Al corteo del Primo Maggio a Torino scontri e cariche davanti all’ex centro sociale Askatasuna
In mattinata avevano sfilato in 15 mila per “un lavoro dignitoso”. Il centro destra attacca il sindaco sulla gestione dell’ex centro sociale e chiede una “linea dura” contro i responsabili
Cariche al corteo del Primo Maggio a Torino. La tensione salequando, poco dopo le 12, lo spezzone dell’opposizione sociale si separa dalla manifestazione principale e raggiunge corso Regina Margherita nei pressi dell’ex Askatasuna. L’area è presidiata dalle forze di polizia: è scontro.
Al grido di “inizia la guerriglia”, i manifestanti tentato di sfondare il cordone di forze dell'ordine, la polizia risponde con gli idranti. Scattano le cariche, gli idranti bagnano gli antagonisti, i lacrimogeni rendono l’aria aspra.
Dopo gli scontri si accende il confronto politico, con il centrodestra che attacca il sindaco Lo Russo sulla gestione di Askatasuna e dell’ordine pubblico, mentre dal governo arrivano dure accuse agli antagonisti e richieste di “linea dura” contro i responsabili.
In mattinata, circa quindicimila persone avevano sfilato in città nel corteo promosso da Cgil, Cisl e Uil, partito da corso Cairoli e concluso in piazza Castello, tra rivendicazioni sul lavoro dignitoso, precarietà e trasformazioni del mondo produttivo, con particolare attenzione anche all’impatto dell’intelligenza artificiale. La giornata, fin dalle prime ore, era stata caratterizzata, però, da un livello elevato di attenzione sul fronte della sicurezza per la presenza annunciata di iniziative autonome fuori dal percorso ufficiale.
Punti chiave- 16:49
Primo Maggio a Torino, scontro politico dopo gli incidenti
- 12:24
Autonomi a Torino contro forze dell'ordine, carica in risposta
- 11:31
L’intervento finale di Filippone (Cisl):”Innovazione sì, ma solo con diritti e tutele”
- 09:51
Partiti in migliaia in corteo a Torino
Cirio: “A Torino violenze e aggressioni da parte di un gruppo delinquenti”
"Ancora una volta a Torino abbiamo assistito a violenze e aggressioni da parte di un gruppo di delinquenti che hanno voluto oltraggiare la giornata del 1 maggio, la festa dedicata al lavoro e ai diritti dei lavoratori sanciti dalla nostra bellissima Costituzione democratica. Violenze come quelle di oggi ad opera degli autonomi di Askatasuna sono inaccettabili e vanno condannate con forza perché sono al di fuori della democrazia e della legalità. Alle donne e agli uomini delle forze dell'ordine oggi va la solidarietà mia e della Regione Piemonte e il ringraziamento per aver garantito la sicurezza e l'ordine pubblico". Lo dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.
(ansa) 18:15Sindaco Torino: “Solidarietà alle forze dell'ordine”
"Gli episodi di violenza che si sono verificati oggi, a margine della manifestazione per il Primo Maggio, vanno condannati con estrema fermezza e non hanno nulla a che vedere con lo spirito di un corteo di migliaia di persone che questa mattina sono scese in piazza per difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori". Ad affermarlo il sindaco di Torino Stefano Lo Russo. "A nome della Città di Torino - dice - desideriamo esprimere solidarietà al personale delle forze dell'ordine coinvolto negli scontri mentre, anche in un giorno di festa come questo, era al lavoro per garantire la sicurezza e l'ordine pubblico".
16:49Primo Maggio a Torino, scontro politico dopo gli incidenti
Dopo le tensioni al corteo del Primo Maggio, si moltiplicano le reazioni politiche. Il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana (Forza Italia) attaccano il sindaco Stefano Lo Russo: “Ha ragione a dire ‘scegliamo da che parte stare’, visto che fino ad oggi ha flirtato con i centri sociali e Askatasuna”, chiedendo di assegnare “entro una settimana” l’immobile “a realtà serie” e avvertendo che, in assenza di risposte, si valuti anche il sequestro. I due parlano di “una ferita a un corteo democratico” e accusano la maggioranza di non far rispettare le regole.
Dura anche Augusta Montaruli (vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera), che sollecita di “mettere subito a bando lo stabile sgomberato” per evitare nuove tensioni, sostenendo che “la violenza di oggi dimostra quanto era necessaria la liberazione dell’edificio” e denunciando il rischio di “provocazioni” e “guerriglia contro lo Stato”.
Critico Fabrizio Ricca (Lega), secondo cui “per i violenti ogni scusa è buona per creare disordini”, aggiungendo che “parte della responsabilità” sarebbe anche “di una certa sinistra” che avrebbe dato spazio a queste realtà.
"La mia condanna per i disordini di Torino, dove una parte del corteo del Primo Maggio ha aggredito le forze dell'ordine, inneggiando alla guerriglia e insultando le istituzioni. Tutto questo non ha nulla a che vedere con la Festa dei Lavoratori. È triste constatare come ogni ricorrenza venga ormai strumentalizzata dai soliti noti, trasformandosi in un pretesto per sfogare violenza e creare disagi nelle città. Alle forze dell'ordine va il mio ringraziamento per il lavoro svolto e la mia solidarietà per i gravi episodi di oggi", dichiara la ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati.
Duro il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che definisce lo slogan “Inizia l’assedio, inizia la guerriglia” come “parole gravissime” che descrivono “il clima di violenza e di attacco allo Stato”, accusando i “professionisti del disordine” di aver “trasformato Torino in un teatro di scontri” e ribadendo che “la legalità non è negoziabile”.
Nel campo del centrosinistra, la deputata M5S Chiara Appendino condanna gli episodi parlando di violenze “inaccettabili” e ribadisce “piena solidarietà” alle forze dell’ordine, ma avverte: “non azzardatevi a usare questi episodi isolati per oscurare la marea umana” scesa in piazza per lavoro e diritti.
Dal fronte di Fratelli d’Italia intervengono anche Roberto Ravello, che parla di violenza “cercata e voluta” e sostiene che sfilare con i centri sociali significhi “coprire la guerriglia urbana”, e Alessandra Binzoni, che denuncia come il Primo Maggio sia stato “svilito dai soliti antagonisti” con “attacchi alla polizia”.
Interviene anche l’Associazione nazionale funzionari di polizia, che definisce “inaccettabile” l’utilizzo della ricorrenza come terreno di scontro da parte di “minoranze organizzate” violente.
Sul piano istituzionale, mentre Lo Russo concludeva il corteo in piazza Castello, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio partecipava a Volpedo alle celebrazioni del “Quarto Stato”, sottolineando il valore simbolico dell’opera per i diritti dei lavoratori e ribadendo che sulla sicurezza “non sarà mai sufficiente quello che facciamo” finché ci saranno persone che non tornano a casa dal lavoro.
16:45Silp Torino: “Senza diritti non c'è sicurezza”
"Anche le lavoratrici e i lavoratori in divisa subiscono carichi insostenibili, carenze di organico e risorse insufficienti: è tempo di investimenti veri, tutele e riconoscimento. Rivendichiamo con forza un modello di sicurezza che sia parte integrante di un Paese più giusto, dove i diritti non si comprimono ma si estendono. Senza diritti non c'è sicurezza, senza lavoro dignitoso non c'è democrazia". Lo afferma in una nota il segretario organizzativo provinciale torinese del Silp, Alessandro Laruccia.
16:14Appendino, violenze Torino inaccettabili ma non oscurare grande piazza dei lavoratori
"Le violenze avvenute oggi a Torino sono inaccettabili e non hanno nulla a che vedere con lo spirito e le ragioni del corteo. La nostra condanna verso chi sceglie lo scontro e l'aggressione è netta, senza alcuna indulgenza, e la nostra piena solidarietà va agli agenti delle Forze dell'Ordine coinvolti. Tuttavia, alla destra dico chiaramente: non azzardatevi a usare questi episodi isolati per oscurare la marea umana che oggi ha riempito le piazze d'Italia. I veri protagonisti del Primo Maggio sono le centinaia di migliaia di lavoratori che chiedono, con determinazione, salari dignitosi, sicurezza e diritti. I pochi violenti non rappresentano nessuno e non permetteremo che vengano usati come pretesto per distogliere l'attenzione dalle emergenze del Paese: dagli oltre 138mila lavoratori coinvolti nei tavoli di crisi alla precarietà che soffoca troppe famiglie. Questa è stata una giornata di lotta partecipata e pacifica contro un governo che sta calpestando la dignità del lavoro; la bellezza di questa piazza non la lasceremo sporcare da nessuno". Afferma in una nota la deputata del M5S Chiara Appendino.
15:50Zangrillo, a Torino assalto organizzato allo Stato
"'Inizia l'assedio, inizia la guerriglia’: parole gravissime che non lasciano spazio a interpretazioni e che descrivono con brutale chiarezza il clima di violenza e di attacco allo Stato che ha oltraggiato il Primo Maggio a Torino", interviene il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.
Secondo il ministro, la giornata è stata segnata ancora una volta dall’azione dei “soliti professionisti del disordine” che hanno “trasformato Torino in un teatro di scontri, aggredendo barbaramente le Forze dell’Ordine”. Zangrillo attacca anche l’area di Askatasuna, parlando di un contesto fatto di “scontro, intimidazione e violenza sistematica”.
Infine ribadisce che “lo Stato non arretra” e che “la legalità non è negoziabile”, esprimendo “piena solidarietà” agli agenti impegnati negli scontri.
15:41Sinistra Ecologista in piazza: “Basta precarietà e stipendi da fame”
Sinistra Ecologista ha partecipato al corteo del Primo Maggio con una delegazione ampia, guidata dall’assessore Jacopo Rosatelli insieme a esponenti comunali, regionali ed europei, per ribadire la centralità del diritto al lavoro. “È ora di agire con politiche serie” contro “stipendi da fame, precarietà e disuguaglianze”, dichiarano Sara Diena ed Emanuele Busconi, richiamando anche il tema della sicurezza e della dignità del lavoro.
Nel mirino le trasformazioni economiche del territorio: secondo il gruppo, Torino paga il prezzo della desertificazione industriale e della mancanza di tutele. “Non possiamo più aspettare”, affermano, chiedendo al governo interventi concreti e puntando sulla transizione ecologica come occasione di nuova occupazione.
15:07Funzionari Ps: “Ferma condanna per gli episodi di violenza a Torino”
L’Associazione nazionale funzionari di polizia esprime “la più ferma condanna” per le violenze avvenute a Torino durante il corteo del Primo Maggio, attribuendole a gruppi antagonisti che avrebbero “deliberatamente strumentalizzato una giornata simbolo dei diritti e della dignità del lavoro”.
Il segretario Enzo Letizia sottolinea come una manifestazione pacifica sia stata “inquinata dall’azione di frange organizzate”, che staccandosi dal corteo hanno provocato scontri davanti all’ex Askatasuna, indicato come “catalizzatore di dinamiche conflittuali”.
Secondo l’associazione non si tratta di episodi isolati, ma di “una strategia ormai consolidata” per creare tensione e cercare lo scontro con le forze dell’ordine. L’Anfp esprime infine “pieno sostegno” agli agenti, ribadendo che la sicurezza è “condizione imprescindibile per l’esercizio delle libertà democratiche”.
14:00Salvini: “Criminali e poliziotti. Buon primo maggio ai secondi”
“Centri sociali e poliziotti. Criminali e lavoratori. Buon Primo Maggio solo ai secondi". Lo scrive in un post su 'X' è il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini commentando gli scontri a Torino al corteo del primo maggio.
13:30Autonomi ripartono in corteo dopo i disordini
È tornata la calma nel quartiere Vanchiglia di Torino, dove dopo il corteo del Primo maggio ci sono stati scontri tra autonomi e forze dell'ordine davanti alla palazzina che per trent'anni, fino allo sgombero di dicembre, ha ospitato il centro sociale Askatasuna.
Parte dello spezzone sociale è ripartito in corteo sul lungo Dora per raggiungere i giardini Pozzo, non lontano dal campus universitario Einaudi, dove ci sarà il pranzo per la festa dei lavoratori, organizzata dagli autonomi. Un evento che nei giorni scorsi avevano chiesto di fare nel giardino dell'ex centro sociale, ma per cui era arrivato il no da parte della prefettura.
"Il corteo si è ripreso le strade di Vanchiglia, rispondendo con forza e dignità. Vanchiglia è nostra" dicono al microfono.
A quanto si apprende dai manifestanti ci sarebbero stati alcuni feriti durante i disordini, soccorsi sul posto dagli stessi attivisti.
Scontri nel giardino dell'ex centro sociale Askatasuna
Un gruppo di autonomi riesce a raggiungere il cancello del giardino dell'ex centro sociale Askatasuna e ad aprirlo. All'interno però ci sono i reparti mobili della polizia, che caricano e lanciato lacrimogeni per respingerli. I manifestanti, rimasti alcune centinaia, continuano a girare per il quartiere di Vanchiglia, alcuni di loro a volto coperto, e tentano ripetutamente di attaccare il retro del centro sociale. Contro le forze dell'ordine c'è stato un fitto lancio di bottiglie di vetro e qualche sasso. Il corteo si dirige in corso San Maurizio
(lapresse) 13:00Manifestanti si siedono davanti ad Askatasuna con dei libri
Un piccolo gruppo di manifestanti si siede a terra in corso Regina Margherita, davanti all'Askatasuna. Iniziano a leggere. 12:48Corso Regina Margherita chiuso. Nuova carica
Dopo la prima carica corso Regina Margherita viene chiuso al traffico. C'è un breve momento di pausa nei disordini, di alcuni minuti, poi i manifestanti lanciano bottiglie di vetro contro i reparti mobili. Un gruppo lascia corso Regina Margherita, si infila nelle vie adiacenti che circondano la palazzina e cerca di avvicinarsi ai giardini dietro l'ex centro occupato. Nuova carica, vengono lanciati dei lacrimogeni 12:31Lo spezzone sociale verso corso Regina Margherita 47
«Inizia l'assedio, inizia la guerriglia. Sono ancora in giro i ragazzi di Vanchiglia». lo spezzone dell’opposizione sociale, composto da oltre mille persone tra autonomi di Askatasuna, No Tav, pro Palestina, comitati di quartiere e collettivi studenteschi, lascia piazza Castello al termine del corteo del Primo Maggio e si separa dal resto della manifestazione.
Il gruppo annuncia l’intenzione di andare verso il quartiere Vanchiglia, con l’obiettivo di avvicinarsi all’ex centro sociale di corso Regina Margherita 47, sgomberato lo scorso dicembre dopo trent’anni di occupazione.
Dal microfono viene rivendicato il gesto come una risposta a quella che definiscono “una ferita ancora aperta”, con richiami alla scelta di “stare dalla parte delle ingiustizie” e di continuare la mobilitazione. In apertura dello spezzone, davanti al corteo, anche alcuni giovani con bastoni e aste di bandiera.
12:26La polizia respinge i manifestanti con gli idranti
Primo Maggio a Torino, scontri tra autonomi e polizia davanti all'ex Askatasuna
12:24Autonomi a Torino contro forze dell'ordine, carica in risposta
Lo spezzone di autonomi che si è staccato dal corteo del Primo Maggio a Torino tenta di sfondare il cordone di forze dell'ordine davanti all'ex Askatasuna occupata, in corso Regina Margherita. Gli antagonisti vanno a colpire gli scudi delle forze dell'ordine a bastonate, spruzzando contro agenti e militari con delle bombolette. La reazione è una carica e l'utilizzo di un idrante. 11:59Sotto il rettorato contestazioni alla rettrice Prandi
Lo spezzone sociale del corteo, composto da oltre un migliaio di persone, attraversando via Po, quando passa davanti al rettorato, contesta la rettrice Prandi. «Ha scelto di chiudere le università prima del corteo del 31 gennaio. Ci opponiamo alla sue visione securitaria. Le università devono essere un luogo di informazione critica, non devono arrivare poliziotti per coprire il volantinaggio dei fascisti». Gli studenti hanno ribadito la loro idea di università come spazio di confronto e informazione critica, sostenendo che non debba trasformarsi in un luogo presidiato dalle forze dell’ordine, anche in occasione di attività di volantinaggio politico.
11:56Giovani comunisti contestano la delegazione del Pd
Primo Maggio a Torino, manifestanti Fiom e giovani comunisti contestano la delegazione del Pd
Al corteo per il Primo Maggio di Torino, la delegazione del Partito Democratico è stata contestata dal Fronte della Gioventù Comunista. "Fuori il Pd dal corteo", hanno gridato i contestatori, prima di dare qualche spintone ai manifestanti del Pd. Edi Lazzi, segretario generale della FIOM CGIL di Torino dichiara: “I manifestanti della FIOM, contrariamente a quanto erroneamente diffuso da alcuni media, non hanno gridato assolutamente nulla e non hanno contestato nessuno, tantomeno spintonato. Lo spezzone del PD, che era al lato della strada, ha deciso di inserirsi tra il gruppo della FIOM e quello del Fronte della Gioventú Comunista, collocato subito dietro al nostro. In quel momento sono partiti dei cori e ci sono stati dei brevi contatti ma non da parte dei militanti della FIOM, che anzi sono intervenuti con i loro dirigenti per mettere calma alla situazione. È bene sottolineare, in questa occasione, che la FIOM di Torino é al terzo anno consecutivo che al corteo del Primo Maggio si fa garante del buon andamento della manifestazione affinché venga svolta senza incidenti e interventi della polizia. Incidenti che, anche grazie al nostro impegno, non si sono verificati in questi ultimi anni, contrariamente a quelli precedenti dove, invece, i disordini si sono verificati ad ogni Primo Maggio”.
11:51“Con 600 euro al mese non si vive, bisogna alzare i salari”
In piazza anche Daniela Rummo, addetta alle mense scolastiche comunali, che da vent’anni si occupa della distribuzione dei pasti e della gestione del servizio. Con un contratto part-time di 15 ore settimanali rinnovato ogni nove mesi e uno stipendio che non supera i 600 euro al mese, racconta la difficoltà concreta di arrivare a fine mese: “Con 600 euro al mese non si vive, bisogna alzare i salari”.
“Il Primo Maggio sono in piazza per rivendicare il diritto di vivere in modo dignitoso”, spiega, sottolineando come la precarietà e i bassi redditi rendano complicata anche la gestione delle spese familiari quotidiane, tra figli, studio e caro vita. La sua richiesta è chiara: “Salari adeguati al costo della vita, 12 mesi di lavoro e più personale, perché siamo troppo pochi”
11:31L’intervento finale di Filippone (Cisl):”Innovazione sì, ma solo con diritti e tutele”
“Il lavoro non è una merce e la dignità delle persone non è negoziabile”, dice dal palco per l’intervento finale Giuseppe Filippone, segretario generale CISL Torino e Canavese. E aggiunge: “il lavoro dignitoso non è un lusso del passato, ma la condizione di un futuro possibile”. Decia ampio spazio al tema della sicurezza, con un richiamo duro ai numeri delle morti sul lavoro: “nel 2025 in Italia si sono contate più di mille morti sul lavoro” e “ogni morte è una sconfitta del sistema”.
Sul fronte economico, Filippone denuncia la perdita di potere d’acquisto e i ritardi nei rinnovi contrattuali, sottolineando che “i rinnovi contrattuali devono essere tempestivi e garantire aumenti salariali effettivi”.
Riguardo all’intelligenza artificiale, rivendica il ruolo del sindacato nella gestione dei cambiamenti tecnologici, indicando tre diritti fondamentali: “il diritto all’informazione preventiva”, “il diritto alla formazione e riqualificazione professionale” e “il diritto a non essere sostituiti senza tutele adeguate”, precisando che “se l’AI elimina posti di lavoro, il costo di questa eliminazione non può ricadere esclusivamente sui lavoratori”.
Infine, affronta i temi della precarietà giovanile e delle disuguaglianze di genere, ricordando che “le donne guadagnano mediamente meno degli uomini anche a parità di mansione” e che la parità deve diventare “un obiettivo misurabile e un impegno vincolante”.
11:26Caretti (Cisl) : “Non bisogna subite il cambiamento nel mondo del lavoro con l’arrivo dell’IA, bisogna governarlo”
“‘Il lavoro dignitoso non è solo uno slogan, ma la misura concreta di una società giusta’. Così la Cisl Piemonte, che in occasione del Primo Maggio richiama la necessità di rafforzare tutele e diritti di fronte alle trasformazioni del mondo del lavoro.
Il segretario regionale Luca Caretti sottolinea come “l’intelligenza artificiale stia cambiando rapidamente i processi produttivi e come non si possa subire questa transizione, ma governarla attraverso contrattazione, formazione e nuovi strumenti di tutela”.
E aggiunge: “Servono accordi che garantiscano formazione continua e impediscano che qualcuno resti indietro’, evidenzia la Cisl, richiamando anche la specificità del Piemonte, regione a forte vocazione manifatturiera alle prese con processi di riconversione industriale. Il sindacato rilancia infine l’importanza di un’azione radicata nei territori e della partecipazione dei lavoratori per costruire, insieme alle istituzioni, una visione condivisa sul futuro del lavoro”,
11:23Nicco: “Senza lavoro non c'è dignità”
“Senza lavoro non c’è dignità. È il fondamento delle nostre città e della libertà delle persone”. Così Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale del Piemonte, che richiama i dati positivi sull’occupazione ma sottolinea come la vera sfida resti la qualità e la stabilità del lavoro. Nicco evidenzia anche le difficoltà concrete di molti lavoratori, tra precarietà, insicurezza e retribuzioni insufficienti, ricordando come per molti il lavoro resti una battaglia quotidiana che incide direttamente sulla vita e sulle famiglie. “Serve continuare a investire su sicurezza, tutele e valorizzazione del lavoro, sostenendo chi crea occupazione. Difendere il lavoro significa difendere la dignità delle persone”, conclude.
11:11Elena Adamo (GiOC): “Il lavoro sostenibile è quello in cui giustizia, equità e rispetto non restano astratti”
“Siamo qui in piazza per mettere al centro una domanda che riguarda tutte e tutti: è possibile un futuro con un lavoro sostenibile? È da questa domanda che nasce la nostra presenza oggi, perché crediamo che parlare di lavoro sostenibile significhi interrogarsi sul rapporto tra i valori in cui crediamo e la realtà concreta del mondo del lavoro”. Dice dal palco in piazza Castello Elena Adamo, responsabile GiOC (Gioventù Operaia Cristiana).
“Il lavoro sostenibile è quello in cui giustizia, equità e rispetto non restano astratti, ma diventano condizioni reali nella vita quotidiana. Non è più accettabile la distanza tra aspirazioni e realtà lavorativa. Serve un lavoro che garantisca stabilità, riconoscimento delle competenze e possibilità di crescita, per costruire davvero il proprio futuro”.
10:58Il sindaco Lo Russo: “Oggi scegliamo da che parte stare”
"Oggi non celebriamo solo una ricorrenza. Oggi scegliamo da che parte stare. La nostra Costituzione si apre con parole che conosciamo bene: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro" (Articolo 1). E non è una formula simbolica. È una scelta precisa. Questo è il patto su cui si fonda la nostra comunità. E tra poche settimane, il 2 giugno, celebreremo gli 80 anni della Repubblica: un anniversario che ci ricorda che quel patto non è solo memoria, ma responsabilità presente. Perché riguarda noi, qui Torino questo patto lo conosce bene. Qui il lavoro non è mai stato un concetto astratto. È stato fabbrica, fatica, lotta, trasformazione, migrazione, crisi e rinascita. È stato, soprattutto, dignità". Così il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, a conclusione del corteo del Primo Maggio a Torino.
"Eppure oggi dobbiamo dirlo con chiarezza - aggiunge il sindaco -: questa dignità non è più garantita per tutte e tutti. Ci sono giovani che entrano nel mondo del lavoro con aspettative più basse dei loro genitori. Ci sono donne che incontrano ancora ostacoli e disuguaglianze salariali inaccettabili. Ci sono lavoratrici e lavoratori che vivono nella precarietà e non riescono a costruire un progetto di vita. Se lavorare non basta per vivere, allora stiamo tradendo lo spirito della nostra Costituzione. E arrivare agli 80 anni della Repubblica con questo squilibrio deve interrogarci profondamente".
"Il Primo Maggio 2026 - conclude Lo Russo - non è solo una ricorrenza: è un richiamo netto, esigente, a tre parole che non possiamo più rimandare: sicurezza, precarietà, dignità del lavoro. Sicurezza. Non è un dettaglio. Non è una voce di costo. Non è qualcosa su cui si può trattare. È il primo diritto. E oggi più che mai è una priorità nazionale. Perché quando una persona non torna a casa dal lavoro, non è solo una tragedia individuale: è una ferita che attraversa l'intera comunità, è una sconfitta della Repubblica".
Il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone in corteo lungo via Po
Contrariamente a quanto aveva annunciato, il vicepresidente e assessore al lavoro della Regione Maurizio Marrone si è unito al corteo lungo un tratto di via Po, prima dell’arrivo in piazza Castello. “Questo Primo maggio firmando due decreti che destinano risorse ingenti mai stanziate prima su casa e lavoro, il Governo Meloni conferma la massima attenzione politica sul sociale, orgogliosamente in cima all'agenda istituzionale. La scelta rivoluzionaria di riconoscere per legge un'asticella di salario giusto restituisce centralità alla contrattazione collettiva tra le parti sociali, che sarebbe stata invece mortificata dalla fissazione di un salario minimo- dice Marrone – Anche in Regione Piemonte adotteremo lo stesso requisito per i futuri contributi e incentivi così da mettere fine ai contratti "pirata", accogliendo così una istanza storica delle organizzazioni sindacali più rappresentative” 10:34Il corteo arriva in piazza Castello
La testa del corteo è arrivata in piazza Castello dove è previsto l’intervento finale.
10:33Filippone (Cisl), “Dignitoso è il lavoro che rispetta la persona'”
"Dignitoso è il lavoro che rispetta la persona, che offre prospettiva, che non espone al ricatto. Oggi troppi lavoratori, anche nel nostro territorio, vivono in una condizione di incertezza strutturale: contratti brevi, paghe basse, nessuna voce in capitolo su ciò che accade attorno a loro. Questo non è accettabile". Lo ha detto il segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Giuseppe Filippone, sfilando al corteo del Primo Maggio 2026, a Torino.
Filippone, che svolgerà il comizio finale, a nome di Cgil, Cisl, Uil, in piazza Castello, ha spiegato anche la posizione del sindacato sull'intelligenza artificiale. "Non siamo contro l'innovazione tecnologica, - ha aggiunto - siamo contro l'innovazione senza diritti. Ogni introduzione di nuove tecnologie nei luoghi di lavoro deve essere oggetto di contrattazione: i lavoratori hanno il diritto di sapere come vengono usati i loro dati, come vengono modificate le loro mansioni, quali ricadute occupazionali sono previste".
Appendino: “Mia figlia con me in corteo a Torino”
"Stamattina, mentre mi preparavo per il corteo del primo maggio, mia figlia Sara mi ha chiesto: "Mamma, cos'è un corteo?". Non avrei potuto trovare risposta migliore di portarla con me in piazza. Perché certe cose non si spiegano con le parole, si capiscono guardando le facce di chi cammina accanto a te - operai, infermieri, insegnanti, precari - e sentendo che quella camminata insieme ha un senso profondo, che viene da lontano e che parla di futuro. Il primo maggio è questo: è la memoria di chi ha lottato perché il lavoro avesse dignità. Ed è l'urgenza di chi ancora oggi quella dignità la deve conquistare, o difendere, giorno dopo giorno". È quanto ha scritto la Deputata M5s Chiara Appendino, corteo a Torino per il Prio Maggio, in un post sui suoi canali social."Penso - ha aggiunto - a chi guadagna meno di 9 euro l'ora, a chi è in cassa integrazione, a chi rischia la vita sul posto di lavoro, a chi non ha nessuna garanzia sul proprio futuro. A tutte e tutti loro, oggi, voglio dire una cosa sola: non siete invisibili. Noi vi vediamo. E a Sara, che oggi cammina accanto a me, voglio dire che questo è uno dei giorni più belli dell'anno.Perché in piazza, il primo maggio, si respira la convinzione che le cose si possono cambiare. Buon primo maggio" 10:27
Slogan, tamburi e musica per il lavoro e contro la guerra
La marcia è accompagnata da trampolieri e tamburi che danno ritmo al corteo, mentre dalle casse risuonano i brani dei 99 Posse a scandire il passo dei manifestanti. Tanti i giovani, che sfilano tra slogan e proclami contro la guerra per “la marcia di chi lotta”. “Non saremo carne di macello”, grida una ragazza al megafono che precede uno striscione “Fermiamo guerra e sfruttamento. O le nsotre vite o i loro profitti” 10:23Meloni, Trump e Netanyahu, i Babaciu di Perotti
Nel corteo anche i Babaciu, le maschere del potere di Pietro Perotti, tre grandi maschere caricaturali che raffigurano Giorgia Meloni, Donald Trump e Benjamin Netanyahu. I tre leader sono rappresentati in chiave satirica e provocatoria, con tratti volutamente esasperati e cartelli al collo che li collegano alle politiche contestate dai manifestanti, soprattutto sul tema della guerra e delle spese militari. Le scritte parlano apertamente di “crimini di guerra” e chiedono maggiori investimenti in sanità, scuola e servizi pubblici.
10:10Tra le prime file il sindaco Lo Russo
Ad aprire il corteo ci sono lo striscione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil con lo slogan "Lavoro dignitoso" e lo striscione dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. Subito dietro le istituzioni, tra cui il sindaco, Stefano Lo Russo 10:07Slogan e striscioni contro la premier Meloni e la guerra
Tra slogan e striscioni emerge un forte richiamo politico e sociale. “Ora e sempre resistenza” campeggia in nero su un lungo drappo rosso del PRC, mentre poco più indietro si legge “Meloni vattene, la nostra liberazione: rivoluzione”. Spicca anche un piccolo cartello di cartone, tenuto in mano da una ragazza, con scritto “Lavorare meno, lavorare tutt*”. Più grande e visibile lo striscione su due righe, con la prima in rosso e la seconda in giallo: “La loro guerra non la paghiamo. Torino partigiana”, firmato Que viva Askatasuna 10:06Chiudono il corteo gli antagonisti legati ad Askatasuna
A chiudere la manifestazione c'è lo spezzone sociale 'Torino partigiana', aperto dallo striscione "La loro guerra non la paghiamo. Torino partigiana. Que viva Askatasuna", che vede tra i partecipanti attivisti di Askatasuna e di altri centri sociali torinesi come il Gabrio, il comitato Vanchiglia Insieme, collettivi studenteschi, No Tav e i pro Palestina con il coordinamento Torino per Gaza. Al momento non è chiaro se lo spezzone sociale, i cui organizzatori hanno dichiarato nei giorni scorsi di voler raggiungere il quartiere Vanchiglia, dove in corso Regina Margherita 47 si trova la palazzina sgomberata lo scorso 18 dicembre, si staccherà dal corteo durante il tragitto o proseguirà dopo l'arrivo in piazza Castello. Per questo eventuale corteo verso Vanchiglia non risulta presentato alcun preavviso in questura. Sono circa 200 persone. È proprio su questo spezzone che si concentrano le maggiori preoccupazioni, anche alla luce degli annunci dei giorni scorsi. In testa al gruppo uno striscione con la scritta: “Askatasuna vuol dire libertà”. 09:51Partiti in migliaia in corteo a Torino
Sono migliaia le persone che stanno sfilando questa mattina a Torino per il corteo del Primo Maggio, la Festa dei lavoratori. Partito da corso Cairoli alle 9.30, il serpentone percorre il lungo Po, piazza Vittorio Veneto e via Po, con arrivo in piazza Castello e non in piazza San Carlo come da tradizione, a causa dei lavori di pedonalizzazione in via Roma
Ad aprire il corteo ci sono lo striscione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil con lo slogan "Lavoro dignitoso" e lo striscione dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. Subito dietro le istituzioni, tra cui il sindaco, Stefano Lo Russo. Sul palco allestito in piazza Castello, oltre al primo cittadino, è previsto l'intervento del segretario Cisl, Giuseppe Filippone.