Guerra in Iran, le news. Rubio: “Lievi progressi nei colloqui di pace con Teheran, è positivo”
La Repubblica

Guerra in Iran, le news. Rubio: “Lievi progressi nei colloqui di pace con Teheran, è positivo”

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Venerdì 22 maggio 2026
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Emirati: “La possibilità di arrivare a un accordo è di 50 e 50”. Nyt: l’Iran discute con l'Oman sistema di tariffe per lo Stretto di Hormuz

L'Iran prepara la risposta alla “lettera di intenti” inviata dagli Usa per mettere fine alla guerra ma è braccio di ferro sulle scorte di uranio altamente arricchito.

Punti chiave 15:56

Rubio: “Iniziare a pensare al piano B se l'Iran non riapre Hormuz”

Gli Stati Uniti "sperano di raggiungere un accordo" con l'Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz e l'abbandono delle ambizioni nucleari, i negoziati sono in corso e si registrano alcuni "progressi" riconosciuti ma resta ancora molto da fare. Tuttavia è fondamentale "elaborare un piano B" per gli scenari in cui l'Iran si rifiutasse di riaprire lo stretto o imponesse un pedaggio. "Dobbiamo cominciare a pensare a cosa faremo se, tra qualche settimana, l'Iran decidesse di tenerlo chiuso". Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio al termine della ministeriale Nato in un incontro con alcune testate, tra cui l'Ansa.

15:35

Il capo negoziatore pachistano a Teheran per incontri sull’accordo con gli Usa

Il capo dell'esercito pachistano, Asim Munir, è partito per Teheran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani che citano un'alta fonte diplomatica a Islamabad. Munir, considerato una figura chiave per i colloqui tra Stati Uniti e Iran, incontrerà alti funzionari di Teheran, mentre il ministro degli Interni del Pakistan, Mohsin Raza Naqvi, rimane nella capitale della Repubblica Islamica per il terzo giorno consecutivo, a testimonianza dell'intensificarsi delle trattative fra i due Paesi

15:33

Media: “Anche il Qatar invia i negoziatori a Teheran per finalizzare l’accordo”

Una squadra negoziale del Qatar è arrivata oggi a Teheran in coordinamento con gli Stati Uniti per contribuire a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran e risolvere le questioni in sospeso. Lo riferisce la Reuters sul proprio sito citando una fonte a conoscenza della questione. Doha, che ha svolto un ruolo di mediatore nella guerra di Gaza e in altre tensioni internazionali, si era finora tenuta lontana dal ruolo di mediatrice nella guerra con l'Iran, sottolinea la Reuters, dopo essere stata attaccata da missili e droni iraniani durante l'ultimo conflitto

15:13

Rutte: “Meno truppe Usa in Italia? Spostamento strutturato”

La possibile riduzione delle truppe statunitensi in Italia o Spagna fa parte di uno "spostamento strutturato, passo dopo passo", degli Stati Uniti verso altre aree del mondo. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa al termine della ministeriale Esteri a Helsingborg, in Svezia. "Facendo un passo indietro, quello che stiamo facendo in Europa è assumerci maggiori responsabilità per la difesa dell'Europa, restando parte della Nato. Questo avviene anche nella consapevolezza che gli Stati Uniti devono ovviamente occuparsi anche del Medio Oriente, dell'area del Pacifico, e che anche lì ci sono interessi che riguardano l'Europa", ha dichiarato Rutte rispondendo a una domanda sulla possibilità che gli Stati Uniti riducano le proprie unità presenti in Italia e Spagna, come dichiarato dal presidente Usa Donald Trump.
"Quindi, nel tempo, quello che vedrete è uno spostamento strutturato, passo dopo passo, degli Stati Uniti verso queste altre aree del mondo, tutte tra loro strettamente collegate", ha aggiunto.
"Non posso darvi numeri specifici perché, ovviamente, alla fine si tratta di una decisione americana", ha riconosciuto Rutte, che ha elogiato gli Usa "per il fatto che stanno facendo questo in modo strutturato, passo dopo passo, e con la consapevolezza condivisa che, mentre gli Stati Uniti si sposteranno maggiormente verso altri teatri, il livello complessivo della difesa in Europa deve rimanere lo stesso, perchè stiamo affrontando la minaccia russa".

15:10

Al Arabiya: “Annuncio accordo Iran-Usa nelle prossime ore, subito in vigore”

Secondo fonti di Al Arabiya, la bozza finale di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan, potrebbe essere annunciata entro poche ore. I punti chiave dell'accordo - già riportati da media sauditi - includono, tra gli altri, il cessate il fuoco immediato, la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e la graduale revoca delle sanzioni statunitensi. L'accordo, riferiscono le fonti della tv emiratina, dovrebbe entrare in vigore immediatamente dopo l'annuncio ufficiale da parte di entrambe le parti.

14:58

Media Iran: “Baghaei scelto come portavoce della squadra negoziale con gli Usa”

Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, è stato nominato a ricoprire lo stesso ruolo per la squadra negoziale iraniana nei colloqui con gli Stati Uniti. Lo riferisce Iran International, che cita i media iraniani specificando che la nomina è stata attribuita allo speaker del Parlamento della Repubblica Islamica Mohammad Bagher Ghalibaf.

(agf) 14:33

Rutte: “La chiusura di Hormuz tiene in ostaggio l’economia globale”

"L'Iran continua a tentare di tenere in ostaggio l'economia globale chiudendo lo Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa al termine della riunione ministeriale Esteri dell'Alleanza Atlantica a Helsingborg, in Svezia.
"Questo attacco diretto alla libertà di navigazione e al commercio globale ha un impatto su tutti noi. E' importante che i Paesi collaborino per elaborare piani che garantiscano la riapertura dello Stretto al transito, anche attraverso il trasferimento di asset essenziali nella regione", ha aggiunto.
"Questo è un ulteriore chiaro promemoria di come le sfide alla sicurezza siano sempre più interconnesse e di come alleati e partner abbiano un forte interesse a lavorare insieme in modo stretto e proattivo", ha concluso Rutte.

14:06

Ue: “All’incontro dei ministri degli Esteri non sono previste decisioni sulle sanzioni a Israele”

La prossima settimana i ministri degli Esteri dell'Ue si riuniranno in maniera informale ma non sono attese decisioni sulle sanzioni al ministro israeliano Itamar Ben Gvir. Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa.
"La prossima settimana avremo una riunione informale dei ministri degli Affari esteri, nota anche come Gymnich, che è un contesto informale in cui i ministri possono sollevare diverse questioni, cosa che è facilitata proprio dal carattere informale dell'incontro. In tali riunioni informali non vengono prese decisioni", ha spiegato il portavoce, che ha anche ricordato come le sanzioni vengono discusse e adottate dai 27 Stati membri dell'Unione europea "all'unanimità".
"Le discussioni sono riservate e interamente nelle mani degli Stati membri. Non possiamo commentarle pubblicamente, e questo vale per qualsiasi discussione in corso, pianificata o potenziale relativa alle sanzioni", ha concluso

13:44

Iran: “Non chiediamo concessioni ma diritti. Stop a sanzioni”

L'Iran è tornato a ribadire che non considera le richieste agli Stati Uniti come concessioni, ma semplicemente come rispetto dei propri diritti. "Non vogliamo alcuna concessione dagli Stati Uniti, stiamo semplicemente rivendicando i nostri diritti", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, a quanto riporta l'agenzia Tasnim.
"Negli ultimi cinquant'anni siamo stati sottoposti a quelle che loro stessi definiscono 'sanzioni paralizzanti'", ha ricordato, "principalmente a causa di quella che viene definita la 'minaccia nucleare iraniana', nonostante non esista alcuna minaccia nucleare dell'Iran nei confronti di alcun attore nella regione o nel mondo".
Dunque, "chiediamo la fine delle azioni criminali degli Stati Uniti contro la nazione iraniana. Le sanzioni devono essere revocate e i beni congelati dell'Iran devono essere sbloccati e messi a disposizione del Paese", ha spiegato.
Non solo. "Devono adottare misure per mettere fine al cosiddetto 'blocco marittimo'" nello stretto di Hormuz, ha incalzato, "che è del tutto contrario al diritto internazionale".

13:21

L’Iran giustizia altri due prigionieri politici

La magistratura iraniana ha processato e giustiziato due prigionieri politici, Ramin Zalleh e Karim Marofpour, con l'accusa di "appartenenza a gruppi separatisti". Lo si apprende dalla Bbc Persia.
L'agenzia di stampa Mizan, affiliata alla magistratura della Repubblica Islamica dell'Iran, ha annunciato la loro esecuzione con le accuse di "appartenenza a gruppi terroristici separatisti" e "formazione di un gruppo con l'obiettivo di minare la sicurezza del Paese", "insurrezione armata attraverso la formazione di gruppi criminali" e "tentativo di omicidio". La magistratura ha inoltre sottolineato che la loro condanna a morte si basa su "confessioni" raccolte durante la detenzione.
Dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele e l'Iran, sono stati giustiziati più di 20 prigionieri con diverse accuse. Le organizzazioni per i diritti umani hanno espresso preoccupazione per i processi iniqui, le violazioni dei diritti degli imputati e l'ondata di esecuzioni basate su "confessioni" estorte sotto tortura e pressioni per emettere condanne a morte in Iran.
Secondo il Relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani, Mai Sato, il numero di esecuzioni in Iran è aumentato a un ritmo senza precedenti nell'ultimo anno, una tendenza che si è accelerata dopo la recente guerra, iniziata il 28 febbraio con gli attacchi israeliani e statunitensi. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, l'Iran è il secondo Paese al mondo per numero di esecuzioni, dopo la Cina.

12:55

Marina dei pasdaran: “35 navi hanno attraversato Hormuz nelle ultime 24 ore”

La Marina del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha dichiarato che 35 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore, dopo aver ottenuto i permessi necessari e aver coordinato le operazioni con le forze navali dei pasdaran. L'ufficio stampa della Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che tra le imbarcazioni figuravano petroliere, navi portacontainer e altre navi commerciali. Lo riporta Iran International.

12:19

Al Arabiya: ecco i punti della bozza finale dell’accordo, possibile annuncio a ore

Fine delle operazioni militari e della guerra mediatica, cessate il fuoco immediato, totale e senza condizioni su tutti i fronti, garanzie per la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. Sarebbero questi alcuni dei punti contenuti nella "bozza finale" di un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti, con la mediazione del Pakistan, secondo quanto riporta la tv satellitare al Arabiya sull'account X in inglese citando sue fonti stando alle quali un annuncio potrebbe arrivare a ore. Un particolare, quest'ultimo, che non viene invece indicato dal servizio arabo dell'emittente che si limita a parlare di cauto ottimismo citando fonti pachistane.
Secondo quanto riportato, il testo prevede inoltre un impegno reciproco delle parti a non colpire infrastrutture militari, civili o del settore economico, l'impegno a rispettare sovranità, integrità territoriale e principio di non interferenza negli affari interni, oltre a un meccanismo congiunto per monitorare l'attuazione dell'intesa e risolvere dispute. Negoziati sulle questioni irrisolte inizierebbero entro sette giorni e una revoca graduale delle sanzioni americane viene indicata in cambio dell'impegno dell'Iran rispetto ai termini dell'accordo.
La fonte pachistana al canale in arabo ha sottolineato che "non esiste alternativa a un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran". La fonte ha inoltre confermato che "ridurre le divergenze non è facile perché entrambe le parti hanno richieste elevate". La fonte ha poi indicato che "i contatti continuano per ridurre il divario sulle questioni dell'uranio e dello Stretto di Hormuz". La fonte ha osservato che "il punto critico nei negoziati è stato, e rimane, come gestire l'uranio altamente arricchito" e ha aggiunto che "le questioni principali dell'accordo richiedono un lungo periodo di negoziazione". Infine, la fonte ha affermato che il Pakistan ripone grande speranza nella Cina per far progredire il potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran.

12:06

Libano: “Salgono a 6 i morti in attacchi Israele, anche due paramedici”

Ci sono anche due paramedici tra le 6 persone uccise in attacchi israeliani a Deir Qanoun al-Nahr, nel sud del Libano. Altre sei persone sono rimaste ferite nell'attacco, tra cui tre paramedici e una donna, ha riferito l'agenzia di stampa nazionale libanese (Nna)

11:48

Media: “Attacchi di Israele nel sud del Libano, almeno 5 morti”

Secondo quanto riferito dall'Orient Le Jour, almeno 5 persone sono morte nel duplice attacco israeliano a Deir Qanoun el-Nahr, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano. Oltre a due soccorritori uccisi, l'attacco con i droni ha causato anche la morte di due cittadini siriani, tra cui una bambina, e del barbiere del villaggio, Ali Alamé, che, secondo fonti locali, era rimasto sul posto offrendo rasature e tagli di capelli gratuiti agli abitanti che si rifiutavano di andarsene nonostante i bombardamenti

11:25

Emirati: “La possibilità di arrivare a un accordo è di 50 e 50”

Le possibilità che Iran e Stati Uniti arrivino a un accordo sono al 50%. Ne sono convinti gli Emirati Arabi Uniti. "Le chance sono 50-50", ha sottolineato Anwar Gargash, ascoltato consigliere Mohamed bin Zayed. Teheran "ha perso molte occasioni nel corso degli anni perchè ha una tendenza a sopravvalutare le carte che ha in mano", ha spiegato, "spero che non lo facciano anche stavolta"

10:41

Rubio: “Se accettiamo i pedaggi Hormuz, caso si ripeterà”

Se sarà concesso all'Iran di instaurare un sistema di pedaggi per l'attraversamento dello Stretto di Hormuz, verrà creato un precedente e altre nazioni nelle condizioni di farlo seguiranno l'esempio. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, in apertura dei lavori della ministeriale Nato di Helsingborg

10:33

Tajani: “Missione Nato a Hormuz? La Turchia sarebbe contro”

Una missione Nato per far rispettare il diritto di navigazione nello Stretto di Hormuz non sarebbe plausibile a causa della contrarietà della Turchia. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della ministeriale Nato di Helsingborg. "Noi siamo assolutamente disponibili a partecipare a missioni internazionali sotto la bandiera dell'Onu, sotto la bandiera delle nazioni dell'Unione Europea, sotto la bandiera di un accordo internazionale", ha affermato Tajani, "non credo che possa essere la Nato a intervenire anche perchè c'è la Turchia che non sarebbe favorevole, quindi dobbiamo trovare un'altra formula". "Una volta arrivato un cessato il fuoco stabile, noi siamo pronti a fare la nostra parte: l'abbiamo detto, lo ripetiamo e lo confermerò anche oggi", ha concluso il vicepremier

10:32

Rubio: “Lievi progressi nei colloqui di pace con l'Iran, è positivo”

"Restiamo in attesa di notizie su colloqui attualmente in corso. Si sono registrati alcuni lievi progressi. Non voglio esagerare, ma c'è stato un leggero miglioramento e questo è positivo. I principi fondamentali rimangono gli stessi: l'Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari". Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio in Svezia

05:23

Nyt: l’Iran discute con l'Oman sistema tariffe per Stretto di Hormuz

L'Iran avrebbe discusso con l'Oman, storico alleato degli Stati Uniti, un possibile sistema di tariffe per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, ignorando gli avvertimenti dell'amministrazione di Donald Trump contro qualsiasi richiesta di pagamento per transitare in una delle rotte marittime più strategiche del pianeta. Lo riporta il New York Times. Non è chiaro se dai colloqui emergerà un progetto concreto, ma le discussioni sembrano indicare che Washington e Teheran siano ancora lontane da una vera soluzione del conflitto che ha fortemente colpito l'economia globale, nonostante le ripetute dichiarazioni ottimistiche di Trump.

00:14

Media Teheran, proseguono i colloqui indiretti Iran-Usa mediati da Pakistan

Proseguono i colloqui indiretti tra Teheran e Washington, con il Pakistan che funge da mediatore. Lo afferma l'agenzia iraniana Isna, secondo cui le due parti si stanno attualmente scambiando messaggi e bozze di testo nel tentativo di stabilire un quadro per un accordo.

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