra terra”

Papa Leone accolto dal vescovo Di Donna “Benvenuto, welcome to Acerra”. E nel suo discorso cita subito la Terra dei Fuochi.

“Non mi stancherò mai di ripetere, Santità – sottolinea che in Italia esistono tante Terre dei Fuochi. Sembra che i veleni un tempo dirottati in Campania stiamo facendo il viaggio verso la Puglia”. “Santità – afferma monsignor Di Donna – sarebbe troppo lungo raccontare quello che è successo alla nostra terra. Ma, pur nei limiti di tempo imposti da questo saluto, non posso evitare di farlo; e intendo farlo anche per chiedere perdono al Signore per il male che le abbiamo provocato e perché quello che è accaduto non accada mai più". Poi il vescovo sottolinea: "Il dramma ambientale è incominciato negli anni ’80, quando alcuni industriali del Nord avevano necessità di smaltire grosse quantità di rifiuti tossici. Nell’arco di circa trent’anni sono giunte da molte industrie dell’Italia Settentrionale centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici sversati in una parte di questo territorio. Questo ha assicurato grandi risparmi agli industriali corrotti e profitti altissimi alla criminalità organizzata. A questo si è unita la pratica di abbandono di rifiuti da parte di alcuni imprenditori di piccole aziende che lavorano in nero e smaltiscono in modo illegale i loro rifiuti, bruciandoli nelle nostre campagne. Così nasce la locuzione “Terra dei fuochi”, che poi è diventata un marchio infamante per il nostro territorio, provocando il crollo dell’economia agricola perché i contadini hanno trovato molte difficoltà per vendere i prodotti della terra. mercanti, che, per ragioni di profitto, e con il silenzio colpevole di tanti, ne hanno fatto un luogo di mercato.


A ciò si aggiunge che Acerra, periferia della grande metropoli napoletana, sconta il prezzo di avere nel suo territorio l’unico inceneritore della Campania su cui si regge l’intero sistema di gestione dei rifiuti della regione. Per questa sommatoria di fattori inquinanti Acerra è diventata città simbolo delle tante periferie, sacrificate per il benessere di altri. L’inquinamento ha provocato malattie e morti premature, in particolare di ragazzi e di giovani, vere vittime dell’inquinamento ambientale. Noi crediamo infatti che c’è un rapporto tra inquinamento ambientale e l’insorgere di patologie tumorali. Per diversi anni molti lo hanno negato; ma l’Istituto Superiore di Sanità ha portato avanti un monitoraggio commissionato dalla Procura di Napoli Nord sui bambini morti di tumore e ha riconosciuto che c’è un nesso di causalità tra l’inquinamento e l’alto tasso di mortalità infantile. Negli ultimi 30 anni, solo ad Acerra sono morti circa 150 tra ragazzi e giovani, senza contare gli adulti e i morti delle altre zone del territorio. Sono qui presenti, davanti a Lei, alcuni genitori di ragazzi morti e di quelli che attualmente sono in cura. Hanno vissuto una vera Via Crucis, molti non hanno ancora elaborato il lutto. All’inizio la risposta delle Istituzioni è stata debole. La gente, soprattutto le famiglie colpite dalla malattia e dalla morte dei figli, ha reagito; sono nati decine di comitati, sono scesi in campo i cittadini, le madri coraggio, i medici per l’ambiente e altri, i quali, anche pagando un alto prezzo, hanno denunciato tale situazione, talvolta subendo anche l’accusa di provocare danno all’immagine del territorio. Nel gennaio del 2025 la Corte europea dei diritti dell’uomo, in seguito ad una serie di esposti fatti dai cittadini e dai comitati, ha riconosciuto che lo Stato italiano fin dagli anni ’90 non aveva posto in essere alcuna azione per fermare il fenomeno della Terra dei fuochi. Tale sentenza impone una serie di azioni all’Italia e il Governo ha nominato un Commissario Unico per questo territorio.
Ma soprattutto la gente si è rivolta alla Chiesa, alle Chiese di questo territorio e la Chiesa ha ascoltato il grido della terra e dei poveri; sì, perché, come dice la Laudato si’, il grido della terra e quello dei poveri si indentificano: non c’è una crisi ambientale che non sia anche una crisi sociale e una crisi sanitaria. Terra,
poveri e malati vanno sempre insieme. La forte azione della Chiesa a difesa della custodia del creato ha movimentato le coscienze, ha dato voce a quanti attendevano giustizia”. 09:07

L’applauso in cattedrale per Papa Leone

Papa Leone arriva nella cattedrale di Acerra, accolto da un lungo applauso.

Il Papa in cattedrale ad Acerra, il lungo applauso dei fedeli

09:03

Papa Leone arriva al Duomo, il boato della folla lo saluta

Papa Leone arriva al Duomo di Acerra. un boato di gioia della folla lo accoglie. Bacia tre neonati sul sagrato e va verso un bambino che lo chiama da dietro la balaustra. Un lungo applauso in cattedrale saluta il Santo Padre.

L'arrivo del Papa fuori al Duomo di Acerra

09:00

Don Maurizio Patriciello in piazza ad attendere il Papa: “Mai più orrori nella Terra dei Fuochi”

Davanti al Duomo, ad aspettare il Papa, c'è anche padre Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano da anni in prima linea contro i trafficanti di rifiuti. "Mai più, mai più, mai più" il sui appello

Acerra, don Patriciello fuori al duomo in attesa del Papa: "Mai più orrori nella Terra dei Fuochi"

08:59

L’ambientalista Cannavacciuolo: “La presenza del Papa è una speranza per noi”

Ad attendere il Papa in piazza Calipari anche Alessandro Cannavacciuolo, ambientalista della prima ora e primo firmatario del ricorso proposto alla Vedi che ha condannato l'Italia a bonificare i territori inquinati. "Per noi la presenza del Papà è un segno di speranza. Speriamo che possa veramente mettere la mano sulla coscienza di quelle istituzioni e di quei soggetti che in tutti questi anni non hanno fatto, il proprio dovere. che non solo si sono girati dall'altra parte, ma che hanno anche contribuito ad alimentare il sistema criminale. Allora noi non chiediamo di voltare pagina, chiediamo di cambiare libro, perché il libro del passato è stato soltanto negativo per questa terra”.

08:43

Papa Leone è atterrato in elicottero ad Acerra

Papa Leone è atterrato in elicottero ad Acerra e si prepara a raggiungere a bordo di un’auto di servizio il duomo della città della provincia di Napoli, prima tappa della storica visita nella cosiddetta Terra dei Fuochi, il territorio avvelenato per anni dallo sversamento illegale di rifiuti. È accolto dai papa boys che cantano Laudato sii. Poi si ferma con i più giovani per i selfie

08:21

Tra striscioni e gigantografie, Acerra pronta ad abbracciare il Papa

Un’Acerra blindata e piena di fedeli è in attesa dell'arrivo del Papa. La città si prepara con striscioni, gigantografie, i colori del Vaticano, tra chi aspetta con emozione, e chi lamenta le troppe restrizioni dovute alla messa in sicurezza del lungo percorso che Leone XIV percorrerà anche in Papamobile dal Duomo a Piazza Calipari, dove il Pontefice reciterà una preghiera dedicata alla Terra dei fuochi. Alle 8 in piazza Nicola Calipari, dove c'è il grande palco da cui il Santo Padre parlerà alle 10.30, sono già migliaia le persone che sono arrivate e che sventolano bandierine gialle e bianche. In piazza ci sono anche i sindaci dei comuni legati alla "Terra dei fuochi". In prima fila, tante persone in carrozzina che attendono Papa Leone mentre dal palco il gruppo musicale "Impossible" esegue canzoni di ispirazione religiosa. In piazza Calipari, anche Giuseppe Vadalà il generale dell'Arma e Commissario Straordinario del Governo per la bonifica delle discariche abusive e dei siti contaminati in Italia. "dedicare una giornata sicuramente a questa terra - commenta - e a chi soffre per l'ambiente, è un messaggio fortissimo che avrà conseguenze positive sulle singole persone e sulle nostre comunità. Ricordiamoci che in una situazione come questa dobbiamo essere tutti dalla stessa parte"

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