Guerra in Iran, le news di oggi: Araghchi a Mosca da Putin
Attesa per l’arrivo del ministro degli Esteri di Teheran. Al Cremlino il punto sui negoziati con gli Stati Uniti e sulla proposta di tregua russa
Oggi è il giorno dell’incontro tra il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e il presidente russo Vladimir Putin. A Mosca i due discuteranno – si informa – degli “ultimi sviluppi dei negoziati, del cessate il fuoco e delle vicende correlate". Tra queste l’avvertimento di ieri del presidente americano Donald Trump, secondo cui il sistema petrolifero dell'Iran potrebbe "esplodere" entro tre giorni, in caso di ulteriori interruzioni delle infrastrutture energetiche del Paese.
- Il politologo: “Nuova escalation possibile in qualsiasi momento”
- Trump cancella il vertice in Pakistan: “Se vuole l’Iran mi chiami”
- Il muro di Teheran: “Non tocca a noi fare concessioni”
- L’arma segreta dell'Iran ispirata ai persiani che minaccia Hormuz
Araghchi oggi a Mosca da Putin
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, incontrerà oggi il presidente russo Vladimir Putin, durante una visita a Mosca. L'agenzia di stampa Isna ha citato l'ambasciatore di Teheran in Russia, Kazem Jalali, il quale ha affermato che i due si incontreranno e "si consulteranno con i funzionari russi in merito agli ultimi sviluppi dei negoziati, del cessate il fuoco e delle vicende correlate". La Russia presenterà un rapporto sui negoziati per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele.
00:01Trump: “Il sistema petrolifero rischia di esplodere entro tre giorni”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avvertito che il sistema petrolifero dell'Iran potrebbe "esplodere" entro tre giorni, in caso di ulteriori interruzioni delle infrastrutture energetiche del Paese. Trump ha spiegato a Fox News che, se il petrolio non può essere trasportato, "continua ad accumularsi meccanicamente e nel sottosuolo", aumentando la pressione nei sistemi di condutture e nelle strutture sotterranee, fino a provocare "una rottura o un'esplosione che potrebbe danneggiare il sistema in modo permanente". Trump ha aggiunto che, anche in caso di ricostruzione, le infrastrutture potrebbero tornare solo a circa "il 50%" della loro capacità attuale, definendo lo scenario una conseguenza "molto, molto potente".