Primo maggio, Meloni: “Bonus a chi non sottopaga”. Sindacati insieme per il lavoro dignitoso
Nel messaggio sui social la premier rivendica il decreto Lavoro. A Marghera la manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil per rilanciare tutele e diritti
ROMA – Nel Primo Maggio del “lavoro dignitoso” la premier Giorgia Meloni rivendica il decreto Lavoro e il principio del “salario giusto”: risorse pubbliche solo a chi rispetta i lavoratori, non a chi «sottopaga, sfrutta o usa contratti pirata».
Intanto Cgil, Cisl e Uil tornano insieme sul palco nazionale di Marghera, con Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri, per rilanciare salari, contrattazione, nuove tutele e diritti nell’era dell’intelligenza artificiale.
Al centro della piazza sindacale anche la lotta al lavoro precario e insicuro, ai contratti pirata e allo sfruttamento, insieme alla richiesta di nuove politiche industriali e investimenti per la buona occupazione. Una giornata che proseguirà poi a Roma con il tradizionale concertone in piazza San Giovanni.
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Cisl e Uil promuovono il decreto
Da Marghera, Cisl e Uil promuovono il decreto Lavoro sul salario giusto. Per Daniela Fumarola è «un passo in avanti» e «il primo tassello» del Patto della responsabilità. La segretaria Cisl si dice «abbastanza soddisfatta» perché il provvedimento fissa tre principi: centralità della contrattazione firmata dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, riferimento al Tec – il Trattamento economico complessivo – e incentivi pubblici solo alle imprese che applicano quei contratti.
Sulla stessa linea Pierpaolo Bombardieri, che parla di «risultato importante» e «non scontato». Per il segretario Uil, il decreto introduce per la prima volta un atto politico sul salario dignitoso, legandolo ai contratti maggiormente rappresentativi. E soprattutto afferma la condizionalità degli incentivi alle aziende, dopo mesi di battaglia contro i contratti che riducono diritti e salari.
10:17Landini: “I salari non aumentano, il governo fa propaganda”
Maurizio Landini accusa il governo di fare «propaganda» sul decreto Lavoro. Il provvedimento, dice, «non dà un euro in più ai lavoratori» e «non aumenta i salari»: i 960 milioni «già c’erano» e «vanno alle imprese». Il leader Cgil denuncia «salari bassi», persone che «non arrivano a fine mese» e contratti pubblici rinnovati con aumenti del 6% a fronte di un’inflazione al 18%. La priorità, insiste, è «aumentare i salari» e rivalutarli ogni anno «in base all’inflazione reale». Quanto ai contratti pirata, Landini avverte: «Questo decreto non li cancella». E aggiunge: «Non è il governo che sceglie con chi discutere, sono i lavoratori che decidono da chi farsi rappresentare».
10:07Cgil, Cisl e Uil insieme per il lavoro dignitoso
Cgil, Cisl e Uil tornano insieme sul palco del Primo maggio a Marghera, sotto lo slogan “lavoro dignitoso”. Con Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri, i sindacati rimettono al centro salari, contrattazione, nuove tutele e diritti nell’era dell’intelligenza artificiale. Una piazza unitaria, anche se restano differenze di giudizio sul decreto Lavoro varato dal governo: positivo per Cisl e Uil, criticato dalla Cgil.
Il messaggio comune è contro lavoro precario, sottopagato e insicuro, contratti pirata, sfruttamento e nuove forme di schiavismo. Da Marghera parte anche la richiesta di nuove politiche industriali e investimenti per creare sviluppo sostenibile e buona occupazione. La giornata proseguirà poi a Roma con il tradizionale concertone in piazza San Giovanni.
09:28Meloni: “Risorse pubbliche devono andare a chi rispetta i lavoratori”
«Le risorse pubbliche devono andare a chi rispetta i lavoratori, non a chi sottopaga, sfrutta o usa contratti pirata». Nel giorno del Primo maggio Giorgia Meloni rivendica il decreto Lavoro approvato dal Consiglio dei ministri e lo definisce «un altro tassello importante» per affermare «il principio del salario giusto».
Per la premier, scrive in un post su X, il salario giusto «non si difende con slogan o scorciatoie», ma «valorizzando la contrattazione di qualità e colpendo chi fa concorrenza sulla pelle delle persone». Il cuore politico del messaggio è il nuovo criterio sugli incentivi pubblici: niente bonus a chi applica contratti pirata o sottopaga i dipendenti.