Salone del libro 2026, il ministro della cultura Giuli al Lingotto di Torino
Cinque giorni, da oggi al 18 maggio, per confrontarsi su un presente inquieto continuando a immaginare il futuro. Scenari internazionali, politica e diritti ma anche letteratura, musica, comicità
Sul palco dell’arena Robinson, al padiglione 3 del Lingotto a Torino, star della narrativa internazionale, autori italiani e internazionali, musicisti, attori e le nostre grandi firme. Una festa dedicata alla comunità di Repubblica nell’anno che celebra un anniversario speciale, i nostri primi 50 anni di storia.
Punti chiave- 13:16
Il ministro Giuli: “Mi sento più a casa qua che altrove”
- 12:21
La benedizione di Papa Leone per il salone del libro: “Copiosi lumi celesti su chi vi prenderà parte”
- 12:08
Il ministro della cultura Giuli al salone del libro
Il ministro Giuli: “Mi sento più a casa qua che altrove”
Chiude i saluti istituzionali Alessandro Giuli: “Mi sento un po’ più a casa qua che altrove”, premette il ministro della Cultura e sullo sfondo resta la questione dell’ingresso del governo nella governance del Salone del libro di Torino. “È un rito collettivo e partecipato dove non si avverte né barriera di ingresso né inviti all’uscita, è uno dei valori principali del Salone”
Apprezzando poi del titolo dell’evento Giuli si rivolge prima a Annalena Benini, “direttrice a vita del Salone”, poi passaai numeri del comparto. “L’editoria è cresciuta e nei primi 4 mesi del 2026 - spiega - Abbiamo una crescita 2,5% e maggior spesa di 16,4 milioni di euro. Non è poco, non sarà mai abbastanza ma è un bel segno. Gli acquisti delle biblioteche sono un motore importante”.
Ne approfitta poi per annunciare di aver rimodulato il costo del biglietto di ingresso al Pantheon da 5 a 7 euro per i non residenti per alimentare a getto continuo il comparto editoriale. Stimiamo 5-7 milioni
Giuli invita poi alla “pluralità” del Salone e annuncia l’avvio del Salone italiano delle riviste, la cui prima edizione si terrà a Pistoia.
Michele Ainis e il referendum: “In Italia non abbiamo il referendum propositivo, ci siamo arrangiati con le forbici”
“La nostra democrazia nasce con un esercizio di sovranità popolare, i referendum poi però sono sempre stati vilipesi. La legge che dà le gambe al referendum arriva solo nel ‘70, perché c’era di mezzo il divorzio. Poi, siccome in Italia non abbiamo il referendum propositivo, ci siamo arrangiati con le forbici: taglio un aggettivo, una virgola di là e faccio un trucchetto”.
Il costituzionalista Michele Ainis, ospite dell’Arena Robinson poi aggiunge: “Anche l’appello all’astensione è un trucco: anziché misurarti apertamente, tu che sei contrario ti aggiungi alla quota di astensionismo e fai saltare il referendum. Poi capita un referendum senza quorum e supera il 60% dei votanti: cosa è stato percepito? L’idea che si volesse silenziare un contro potere.
di Martina Vivani
12:35Gianrico Carofiglio: “Serve un confronto senza violenza verbale”
“La sicurezza, correttamente declinata, è un tema tutto di sinistra: sicurezza di tornare al sicuro a casa, di avere un lavoro non precario, di avere stabilità economica, di poter stabilire relazioni e di poter costruire un futuro. Non significa scadere in un atteggiamento securitario: non si fa sicurezza creando semplicemente nuovi reati che ancora non esistono”. Così Gianrico Carofiglio ospite dell’Arena Robinson.
(ansa)“La comunicazione non è accessoria al contenuto, è una sua parte strutturale: occorre essere in grado di tornare a confrontarsi, ad affrontare punti di vista diversi, senza violenza verbale. E bisogna tornare a dare ai cittadini le motivazioni per votare”.
di Giuseppe Nuzzi
12:21La benedizione di Papa Leone per il salone del libro: “Copiosi lumi celesti su chi vi prenderà parte”
Tocca alla direttrice editoriale dell’evento Annalena Benini riportare l’augurio inviato al cardinale Roberto Repole da Papa Leone XIV: “In un tempo che sembra soffocato dall’orrore della guerra e del gelo dell’indifferenza, i bambini, con la loro capacità innata di guardare il mondo con occhi nuovi, accendono nella società una luce di speranza -legge Benini - C’è bisogno di una letteratura che aiuti a riconoscere la dignità di ogni persona, specialmente dei più vulnerabili, e che diventi sempre più scuola di fraternità e di pace”.
Nell’ auspicare che l’evento susciti rinnovata consapevolezza circa l’importanza della cultura nel costruire il dialogo e la concordia, il pontefice poi invoca copiosi lumi celesti su quanti prenderanno parte alla manifestazione e volentieri invia la benedizione apostolica.
Il ministro della cultura Giuli al salone del libro
Si apre con un concerto a sorpresa la XXXVIII edizione del Salone internazionale del libro di Torino. I cinquanta giovanissimi dell’orchestra Suzuki (la più giovane orchestra da Camera d'Europa) hanno intonato l’inno di Italia e, subito dopo, quello della Grecia, paese ospite di questa edizione. La performance inaugurale si è chiusa con l’inno alla gioia che ha strappato un lungo applauso alla platea dell’auditorium Giovanni Agnelli.
In prima fila, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, accanto al sindaco di Torino Stefano Lo Russo e al vice prescindente della Regione Maurizio Marrone.
Michele Serra: “Non mi autocensuro, ma sento la responsabilità della parola”
“Ogni tanto la tentazione di fare un giornale satirico ce l’ho, penso ai lettori di Cuore. Le occasioni di satira si sono moltiplicate, chi poteva pensare che Trump avrebbe detto ‘sono tutti in coda per baciarmi il culo’. Sembra satira, ma alla fine è realtà. Oggi c’è molta qualità nella satira ma nulla che la tiene insieme, se dovessi rifarlo comunque dovrebbe essere online. Se qualcuno mi dà un filtro che mi riporta ai trent’anni, lo faccio”.
(ansa)“Con la satira non mi censuro, ma sento la responsabilità della parola. la polis è fatta di parole: parola politica, comunicazione e giornalistica. quando facevo satira a volte è capitato di non fare titoli che potessero cozzare con la sensibilità altrui. Minimizzare il rischio è giusto, è difficile trovare l’equilibrio”.
di Martina Vivani
11:03Michele Serra: “Si scrive per se stessi e per i lettori”
Attesissimo l’incontro di Michele Serra con i lettori che apre ufficialmente la prima giornata dell’Arena Robinson. “Come si fa a scrivere ogni giorno? Prendendo sul serio l’impegno con i lettori, ma non prendendo troppo sul serio il proprio ego”. Serra poi risponde a un lettore che gli chiede quanto i social influenzano la scrittura di una rubrica quotidiana come l’Amaca: “Le persone si accodano, l’odio è un ingrediente senza tempo, era tutto già scritto nei Promessi sposi per questo è obbligatorio imparare a fregarsene. Scrivi mettendo in pubblico un pezzo di te e se non fai così non vivi più”.
(ansa)