Eurovision al via: le proteste anti Israele, l’attesa per Sal Da Vinci
La Repubblica

Eurovision al via: le proteste anti Israele, l’attesa per Sal Da Vinci

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Martedì 12 maggio 2026
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Si apre la 70esima edizione dell’Eurovision song contest, ospitata dalla Wiener Stadthalle di Vienna. Sul palco Sal Da Vinci con “Per sempre sì”, ma la vigilia è segnata dalle proteste anti-Israele

La capitale austriaca dà il via alla prima delle due semifinali. L'evento, che celebra il 70esimo anniversario della manifestazione, si tiene alla Wiener Stadthalle, già teatro del concorso nel 1967 e nel 2015. La prima semifinale va in onda dalle 21 su Rai 2. Alla conduzione della versione italiana Gabriele Corsi, alla sua sesta edizione, e Elettra Lamborghini, al debutto come telecronista.

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Sul palco della Stadthalle i padroni di casa Victoria Swarovski - cantante e conduttrice austriaca, erede della celebre famiglia Swarovski - e Michael Ostrowski, attore e conduttore. Sal Da Vinci si esibisce fuori concorso, così come la Germania, già qualificata di diritto per la finale insieme all'Austria, Paese ospitante e campione in carica, Francia e Regno Unito che invece saranno sul palco nella seconda semifinale di giovedì 14 maggio. Tra i quindici artisti della prima serata, che si apre con la Moldavia, anche San Marino con Senhit, in coppia con Boy George sulle note di Superstar. In dieci staccheranno il pass per la finale di sabato.

19:30

Prima semifinale, i favoriti per la qualificazione

I favoriti per la qualificazione sono Finlandia, Grecia, Israele, Svezia e Croazia. In particolare, i finlandesi Linda Lampenius e Pete Parkkonen vengono dati in pole position per la vittoria del contest con la loro Liekinheitin, ovvero “lanciafiamme”. "Siamo così presi dalla musica e da ciò che facciamo nei brani, che è proprio questo che cerchiamo sempre: l'emozione. Deve venire da qui: dal cuore", ha dichiarato la violinista Lampenius.

19:26

Il fenomeno Sal Da Vinci

La diffusione virale di un video delle prove di Sal Da Vinci sul palco della Wiener Stadthalle ha scatenato un entusiasmo senza precedenti, trasformando l'artista italiano nel fenomeno mediatico più discusso della kermesse e proiettandolo verso le vette delle classifiche dei bookmaker. L'attenzione è catalizzata dalla performance dell'Italia. La vocalità dell'artista e l'impatto scenico della performance hanno conquistato non solo il pubblico italiano, ma anche la nutrita schiera di fan internazionali, rendendo il contenuto il vero "caso" digitale del contest.

19:22

L’inchiesta del New York Times

Un’inchiesta del New York Times spiega come Israele abbia sfruttato la gara canora europea come strumento di propaganda e consenso internazionale, provocando polemiche, boicottaggi e tensioni interne al concorso.

19:20

Sabato il corteo

Al grido di "Nessun palco per il genocidio", i manifestanti si preparano anche a una protesta in musica venerdì e a un corteo sabato 16 maggio, giorno della finale del contest.

19:19

Le polemiche, i Paesi usciti dalla gara

Ben cinque Paesi - Spagna, Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda - si sono ritirati dalla gara in segno di dissenso contro le operazioni militari nella Striscia di Gaza e contro la disparità di trattamento rispetto alla Russia, esclusa dall'Esc dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022. Le defezioni sarebbero state ancora più ampie se Bulgaria, Romania e Moldavia non avessero deciso di rientrare. Alle polemiche si è aggiunta la campagna No Music for Genocide: oltre 1.100 artisti, tra cui Macklemore, Peter Gabriel e i Massive Attack, hanno firmato una lettera aperta contro la partecipazione di Israele.

19:07

Le piccole bare della protesta Pro Pal

Una deposizione simbolica di piccole bare nella centralissima Schwedenplatz: in una Vienna blindata da un massiccio dispositivo di sicurezza, è la protesta scelta dagli attivisti Pro Pal nel giorno della prima semifinale della 70esima edizione dell'Eurovision Song Contest, che vede sul palco della Wiener Stadhalle anche Israele, al centro del più vasto boicottaggio politico nella storia del concorso. Durante il presidio i manifestanti hanno deposto simbolicamente piccole bare con fotografie di bambini morti nella guerra di Gaza seguita all'attacco di Hamas contro Israele. "A dispetto di diverse sentenze e dei pareri di Amnesty International, Onu e Medici Senza Frontiere, Israele continua il genocidio e l'occupazione illegale della Palestina con una brutalità ininterrotta", hanno dichiarato gli organizzatori della protesta. Gli attivisti hanno inoltre criticato il fatto che "Israele, nonostante i suoi crimini, abbia la possibilità di presentarsi questa settimana a Vienna come una nazione democratica, pacifica e arcobaleno".

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