Guerra in Iran, news di oggi: Teheran ha consegnato la sua ultima proposta per negoziati con gli Usa
Presentato il documento ai mediatori pachistani. Trump informato per 45 minuti dei nuovi piani di attacco contro. Il presidente Usa ieri ha minacciato l’Italia: “Nel Golfo è stata inutile, ritiro le truppe dal Paese”
L’Iran ha presentato al Pakistan la sua ultima proposta per i negoziati con gli Usa. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stato intanto informato per 45 minuti dal Pentagono sui nuovi piani di attacco contro l’Iran. Il tycoon sta valutando se limitarsi al blocco di Hormuz o se riprendere i raid per costringere l’Iran a negoziare secondo le sue richieste. Ieri Trump ha accusato l’Italia di essere stata “inutile nella guerra in Iran”. E ha minacciato di ridurre le truppe americane presenti sul nostro territorio.
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Axios: gli Usa hanno inviato lunedì una lista di emendamenti all’Iran, anche sul nucleare
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L’Iran ha consegnato al Pakistan la sua ultima proposta per i negoziati con gli Usa
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Intercettati droni su Teheran
Axios: gli Usa hanno inviato lunedì una lista di emendamenti all’Iran, anche sul nucleare
Gli Stati Uniti, tramite i mediatori del Pakistan, hanno inviato lunedì all'Iran un elenco di emendamenti volti a reinserire la questione nucleare nel testo dell'accordo. Lo riporta Axios citando alcune fonti. Uno degli emendamenti includeva la richiesta che l'Iran si impegnasse a non svolgere alcuna attività ai propri impianti nucleari bombardati e a non tentare di toccare le scorte di uranio arricchito finché proseguono i negoziati.
15:43Israele, feriti due riservisti dell’Idf in un attacco di Hezbollah con i droni
Due riservisti delle Forze di difesa israeliane (Idf) sono rimasti leggermente feriti in un attacco con droni sferrato da Hezbollah vicino a Misgav Am, nel nord di Israele. I due feriti sono stati trasportati in ospedale. Le Idf affermano di aver avviato un'indagine sull'attacco, che definiscono "una violazione degli accordi di cessate il fuoco da parte del gruppo terroristico Hezbollah", riferisce il Times of Israel.
L’Idf emette l’ordine di evacuazione per la città di Habboush, nel sud del Libano
Le Forze di difesa israeliane hanno emesso un avviso di evacuazione per la città di Habboush, nel sud del Libano, vicino a Nabatieh. Ai civili è stato ordinato di evacuare ad almeno un chilometro di distanza. "Alla luce delle violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, le Forze di Difesa Israeliane sono costrette ad agire con la forza e non intendono nuocervi", ha dichiarato il portavoce dell'esercito, colonnello Avichay Adraee.
14:57Araghchi sente gli omologhi di Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Iraq e Azerbaijan
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto oggi colloqui telefonici con i suoi omologhi di Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Iraq e Azerbaijian incentrati sulle ultime "iniziative della Repubblica islamica per porre fine alla guerra". A riferirne è stato in un comunicato il suo ministero.
L’Iran ha consegnato al Pakistan la sua ultima proposta per i negoziati con gli Usa
L'Iran ha presentato una nuova proposta per i colloqui con gli Stati Uniti ai mediatori pachistani. A riferirne sono i media iraniani. "La Repubblica Islamica dell'Iran ha consegnato ieri sera al Pakistan, in qualità di mediatore nei colloqui con gli Stati Uniti, il testo della sua ultima proposta negoziale", ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Irna, senza fornire ulteriori dettagli.
Madrid: “Non accettiamo lezioni o minacce da Trump”
"Non accetteremo né lezioni né minacce da nessuno". Lo ha affermato la ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, dopo le parole di Donald Trump che ha affermato di pensare al ritiro delle truppe statunitensi dalle basi in territorio iberico. Il tycoon imputa a Madrid il mancato aiuto nella guerra all'Iran.
Media: gli Usa preparano un nuovo round di colloqui Israele-Libano
Washington si sta preparando a ospitare un altro ciclo di colloqui tra Israele e Libano, secondo quanto riportato dall'emittente pubblica israeliana Kan News. Lo riporta il Jerusalem Post.
13:47Negli Usa la guerra in Iran è impopolare come quelle in Iraq e Vietnam
La guerra del presidente Donald Trump in Iran è tanto impopolare tra gli americani quanto la guerra in Iraq nel 2006 e la guerra del Vietnam nei primi anni '70. Lo rileva un sondaggio Washington Post-ABC News-Ipsos.
Il 61% degli americani - scrive il Washington Post - afferma che l'uso della forza militare contro l'Iran è stato un errore, con meno di due americani su dieci che credono che le azioni statunitensi in Iran siano state efficaci. Il 40% si dice invece convinto che l'operazione non sia riuscita mentre una quota analoga afferma che è "troppo presto per dirlo". Ma il sostegno alla guerra tra i repubblicani rimane alto: il 79% crede che sia stata la decisione giusta.
Il consigliere di Khamenei: “Sta benissimo, supervisiona i negoziati”
La Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, sta "perfettamente bene" e sta supervisionando i "negoziati", nonostante non appaia in pubblico dalla sua nomina, avvenuta l'8 marzo. Ad affermarlo è stato un consigliere di Khamenei, Mohsen Qomi, esponente religioso che ricopre la carica di vice responsabile per gli affari internazionali presso l'ufficio della Guida Suprema, citato dall'agenzia Fars. Qomi ha confermato che Khamenei è rimasto ferito negli attacchi che hanno ucciso suo padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, all'inizio della guerra, affermando però che pochi minuti prima del bombardamento si era recato nel cortile, riuscendo così a sopravvivere all'impatto. La Guida Suprema ha limitato le sue comunicazioni pubbliche a presunte dichiarazioni scritte, senza rilasciare video o registrazioni vocali.
Ciò ha alimentato le illazioni sulla gravità delle sue ferite.
"Questo è un trucco del nemico. Vogliono dire: perché non appare? Perché non invia messaggi vocali o di condoglianze?", ha affermato Qomi, assicurando che Khamenei "sta benissimo, gestisce gli affari" e "supervisiona i negoziati e il campo di battaglia". Qomi ha aggiunto che Khamenei ha anche dato istruzioni al team negoziale su "come comportarsi nelle diverse situazioni". "Ha piena consapevolezza e controllo della situazione", ha concluso il religioso.
Capo della magistratura iraniana: “Favorevoli al dialogo, ma no imposizioni”
Il presidente della Corte Suprema iraniana, Gholam-Hossein Mohseni-Ejei, ha affermato che Teheran non ha mai smesso di negoziare con gli Stati Uniti. "Non vogliamo la guerra, ma non ne abbiamo paura. Se la nostra dignità sarà minacciata, combatteremo per difenderla: questa è la ferma posizione della nostra nazione". Le sue parole riportate da Irib. Secondo il funzionario iraniano sebbene Teheran "abbia sempre accolto con favore i negoziati", la diplomazia "si basa sulla logica e sulla razionalità".
"Certamente non accettiamo imposizioni. Un nemico che non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi attraverso l'aggressione e le minacce non può certo essere prepotente o esigente al tavolo delle trattative", ha concluso.
Parigi: "Nessuna rivalità tra la coalizione Usa per Hormuz e l’iniziativa franco-britannica”
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato venerdì che il piano americano per una coalizione volta a riaprire lo strategico Stretto di Hormuz, al centro della guerra in Iran, non entrerebbe in conflitto con la missione che Francia e Regno Unito intendono realizzare. Lo riportano i media transalpini. Parlando ad Abu Dhabi al termine di un tour regionale, il ministro degli Esteri francese ha indicato di aver informato i suoi alleati del Golfo dell'iniziativa franco-britannica, che si trova ora in una fase "avanzata". Barrot ha affermato che il progetto americano non è "della stessa natura" di quello avviato da Francia e Regno Unito, al quale "diverse dozzine" di paesi hanno annunciato che "certamente" contribuiranno descrivendolo come "complementare" e non "in competizione" con l'iniziativa franco-britannica.
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi accusa gli Usa: “Mentono sul costo della guerra”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che il Pentagono sta mentendo sul costo economico della guerra, lanciata dall'amministrazione Trump il 28 febbraio insieme a Israele.
"La scommessa di Netanyahu è costata finora direttamente all'America 100 miliardi di dollari, quattro volte la cifra dichiarata", ha scritto Araghchi su X riferendosi ai dati diffusi dal ministero della Difesa americano. "I costi indiretti per i contribuenti statunitensi sono molto più alti. La bolletta mensile per ogni famiglia americana è di 500 dollari ed è in rapida crescita. Israele first (prima) significa sempre America ultima", ha aggiunto.
12:26The Pentagon is lying. Netanyahu's gamble has directly cost America $100b so far, four times what is claimed.
Indirect costs for U.S. taxpayers are FAR higher. Monthly bill for each American household is $500 and rising fast.
Israel First always means America Last. pic.twitter.com/onailLYFdL
— Seyed Abbas Araghchi (@araghchi) May 1, 2026
Telefonata fra Araghchi e Kallas sulla situazione regionale
Il ministero degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto in mattinata un colloquio telefonico con l'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas. Lo riportano i media iraniani spiegando che i due hanno discusso degli ultimi "sviluppi regionali e internazionali".
12:24Trump: “Nessuno sa dello stato dei colloqui tranne me e pochi altri”
“Nessuno sa dello stato dei colloqui a parte me e pochi altri”. A dichiararlo è stato il presidente americano Donald Trump parlando con i giornalisti. "Nessuno sa cosa sono i colloqui a parte me e un paio di altre persone", ha risposto a chi gli chiedeva delle trattative. Teheran, ha poi assicurato, "vuole moltissimo un accordo".
Media: Pezeshkian e Ghalibaf vogliono destituire Araghchi, vicino ai pasdaran
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente del parlamento di Teheran Mohammad Bagher Ghalibaf, starebbero facendo pressioni per ottenere la rimozione del ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Lo scrive Iran International, giornale con sede a Londra. L'accusa è quella di essere troppo vicino ai pasdaran. Pezeshkian e Ghalibaf - viene spiegato - ritengono che nelle ultime settimane Araghchi si sia comportato meno come un ministro incaricato di attuare le politiche governative e più come un assistente di Ahmad Vahidi, comandante delle Guardie Rivoluzionarie. La situazione avrebbe causato profonda insoddisfazione in Pezeshkian, il quale avrebbe confidato ai suoi collaboratori che, se la situazione dovesse persistere, licenzierà Araghchi, secondo quanto riferito dalle fonti.
Media: l’Iran dissotterra i missili in vista del possibile nuovo attacco Usa
L'Iran sta approfittando del cessate il fuoco per dissotterrare le proprie armi. Stando a quanto riporta NbcNews citando un funzionario statunitense e altre due fonti a conoscenza della questione, il regime avrebbe intensificato le operazioni di scavo per recuperare missili e altre munizioni nascoste sottoterra o sepolte sotto le macerie dei raid aerei statunitensi e israeliani. Gli Stati Uniti - riporta l'emittente - ritengono che il regime voglia ricostituire rapidamente le proprie capacità in termini di utilizzo di droni e missili per poter sferrare attacchi in tutto il Medio Oriente qualora il presidente Donald Trump decidesse di riprendere le operazioni militari.
07:34Trump informato su piani Usa per nuovi attacchi
Il capo del Centcom (Comando centrale dell'esercito Usa), Brad Cooper, e il capo di Stato Maggiore congiunto, Dan Caine, hanno informato nella notte il presidente Donald Trump sui piani per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riporta Axios, citando due funzionari secondo i quali il briefing di ieri è durato 45 minuti. Il briefing indica che Trump sta seriamente valutando la possibilità di riprendere importanti operazioni di combattimento, sia per cercare di sbloccare la situazione nei negoziati, sia per sferrare il colpo finale prima di porre fine alla guerra. Secondo Axios, il Centcom ha preparato un piano per una serie di attacchi "brevi e potenti" contro l'Iran, che probabilmente includeranno obiettivi infrastrutturali, nella speranza di sbloccare la situazione di stallo nei negoziati.
Stupore al Pentagono per l’idea di Trump di ridurre i soldati in Germania
Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sulla possibilità di ritirare parte delle truppe americane dalla Germania hanno "sbalordito" i funzionari del Pentagono, che si sono affrettati a cercare di capire quanto fosse serio l'annuncio. È quanto hanno riferito tre funzionari militari statunitensi a Politico. Le fonti hanno spiegato che la questione riguarda "una potenziale nuova spinta per ritirare centinaia, se non migliaia, di soldati americani dalla Germania". Il Pentagono "non se lo aspettava e non aveva pianificato alcun tipo di riduzione delle truppe", ha riportato, da parte sua, un funzionario del Congresso a conoscenza della situazione, "ma dobbiamo prenderlo sul serio perché lo era stato durante il suo primo mandato".
Guterres: “La chiusura di Hormuz strangola l’economia mondiale”
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha dichiarato che la chiusura dello Stretto di Hormuz "strangola l'economia globale". "Le conseguenze della crisi in Medio Oriente peggiorano drammaticamente con ogni ora che passa", ha scritto su X, "la limitazione dei diritti e delle libertà di navigazione nell'area dello Stretto perturba i mercati energetici, dei trasporti, manifatturieri e alimentari e strangola l'economia globale". "Ora è il momento del dialogo, di soluzioni che ci riportino indietro dal baratro e di misure che possano aprire una via verso la pace".
06:11Axios: “Trump informato per 45 minuti su nuovi piani d'attacco all'Iran”
L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, e il capo di Stato maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno informato Trump sui piani per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riporta Axios, aggiungendo che il briefing è durato 45 minuti.
05:13Nbc: “Teheran sfrutta tregua per recuperare armi sottoterra”
L'Iran sta sfruttando il cessate il fuoco per estrarre le armi nascoste sottoterra prima dell'attacco di Usa e Israele o sepolte dai successivi bombardamenti. È quanto riferiscono alcuni funzionari Usa a Nbc. Secondo le fonti, negli ultimi giorni Teheran sta intensificando le operazioni di recupero di missili balistici e munizioni. L'obiettivo della Repubblica islamica, secondo gli Usa, è ripristinare il proprio arsenale di droni e missili allo scopo di colpire obiettivi in Medio Oriente qualora Washington decida di riprendere gli attacchi.
02:44“Trump dichiarerà la fine della guerra per aggirare il Congresso”
L'amministrazione Trump, ai fini della Risoluzione sui poteri di guerra, intende dichiarare formalmente concluse le ostilità con l'Iran iniziate lo scorso 28 febbraio. È quanto riferisce un alto funzionario di Washington alla Nbc, alla vigilia della scadenza dei 60 giorni che sono il termine massimo entro il quale il presidente degli Stati Uniti può portare avanti un intervento armato senza l'autorizzazione del Congresso. "Attualmente siamo in un cessate il fuoco, il che significa – dal nostro punto di vista –che il conto alla rovescia di 60 giorni è sospeso", aveva dichiarato ieri il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, durante un'audizione al Senato. "Le ostilità iniziate sabato 28 febbraio sono terminate", aveva sottolineato in precedenza un alto funzionario dell'amministrazione ad Afp, "non ci sono stati scambi di fuoco tra le forze armate statunitensi e l'Iran da martedì 7 aprile". Dichiarare le ostilità concluse è una tattica per tentare di aggirare il Congresso più drastica del sostenere, come ha fatto Hegseth, che il cessate il fuoco fermi il conteggio dei 60 giorni. In questo modo la Casa Bianca intende probabilmente lasciarsi aperta l'opzione di lanciare un nuovo attacco alla Repubblica Islamica e di dichiararlo una seconda operazione, distinta da 'Epic Fury', avviata il 28 febbraio.
01:30Per il Libano gli Usa propongono un faccia a faccia tra Aoun e Netanyahu
L'ambasciata statunitense a Beirut ha proposto un incontro tra il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per porre fine al conflitto tra "due Paesi vicini che non dovrebbero essere in guerra". Un faccia a faccia tra i due leader, "facilitato dal presidente Trump, offrirebbe al Libano l'opportunità di ottenere garanzie concrete dagli Stati Uniti in merito alla piena sovranità, all'integrità territoriale, alla sicurezza delle frontiere, agli aiuti umanitari e per la ricostruzione, e al completo ripristino dell'autorità dello Stato libanese su ogni centimetro quadrato del suo territorio", si legge in una nota pubblicata sul profilo X dell'ambasciata.
01:01Teheran: “Irrealistico aspettarsi risultati rapidi dai colloqui”
"irrealistico aspettarsi risultati rapidi dai colloqui con gli Stati Uniti". Lo ha dichiarato all'agenzia Irna un portavoce del ministero degli Esteri iraniano.
00:02Intercettati droni su Teheran
Le difese aeree iraniane hanno intercettato piccoli droni e Uav di sorveglianza su alcune zone di Teheran. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim, aggiungendo che si sono uditi colpi di artiglieria nelle aree occidentali, centrali e sud-orientali della capitale. Le sirene antiaereo hanno risuonato in tutta la città.
00:01Crosetto a Trump: “Non capirei ragioni della riduzione di truppe Usa”
"Non ne capirei le ragioni. Come è evidente a chiunque, non abbiamo usato Hormuz. E ci siamo anche resi disponibili a una missione per proteggere la navigazione. Cosa che peraltro è stata molto apprezzata dai militari americani". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in merito alle dichiarazioni di ieri del presidente Usa Donald Trump, che ha definito come "probabile" una riduzione delle truppe Usa in Italia. Il presidente americano aveva detto che "l'Italia non ci è stata di alcun aiuto e la Spagna è stata orribile, assolutamente orribile".