Guerra in Iran, le news di oggi. Trump estende la tregua. Teheran: è una trappola. Vance rinvia il viaggio in Pakistan
La Repubblica

Guerra in Iran, le news di oggi. Trump estende la tregua. Teheran: è una trappola. Vance rinvia il viaggio in Pakistan

repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Martedì 21 aprile 2026
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Il regime respinge le condizioni Usa: non trattiamo sul nucleare

L'Iran “ha respinto le condizioni statunitensi per i negoziati”, fa sapere la tv di Stato di Teheran, aggiungendo che Trump “ha esteso unilateralmente” il cessate il fuoco. Per il consigliere iraniano Ghalibaf la proroga Usa è uno "stratagemma per guadagnare tempo in vista di un attacco a sorpresa". Il vicepresidente Vance ha annullato il suo viaggio in Pakistan.

Punti chiave 00:50

Ghalibaf smentisce il suo consigliere: “Positivo il cessate il fuoco di Trump”

Non sono piaciute al presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Ghalibaf, i commenti del suo consigliere Mahdi Mohammadi sulla proroga del cessate il fuoco. Mohammadi aveva dichiarato che la tregua “è uno stratagemma per guadagnare tempo in vista di un attacco a sorpresa, è giunto il momento per l'Iran di prendere l'iniziativa”. Ma Ghalibaf ha fatto sapere di non condividere. “In qualità di presidente dell'Assemblea Consultiva Islamica, il signor Ghalibaf si avvale della consulenza di stimati esperti in ambito culturale, economico, sociale, politico e in altri settori, dalle cui opinioni trae sempre beneficio. Tuttavia, le opinioni espresse da questi consulenti, che è loro naturale diritto, non rappresentano necessariamente la posizione ufficiale del signor Ghalibaf”, ha dichiarato un alto funzionario del parlamento all'agenzia Tasnim.
“Le osservazioni di questi stimati consiglieri, e di alcune altre persone presenti ai negoziati, riguardo ai colloqui, al cessate il fuoco e così via, sono personali e riflettono i loro punti di vista”, ha insistito la fonte, “le posizioni del signor Ghalibaf vengono rese note attraverso i suoi canali ufficiali sui social media o con le sue dichiarazioni”.

00:48

L’Iran denuncia gli Usa all’Onu per pirateria

L'ambasciata iraniana presso le Nazioni Unite ha condannato gli Stati Uniti per una condotta che presenta "i tratti distintivi della pirateria" dopo che le forze militari statunitensi hanno attaccato una nave mercantile iraniana nel Mar d'Oman. "Il 19 aprile 2026, nelle vicinanze delle coste iraniane nel Mar d'Oman, le forze militari statunitensi hanno condotto un attacco ostile e illegale contro la nave mercantile iraniana Toska", si legge in una lettera indirizzata al Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e alla presidenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, come riporta AlJazeera.
"Questo attacco contro una nave civile costituisce una grave e manifesta violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale", si afferma nella nota. "Le deliberate intimidazioni e il terrore psicologico inflitti all'equipaggio e alle loro famiglie aggravano ulteriormente la gravità di questo atto. Tale condotta presenta i tratti distintivi della pirateria e costituisce una pericolosa escalation che mette seriamente a repentaglio la sicurezza delle vitali rotte marittime".

00:21

Teheran: niente trattative sul nucleare anche se gli Usa tolgono blocco a Hormuz

L'Iran ha chiarito che non intende trattare con gli Stati Uniti dei suoi programmi nucleare e missilistico, anche fosse tolto il blocco navale a Hormuz. “Anche se il blocco fosse revocato, la nostra partecipazione ai negoziati deve essere subordinata alla condizione che non vengano sollevate questioni che violino la nostra indipendenza e dignità, prime fra tutte le nostre capacità difensive e missilistiche, nonché le nostre capacità e conoscenze nucleari£, ha spiegato la televisione di Stato, voce ufficiale del regime. “Il rifiuto di negoziare sulle nostre capacità missilistiche, di difesa e nucleari significa condurre trattative dignitose, e l'insistenza del nostro team negoziale su questa posizione onorevole e di forza costituisce una garanzia”, ha sottolineato Irib tv.
“Si tratta di salvaguardare la resilienza delle forze armate e del popolo paziente, che ha sopportato il fuoco nemico in due guerre e un colpo di Stato affinchè questi loro beni possano essere preservati", ha proseguito l'emittente, "è certamente saggio che ciò che il nemico non è riuscito a sottrarre all'Iran in due guerre, un colpo di Stato e anni di sanzioni, non possa esserci sottratto con negoziati" e "questa decisione del regime di non partecipare al secondo round di colloqui si basa proprio su questa logica".
Gli Stati Uniti e Israele hanno tentato "di impadronirsi delle nostre risorse strategiche, tra cui la nostra unità nazionale, le capacità nucleari e missilistiche, nonché la nostra indipendenza e integrità territoriale, ma hanno fallito", ha assicurato l'emittente.

00:19

Wsj: Trump non desidera veder riprendere i combattimenti con l'Iran

Il presidente americano Donald Trump, malgrado l'avvertimento sulla volontà di non voler prolungare il cessate il fuoco, ha fatto esattamente questo: ha segnalato che non desidera riprendere i combattimenti con l'Iran, estendendo "il cessate il fuoco fino al momento in cui verrà presentata la proposta" dell'Iran e "le discussioni saranno concluse, in un senso o nell'altro". È quanto scrive il Wsj, ricordando che i funzionari iraniani continuano ad avvertire di essere pronti a riprendere le ostilità, se necessario, e non hanno ancora confermato di accettare la possibile estensione del cessate il fuoco. Tuttavia, nelle ultime due settimane Teheran ha anche scelto la via della diplomazia, pur continuando a esigere che gli Stati Uniti smantellino il blocco imposto ai porti iraniani. Finché le parti eviteranno un'escalation, rimangono sul tavolo due opzioni concrete: Iran e Usa possono lasciare che i rispettivi blocchi facciano il loro corso: quello statunitense sui porti iraniani e di Teheran sullo Stretto di Hormuz. Tuttavia, entrambe le parti rischierebbero perdite economiche a causa di uno stallo prolungato. Inoltre, quando le navi vengono fermate e ispezionate, il rischio che incidenti sfuggano di mano è concreto. L'alternativa consiste nel trovare una soluzione discreta, diplomatica e possibilmente temporanea alla questione del blocco statunitense, per poi riprendere i colloqui nei prossimi giorni.

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